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Kaghan Valley (Pakistan), drammatica testimonianza: “Sono morti quasi tutti”

21 ottobre 2005 – Balakot (Pakistan) DAL NOSTRO INVIATO – "Sono quasi tutti morti, quello che sto vedendo è incredibile". Comincia così la drammatica testimonianza di Maurizio Gallo, direttore esecutivo di Karakorum Trust e testimone dell’immane tragedia che si sta consumando in Pakistan, fra il silenzio generale dei media italiani. 

 

"Mi trovo nella Kaghan Valley – prosegue il direttore di Karakorum Trust, progetto di cooperazione internazionale promosso da Comitato Ev-K2-CVnr e Cesvi -. La situazione qui a Balakot, il paese più grosso di questa zona, è impressionante. Il paese è completamente raso al suolo. Le case erano state costruite tutte con il fai da te, con tetti piatti di cemento armato, sostenuti da colonne fatte malissimo. Le colonne hanno ceduto tutte. Questi tetti completamente piatti sono caduti orizzontali coprendo tutto. E sotto è pieno di gente, di morti.

 

L’atmosfera è lugubre. C’è una puzza tremenda. La gente non scava più neanche ormai. Anche perchè non hanno attrezzi, non hanno nulla. Qualcuno scava con le mani. 

 

Ho visto una scuola schiacciata in questa maniera, dove ci sono ancora le scarpe dei bambini e i libri. Di fianco c’è una tomba comune con 40 piccoli, tutti sepolti dentro.

 

La situazione è terribile. Non pensavo fino a questo punto. In questi giorni l’esercito sta aprendo la strada per andare su, verso i villaggi di montagna. Sono arrivato anch’io fino alla fine della strada, dove credo non fosse mai arrivato nessuno. Ho trovato gente disperata che scendeva dai villaggi di montagna dopo tre giorni a piedi. Sono scappati sotto la pioggia, lasciando le case distrutte e le famiglie. Ho trovato dei bambini che sono scesi e hanno lasciato 13 parenti sotto le macerie della casa. Anche loro sono scesi facendo tre giorni a piedi.

 

Là in alto, adesso l’esercito sta portando su roba da mangiare con i trattori. Gli elicotteri stanno portando via dai singoli villaggi le persone che trovano in gravi condizioni fisiche. Ma non c’è ancora un soccorso diffuso e organizzato.  Solo qui nella Khagan Valley si parla di 3000 villaggi sparsi per tutte le montagne e completamente crollati. Ma ci sono le montagne e nessuno ci sale. Ci vogliono tre giorni a piedi per raggiungerli. Sono posti dispersi.

 

La situazione è ancora completamente fuori dal controllo. E anche il bilancio dei morti finora, da quello che ho visto io, è assolutamente ridicolo rispetto alla vera entità del danno. Anche perchè queste sono zone tribali e nessuno è registrato all’anagrafe. Sono morti quasi tutti, una situazione incredibile".

 
Maurizio Gallo

Ascolta la testimonianza di Maurizio Gallo

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