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Riaperta in Adamello la ferrata “Sentiero dei Fiori”

Sabato 23 luglio la ferrata “Sentiero dei Fiori” in Adamello è tornata a essere percorribile. La riapertura arriva al termine di circa un mese di lavori di manutenzione straordinaria.

“I lavori si protrarranno indicativamente fino alla fine di luglio”,annunciava a giugno il Consorzio Pontedilegno-Tonale nel mese di giugno, cogliendo l’occasione per ringraziare la collettività per la pazienza. E l’attesa si è rivelata alla fine più breve del previsto.

Come riportato nel comunicato ufficiale del Consorzio che ne annuncia la riapertura, l’intervento ha portato alla “sostituzione delle “vecchie” attrezzature, ormai obsolete, con attrezzature conformi agli standard di sicurezza”. Intervento promosso dal Comune di Ponte di Legno in accordo con la Comunità Montana di Valle Camonica, nell’ambito del più ampio progetto di adeguamento e messa in sicurezza delle vie ferrate nella zona del Massiccio dell’Adamello.

I consigli per affrontare la ferrata

Il Consorzio tiene a evidenziare che “la via ferrata Sentiero dei Fiori ripercorre la via di arroccamento che gli Alpini utilizzarono durante la Prima guerra mondiale per collegare le postazioni installate in cresta, si snoda ad una quota media di 3.000 metri e va affrontata con la giusta preparazione e attrezzatura, e solo dopo avere verificato che le previsioni meteo per la giornata siano favorevoli.”

“In occasione della riapertura, al fine di garantire un sempre maggior grado di sicurezza, è assolutamente obbligatorio percorrere la ferrata passando sulle passerelle sospese – prosegue il comunicato – , in quanto il tratto della variante che permetteva un’alternativa ai ponti tibetani (tra l’inizio della prima passerella e l’imbocco della galleria in senso orario) è stato chiuso e dismesso. Sarà nostra cura, vista l’importanza di dare un’alternativa alle passerelle sospese per i fruitori della ferrata, verificare la possibilità di progettare, se possibile, un nuovo percorso al fine di garantire un grado di sicurezza accettabile.”

“Nel frattempo – conclude -, ci sentiamo di suggerire un senso di percorrenza uguale per tutti, in senso orario, cioè salendo dal Passo Paradiso al Passo Presena mediante la cabinovia arrivando a quota 3.000m, imboccando in seguito la via ferrata dal Passo di Lagoscuro e rientrando al Passo Paradiso scendendo dal Passo del Castellaccio. In questo modo – e perciò avrebbe senso adottare definitivamente il senso unico di percorrenza del Sentiero – si potrebbe evitare l’incrocio con altri alpinisti nei tratti più stretti del Sentiero, in particolare all’accesso dei due ponti tibetani.”

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Un commento

  1. Giovanni e Palma con i loro collaboratori hanno corso come matti, hanno visto cose folli e rimediato in gran parte.
    Bravi !!!
    Forse serviva più tempo, ma i vari enti non potevano concederlo.

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