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Brescia, retata antibracconaggio. Ritrovate tre aquile reali

20 novembre 2005 Tenevano nascoste nel maxifreezer di un casolare due aquile reali congelate e una pronta per essere impagliata, oltre a decine di chili di carne di capriolo e di cinghiale, 150 piccoli uccelli già spennati e pronti in sacchetti di plastica e 60 ancora vivi, tutti appartenenti a specie protette.

 

E’ una vera e propria centrale di bracconaggio quella che i Carabinieri di di Brescia e le guardie ecologiche del Wwf hanno trovato sabato nel Bresciano.

 

Durante una normale attività di sorveglianza in località Clibbio (Sabbio Chiese), le guardie venatorie hanno scovato il deposito di animali illegalemente detenuti. In una struttura esterna poi, c’erano anche trappole a scatto, archetti, vischio, una tagliola gigante per grandi mammiferi, gabbie con uccelli vivi da richiamo (croceri, peppole, fringuelli e pettirossi), trofei e cartucce mai denunciate. 

  

Dopo aver ottenuto un mandato di perquisizione dalla procura di Brescia, le guardie del Wwf hanno passato una giornata intera a identificare e sequestrare tutti gli animali, tra vivi, impagliati e congelati, sporgendo denuncia alla magistratura.

 

«È la prima volta che vengono sequestrate in Italia ben 3 aquile reali ad un privato, una specie rarissima che sul mercato dei collezionisti più valere oltre 2.000-4.000 euro per esemplare» ha detto Massimiliano Rocco del Wwf Italia.
 

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