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Monte Bianco: chiusi i rifugi Goûter e Tête Rousse

Il Sindaco di Courmayeur: la montagna non è una proprietà

Da oggi, venerdì 5 agosto, i rifugi sulla via normale di salita francese del Monte Bianco sono chiusi. A deciderlo un’ordinanza del comune di Saint-Gervais.

Le scalate al Monte Bianco, dopo la decisione delle guide alpine di sospenderle per problemi di sicurezza derivanti dall’incessante caduta di sassi nel Couloir du Goûter, erano drasticamente diminuite, ma alcuni alpinisti salivano comunque in autonomia. Questo, aveva scatenato il sindaco Jean-Marc Peillex, che pochi giorni fa ha rilasciato un comunicato stampa in si minacciava di far pagare una cauzione di 15.000 euro per soccorsi ed eventuale funerale ai “maniaci candidati alla morte che ancora vogliono raggiungere la vetta del Monte Bianco”.

Oggi, denunciando la presenza di 79 alpinisti “per lo più dei paesi dell’est europeo, che hanno giocato alla roulette russa e hanno invaso il rifugio Goûter “, il sindaco di Saint-Gervais ha emesso l’ordinanza di chiusura fino a data da destinarsi dei due rifugi Tête Rousse e Goûter, punto di appoggio per la salita della normale francese. Al momento l’unico rifugio rimasto aperto è il Nid d’Aigle, all’arrivo del trenino del Monte Bianco.

Il sindaco di Courmayeur: la montagna non è una proprietà

Mentre sul lato francese si discute animatamente dopo la provocazione di Jean-Marc Peillex, in Italia il sindaco di Courmayeur Roberto Rota in un’intervista al Corriere della Sera rassicura: “Il versante italiano del Monte Bianco non limiterà l’ascensione agli escursionisti”.

La montagna non è una proprietà. Noi, come amministratori, possiamo limitarci a segnalare le condizioni non ottimali dei percorsi, ma chiedere una cauzione per salire in cima è davvero surreale. Si decide di chiudere una via, un passaggio, se c’è rischio oggettivo” dice Rota al Corriere commentando le parole del collega francese, ricordando anche che in Italia se “l’intervento di soccorso necessita di un medico il servizio è gratuito. Se invece si tratta solo di un recupero, il soccorso alpino sarà a carico degli escursionisti”.

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2 Commenti

  1. Quindi se uno squilibrato decide di salire dal Gonella al Bianco e si prende un sasso in testa, io contribuente pago le spese per il suo recupero….VIVA L’ItaGlia!!!!!

    1. Esatto! Esattamente come paghiamo le cure oncologiche ha chi ha voluto fumare tutta la vita, oppure il trapianto di fegato per un alcolizzato o più semplicemente per chi si è affrettato un dito in cucina perché era distratto dal telefonino… Si chiama assistenza sanitaria!

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