AlpinismoAlta quota

Una spedizione tutta pakistana all’Annapurna

All’Annapurna quest’anno non si perde tempo. Tanto che sono già iniziate le rotazioni di acclimatamento sulla decima montagna della Terra, che è tra le più affollare della stagione al momento 6 squadre attive.

Al campo base posto a 4200m ai piedi del massiccio, c’è anche una squadra tutta pakistana. Forse non troppo Interessante per lo stile di salita, lo è invece per il fatto di mostrarci ancora una volta, come ha fatto il K2 in inverno, come l’alpinismo è cambiato includendo nella sua comunità scalatori professionisti pakistani (e nepalesi) che un tempo erano relegati al ruolo di portatori delle spedizioni occidentali. Oggi, sono sempre più numerosi gli alpinisti provenienti dalle valli del Pakistan, grazie anche a un nuovo orgoglio nazionale alpinistico nato con imprese importanti tra cui la prima spedizione pakistana sul K2 per l’anniversario dei 60 anni della salita del 1954; la prima invernale sul Nanga Parbat di Ali Sadpara e il tentativo sempre di quest’ultimo, sventatamente tragico, del K2 invernale.

La spedizione all’Annapurna

Protagonisti della spedizione gli scalatori Shirbaz Ali e Abdul Joshi, guidati da Saad Munawar e con il fotografo Kamran Ali. Arrivati con l’elicottero dal villaggio di Dana, ad attenderli una squadra di sherpa già intenti ad allestire la via di salita. Il team ha già fatto la prima rotazione di acclimatamento a campo 1, 5000m. Oggi, dopo essersi uniti nella mattinata alla cerimonia della Puja, sono saliti a C2 (5550m).

Le condizioni della montagna non sono ottimali e sono state segnalate diverse valanghe e qualche crollo di seracco lungo la via. 

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