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Sul Monte Bianco una via alternativa alla normale italiana per aggirare crepacci e seracchi

È stato proposto come alternativa alla via normale italiana il percorso inaugurato lo scorso 10 luglio, dopo tre anni di lavori, con l’obiettivo di aggirare i crepacci e i seracchi del ghiacciaio del Dôme sul versante meridionale del Monte Bianco, spesso impraticabile in stagione avanzata.

Il tracciato parte dal rifugio Gonella (3071m) e si snoda lungo la cresta delle Aiguilles Grises (3817m), che è stata chiodata e parzialmente attrezzata, e si ricollega alla normale dal Piton des Italiens proseguendo poi fino al Col du Dôme e all’Arête des Bosses da cui si arriva in vetta. “Questa via, aperta negli anni Trenta, è stata poco frequentata perché complessa. Resta per alpinisti di una certa capacità, ma ora è più fruibile, grazie a punti di sosta e alle corde fisse piazzate nei punti più impegnativi, ha spiegato all’ANSA Delfino Viglione, guida alpina e storico Comandante della stazione del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza di Entrèves (AO), ora in congedo dopo 44 anni di servizio per raggiunti limiti di età.

Il percorso risulta essere pertanto più sicuro per salire al Monte Bianco dal versante italiano, anche se bisogna considerare che rimane uno tra i più lunghi come sviluppo e dislivello e che questa variante allunga la percorrenza di “60-90 minuti”. È fondamentale essere esperti di percorsi di alta montagna, allenati e propriamente equipaggiati.

I ghiacciai continuano ad assottigliarsi e le condizioni sono sempre più difficili: al passaggio degli alpinisti si mostrano sempre più fragili” dice ancora Viglione. “Serve anche come percorso di rientro certo, per non perdersi lungo il ghiacciaio. L’idea è nata perché in quell’area ci sono stati diversi incidenti e alcuni alpinisti non sono mai stati ritrovati”.

I lavori sono iniziati a luglio 2019 su iniziativa di Viglione insieme a amici e volontari, tra cui la guida alpina di Courmayeur Andrea Plat e alcuni finanzieri del Soccorso alpino di Entrèves. È stato inoltre utilizzato un elicottero messo a disposizione dalla famiglia di Jassim Mazouni, ragazzo parigino di 16 anni scomparso il 9 luglio 2014 durante la salita al Monte Bianco insieme alla sua guida alpina di Valpelline Ferdinando Rolando.

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