Ambiente

Fulmini killer, è la montagna la zona più a rischio

 

AOSTA — E’ l’estate dei fulmini killer in Italia. Dal 17 al 24 luglio 85.370 fulmini si sono scaricati in tutto il territorio italiano, 40.381 scariche solo nella giornata di ieri. Sei le persone morte fulminate nel fine settimana appena trascorso. Attenzione, avvisano i ricercatori, per quanto riguarda i fulmini, è la montagna la zona maggiormente a rischio.

Fino a quest’anno il Sirf, Sistema italiano rilevamento fulmini, stimava una media di 10-15 decessi per fulminazione all’anno.  Dato che il 2006 rischia tragicamente di superare, visti i numerosi incidenti successi solo nell’arco del fine settimana scorso. A causare tutte queste scariche elettriche prodotte dalle saette sarebbe ancora una volta il caldo, che aumenta la possibilità che si scatenino violenti temporali che, a loro volta, si portano dietro fulmini potenzialmente rischiosi per le persone sorprese nel bel mezzo dell’acquazzone. I più colpiti sarebbero proprio gli escursionisti, seguiti a ruota da agricoltori, pastori e giocatori di golf.
Ma se in quest’estate particolarmente afosa il dato è

 

allarmante, tanto da attirare l’attenzione di tutti i media, in realtà, stando a sentire gli studiosi del Sirf, quanto sta accadendo in questi giorni non ha nulla di eccezionale. In tutto il mondo, nell’arco di un anno, sono più di mille le persone colpite da un fulmine. Studi diffusi da tempo, indicano i fulmini come la seconda causa di morte per eventi naturali, dopo le alluvioni.

“Quanto sta accadendo in questi giorni non ha nulla di eccezionale – ha spiegato il professor Giampiero Maracchi dell’istituto meteo del Cnr di Firenze a Panorama – Il bilancio di sei persone morte negli ultimi due giorni a causa dei fulmini fa una certa impressione. Ma se poi si leggono le cronache che spiegano le caratteristiche degli incidenti, si capisce bene che la colpa, più che dei fulmini, è dell’imprudenza degli uomini. Nella maggior parte delle tragedie di questo tipo le vittime hanno ignorato le regole fondamentali che andrebbero seguite quando ci si ritrova in balia di un temporale: mai ripararsi sotto un albero e mai tenere i piedi a contatto con l’acqua”.
Il pericolo di essere investiti dai fulmini diventa concreto quando l’intervallo tra fulmine e tuono è inferiore a 30 secondi e si considera cessato 30 minuti dopo l’ultimo tuono o fulmine. Il meteo annuncia per i prossimi giorni temporali intensi sulle Alpi e sugli Appennini. In particolare violenti temporali si riverseranno domani in montagna, sull’Appennino centro-meridionale e sulle Alpi orientali.
Roy C.Sullivan entrò nel guinnes dei primati per esser stato colpito sette volte da un fulmine. Ai nostri lettori in vacanza sulle vette di tutta Italia ricordiamo i consigli del Sirf, augurandovi una buona estate in  montagna.
 
Elisa Lonini

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