Alpinismo

Sharp era davvero spacciato? No, parola di medico

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SARAGOZZA, Spagna — Contraddizioni e versioni discordanti dominano la vicenda della morte di David Sharp sull’Everest. Ma uno stesso dubbio arrovella tutti: le condizioni di Sharp erano davvero disperate? Secondo quanto ha raccontato Jose Ramon Morandeira (specialista internazionale di emergenze in alta quota), l’alpinista inglese avrebbe potuto benissimo essere salvato.

“Ho visto gente conciata peggio che ce l’ha fatta” ha raccontato Morandeira ad Explorersweb dopo essersi documentato sulla vicenda leggendo varie testimonianze. E spiega “Molti dicono che Sharp era anche in grado di parlare: un ottimo segno. Aggiungo che lassù quasi tutti la portano ossigeno, vestiti caldi, acqua, Diamox e aspirine: esattamente quello di cui lui aveva bisogno per sopravvivere”.
 
Morandeira, specializzato nel trattamento dei congelamenti e in interventi di soccorso in montagna, è un alpinista d’esperienza e capo del settore ricerca dell’ospedale universitario di Saragozza. Tra i suoi pazienti, ci sono Carlos Pauner e Juanito Oiarzabal.
 
Il suo disprezzo per l’abbandono di Sharp è totale. “Qualsiasi termine dispregiativo usato per descrivere quanto è accaduto sarebbe comunque troppo generoso – si legge ancora nell’intervista rilasciata da Morandeira al portale -. Quando ero in attività, salvare una vita ad un altro alpinista ci avrebbe fatto tornare a casa totalmente soddisfatti ed orgogliosi, con o senza la cima.
 
Allora eravamo mossi da un fantasma di valori che chiamavamo spirito alpinistico. Ci spingeva a scalare le montagne, ad arrivare in cima, ma non ad ogni costo. Ora mi sento un vecchio che difende valori fuori moda e rimpiange un mondo che non c’è più”.
 
La riflessione di Morandeira, tuttavia, va oltre l’alpinismo. A suo parere, la commercializzazione dell’Everest è solo un riflesso di ciò che il mondo è diventato oggi: i perdenti sono da disprezzare, e i soldi possono tutto. Le sue parole sono raggelanti: “Non posso fare a meno di pensare che forse, se avesse promesso un milione di dollari a qualcuno per essere portato via, sarebbe ancora vivo”.
Sara Sottocornola

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