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Val Venosta, ritrovate quattro mine anti-rubagalline

10 ottobre 2005 – Quando i carabinieri sono entrati nel vecchio maso della Val Venosta sono rimasti di sasso. Lì di fronte, in bella mostra, quattro dischi di esplosivo che sembravano usciti da un film di guerra. E invece non si trattava di bombe per un attentato, ma di mine contro i ladri di polli.

 

polliSì, di quelle che un tempo venivano sistemate con uno spago lungo il perimetro esterno del pollaio. Il rubagalline toccava il filo. La mina "a salve" esplodeva. Il ladro se la dava a gambe levate. Il pennuto a volte saltava di gioia, altre saltava per aria.  

 

A trovare l’esplosivo, un contadino di 48 anni di Vezzano, vicino a Silandro in Alto Adige. Spaventato ha chiamato subito i carabinieri che, furbi e scaltri come faine, hanno allertato gli artificieri e portato via le "bombette" spiegando l’arcano.

 

Ebbene, le quattro "mine a salve", con tanto di numero di brevetto, con ogni probabilità erano state dimenticate nella cantina dal vecchio proprietario dell’edificio, un contadino classe 1904 morto nel 2000. Nel frattempo, in Alto Adige sono scomparsi anche i ladri di galline.

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