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Alpinismo. Panzeri promette: arrivederci Shisha

19 ottobre 2005 – "Mi sa che dovrò tornarci, non sapevo che per avere meno problemi a sbucare sulla cima vera e propria sarebbe stato meglio attaccare il versante nord". Sono le parole di delusione di Mario Panzeri, ragno di Mandello, provincia di Lecco.

Mario PanzeriAppena tornato dalla spedizione che lo ha visto protagonista, insieme all’ormai inseparabile  Mario Merelli e al valtellinese Marco Confortola, Panzeri (nella foto) racconta i retroscena della salita agli 8.013 metri della cima "middle" dello Shisha Pangma.

La cima "vera" stava solo 14 metri più in alto, difesa strenuamente dalle condizioni proibitive dell’ultima cresta. "C’era un gran vento che tirava sempre dal nostro versante. A occhio non ti accorgi nemmeno che è più alta, sono pochi metri ma lo sai. Quindi se tieni ai principi e alla matematica ci provi. Ma su quell’ultimo traverso c’era troppo pericolo. Un pendio con 55 gradi di inclinazione e con la neve che non si assestava mai. Abbiamo rinunciato. Un vero peccato".

Ma Panzeri non si arrende: "Se arrivi alla ‘middle’ non ci sono problemi, la cima l’hai salita. Ma per l’ufficialità non basta. Ci dovrò riprovare!". E non sarà l’unico a doverlo fare. Anche Silvio "Gnaro" Mondinelli ha un conto aperto con la montagna. Solo lo Shisha e l’Annapurna lo separano dall’entrare nella cerchia ristretta degli alpinisti che hanno conquistato tutti gli ottomila della terra.

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