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Rifugio Baita Segantini

Il rifugio Baita Segantini (2170 m) è una bella costruzione in legno situata al Passo Costazza, nei pressi di un piccolo lago, in posizione panoramica a est del Passo Rolle.

Accesso e vie

Utile più che altro come ristoro, al rifugio Baita Segantini vi si accede dal Passo Rolle, passando dalla Capanna Cervino, con agevole cammino su strada sterrata, chiusa al traffico privato durante il giorno nei mesi estivi, quando è attivo un servizio di bus navetta (45 min, T).

Il rifugio è un buon punto di partenza per le ascensioni sulla Cima dei Bureloni e sulla Cima Vezzana, oltre che per la traversata al rifugio Volpi al Mulaz e in Val Focobon.

Storia e curiosità

Il rifugio fu costruito da Alfredo Paluselli, figura storica di queste montagne. Guida alpina, pittore, poeta, nato a Ziano di Fiemme nel 1900 ed emigrato giovanissimo in America, fece i lavori più diversi e umili. Tornato in Italia, divenne guida alpina e si trasferì al Passo Rolle, dove nel 1931 costruì la Capanna Cervino, fondò la prima scuola di sci di tutte le Dolomiti (Scuola di neve nautica Leonardo Da Vinci, 1934) e nel 1936 decise di usare i vecchi tronchi di una baita di Bellamonte per costruire, poco sotto la testata della Val Venegia, ai piedi del Cimon della Pala, la Baita Segantini, dove visse fino a pochi giorni prima della morte. Dopo aver tracciato la strada che tuttora collega la baita con il Passo Rolle, trasportò i tronchi uno a uno usando carri e cavalli. Costruì in seguito anche la seggiovia (ora non più esistente) che dal Passo Rolle arrivava comodamente fino alla baita.

Alfredo Paluselli fu anche scrittore e pittore (la baita è dedicata al famoso pittore Giovanni Segantini, per il quale aveva una grande ammirazione) e molte sono le sue opere presso le case dei turisti di allora, ai quali regalava un ritratto a matita o qualche riga di poesia.

Intorno alla figura di Paluselli sono molti gli aneddoti e i ricordi. Si dice che quando il Cimon chiamava a gran voce la sua presenza, non sapeva resistere e lasciava la baita aperta e sulla porta un biglietto che invitava gli eventuali avventori a servirsi e lasciare onestamente la somma dovuta sul banco: «Entrate, bevete, pagate». Raccontò che nessuno mai se ne approfittò. Pochissime furono le occasioni in cui lasciò la Baita Segantini, una di queste risale al 1944, quando le SS salirono per arrestarlo per aver dato rifugio ad alcuni partigiani, ma lui si era già nascosto fra le rocce del Cimon.

Informazioni

Proprietà: Privata
Contatti: Tel. +393425828218; www.baitasegantini.it
Periodo di apertura: da metà giugno a metà settembre
Numero posti: 2

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2 Commenti

  1. Bel posto, comodo da raggiungere, ti ci portano anche in auto, e si mangia bene.
    Peccato non abbia ancora una stanza spa.
    I prezzi non sono popolari.

  2. Un tempi ci si arrivava pure in moto, ora solo con bus navetta. In quanto al locale benessere..e’ fuori dall’edificio. Dove nasce il torrente Travignolo una sana immersione in acqua gelida potrebbe avere i suoi effetti benefici.Meglio in inverno con neve..raggiunto dalla Val Venegia…in giornate solitarie , senza groviglio di:cammiantori con cani, ciaspolisti , sciatori che si intralciano sulla strada forestale. Dalle foto non si capisce se il tetto e’ ancora tradizionale in scandole di larice, oppure sostituito da lamierona meno costosa e piu’ durevole.Altrove ormai predomina la tecnica lattoniera, mentre la copertura in scandole ,seppure in qualche modo incentivata,non e’ laprima scelta.

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