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Due nuove vie in Cordillera Blanca

Continua l’attività alpinistica nell’inverno australe. Dopo le prime salite dei fratelli Pou e di Adam Bielecki arriva notizia di altri due tracciati realizzati sulla parete nord del Nevado Hualcan (6122 m), nella Cordillera Blanca. Si tratterebbe del secondo e terzo tentativo su questa parete, prima affrontata e superata solo dagli alpinisti Alik Berg e Aritza Monasterio nel 2017. Quest’ultimo parte della spedizione che ha messo a segno le due vie.

Due itinerari aperti in contemporanea, tra il 16 e il 17 luglio scorsi, da due cordate formate rispettivamente da: Matija Volontar e Bor Levičnik, che hanno aperto Virtual Insanity (1500m, 70° – 90°+, M5); e Blaž Karner, Matežv Štular e Aritza Monasterio, che hanno aperto Knights and days (1000m, 70° – 90°, VII, M5). La prima via raggiunge la vetta orientale, mentre la seconda quella occidentale.

Virtual Insanity

Matija e Bor, raccontano nel loro report, avevano immaginato una giornata per riuscire a compiere la salita della nuova linea, ma così non è stato. Il tracciato scelto si è subito rilevato ripido e insidioso, difficile da proteggere. Superata la prima parte hanno dovuto affrontare una lunga cresta, ricca di funghi difficili da superare, fino alla vetta. Una difficoltà che li occupa per tutta la giornata fin quando la sera si trovano sfiniti a 5700 metri, dove bivaccano nella loro tendina.

Il secondo giorno, sotto il vento sferzante e immersi nella nebbia, hanno proseguito verso la cima. “L’ultimo tiro è stato il più difficile mentalmente” raccontano. “Almeno 20 metri di neve farinosa, quasi verticale, con poco a cui aggrapparsi e nessuna protezione”. Infine, verso le 15, sono giunti in vetta pronti ad affrontare altre 8 lunghe ore di discesa.

Knights and days

Un ripido pilastro roccioso con diversi diedri da superare, è la caratteristica della via aperta da Blaž, Matežv e Aritza alla vetta ovest del Nevado Hualcan. In generale tutta la via è stata vista dal campo base e la salita si è svolta in modo pulito, senza particolari intoppi se non quelli legati al maltempo del secondo giorno che ha limitato la visibilità rendendo difficile orientarsi sulla montagna. La scarsa visibilità a rallentato di molto la progressione portando gli alpinisti a raggiungere la vetta solo a buio fatto. Per questo hanno preso la decisione di bivaccare in cima nella loro tenda. Sulla cima sarebbero rimasti per 36 ore, in attesa di una finestra meteo favorevole alla discesa.

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