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Alla scoperta delle Isole Lofoten d’inverno

Il territorio montuoso dell’arcipelago di fronte alle coste della Norvegia consente belle escursioni anche in questa stagione. In un contesto naturale davvero inusuale

L’ arcipelago norvegese delle Isole Lofoten ha un legame speciale con l’Italia e non stiamo parlando dell’importazione ormai pluricentenaria dello stoccafisso che fa da base a molti piatti della cucina regionale del nostro Paese. Intorno al 1432 vi approdò infatti, a seguito di una tempesta, il veneziano Pietro Querini che, rientrato a casa, riportò notizie sulla fauna e flora locali oltre alla pratica dell’essiccazione del merluzzo, che avrebbe in seguito avuto grande fortuna proprio nelle aree venete da cui proveniva il mercante e navigatore italiano.

Le Lofoten sono costituite da una serie di isolotti e da alcune isole più grandi (Austvågøy, Gimsøya, Vestvågøy, Flakstadøya, Moskenesøya) tutte caratterizzate da un territorio montuoso, con vette che precipitano sul mare regalando grandi visioni panoramiche.

Oggi la costruzione della strada E10 permette un collegamento quasi continuo tra le isole principali, grazie anche ad alcuni arditi ponti e tunnel sottomarini. Trovandosi quasi a ridosso del Circolo Polare Artico in inverno è facile poter osservare il fenomeno dell’Aurora boreale e nonostante le isole siano abbondantemente innevate nei mesi freddi il clima è mitigato dalla corrente del golfo con temperature che pur scendendo sotto lo zero non risultano mai eccessivamente fredde. Il posto giusto quindi per ciaspolate e sci alpinismo in un contesto per noi inusuale.

Le escursioni

Le possibilità offerte sono davvero notevoli e vanno dal pagaiare in kayak nella Baia di Reine all’osservazione notturna dell’aurora boreale, oltre naturalmente all’esplorazione con le racchette da neve o gli sci ai piedi.

Una delle più gettonate è l’escursione alla spiaggia di Kvalvika e la salita al Ryten, dove si sperimenta la natura tipica delle Lofoten con ripide scogliere montuose e mare verde smeraldo o blu cobalto a seconda delle condizioni meteo. Per raggiungere la spiaggia si impiega circa un’ora e mezza solo andata, mentre la salita in vetta, decisamente più panoramica e con un dislivello di 543 metri richiede almeno due ore. Questo itinerario è all’interno del  Lofotodden National Park, per cui è vietato disturbare animali e l’uso del drone.

Altra possibilità è raggiungere il Kleivheia, il punto più alto dell’ampio altopiano che separa Unstad e Eggum. Da Unstand si punta decisamente verso la cima superando un dislivello di 652 metri in circa tre ore. La parte finale comporta un passaggio in un canalone piuttosto ripido per cui è importante prestare attenzione e in caso di ghiaccio indossare i ramponi fino a raggiungere il pianoro sommitale.

Decisamente più facile la gita all’Eltofttuva, una delle collinette della zona di Leknes nel centro dell’isola di Vestvågøy. Pendenza moderata e assenza di scogliere ripide ne fanno una escursione adatta un po’ a tutti. Pur non essendo la montagna più spettacolare delle Lofoten, la vista dalla cima è notevole spaziando verso le imponenti vette del Ristinden e dell’Himmeltindan che si innalzano a ovest. Il dislivello è di soli 361 metri per un’ora circa di cammino.

Le possibilità escursionistiche anche in inverno sono davvero notevoli ma vanno fatte sempre in sicurezza informandosi sul rischio valanghe (bollettino su www.varsom.no/en/news ) e sulle previsioni circa il mutevole meteo dell’arcipelago per evitare di essere sorpresi da nebbia, tempeste di neve e vento, che a volte soffia così forte da non riuscire a stare in piedi.

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