AmbienteGreen

Mamma orsa e 4 cuccioli ripresi nella neve. PNALM: “Non è la nostra Amarena”

Il Parco contro la disinformazione sui social

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) ha sfruttato i canali social per rettificare una fake news circolata nei giorni scorsi. Sul web ha iniziato infatti a circolare un video ritraente una mamma orsa accompagnata dai suoi 4 cuccioli, in un ambiente innevato. Quell’ambiente innevato, tiene a sottolineare il PNALM, non è l’Appennino. E quell’esemplare non è la ormai celebre Amarena, mamma di 4 cuccioli che abbiamo ammirato attraverso video e foto nel corso del 2020.

“Non è la nostra Amarena – il messaggio del Parco – . Sono già diversi giorni che riceviamo da più persone e giornalisti questo video. Tutti preoccupati perché pensano che sia la nostra Amarena con i suoi 4 cuccioli che passeggia per strada. Ma per fortuna non è così! Queste sono immagini di una femmina di grizzly con 4 cuccioli a Jackson Hole nello Stato del Wyoming (USA), nel Parco Nazionale del Grand Teton. L’orsa in questione è stata battezzata grizzly 399 e viene postata con #399+4. Il video è stato realizzato dalla fotografa statunitense Sam Emmet e che evidentemente la segue da diverso tempo. Anche in America, come in Italia, quest’orsa è diventata una star!”.

La disinformazione corre sui social

“I social sono pieni di persone che di tanto in tanto senza attenzione (o forse intenzionalmente per creare equivoci) postano o fanno girare fake news – prosegue l’Ente – . In questi giorni è divenuto virale anche un video sui lupi nell’area faunistica di Civitella Alfedena che viene attribuito ai posti più disparati d’Italia e del mondo. I social dovrebbero aiutare l’informazione invece sempre più spesso finiscono per aiutare la disinformazione”.

Gli orsi che diventano star

La fotografa Sam Emmett, come accennato dal PNALM, segue da tempo l’orsa 399. Basta fare un salto sul suo profilo Instagram per scoprire emozionanti immagini della famigliola di plantigradi. Una professionista, che sa come svolgere il suo ruolo al meglio senza arrecare disturbo alla fauna.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da s.emmett photo (@emmett.sam)

Un rischio, quest’ultimo, che ha portato nei mesi scorsi il Parco Nazionale d’Abruzzo a decidere uno stop nella pubblicazione sui suoi canali social di video e immagini di Amarena, per scoraggiare il “turismo fotografico” nel Parco.

“Sono passati più di sei mesi da quando vi abbiamo dato la notizia del primo avvistamento di Amarena e dei 4 cuccioli – si legge nel post che spiega tale scelta, diffuso nel giorno di Capodanno – . Sei mesi lunghi e impegnativi, in cui abbiamo ascoltato e osservato storie meravigliose, come pure assistito a scene inaccettabili. Abbiamo potuto quasi toccare con mano la passione e il rispetto che turisti da tutta Italia e le comunità locali nutrono per l’orso bruno marsicano, ma abbiamo anche visto il puro egoismo ed egocentrismo di alcuni, disposti a tutto pur di fare la “foto del secolo”, nascondendosi dietro ad un presunto “amore per l’orso”. Amarena è stata protagonista di una sovraesposizione mediatica che non ha precedenti per un orso bruno marsicano: con tutto ciò che di negativo e positivo questo può comportare. Ciò che è sicuro, è che da giugno a settembre, insieme ai suoi quattro cuccioli, ha subito una costante e massiccia esposizione alla presenza umana, e solo a fine agosto, dopo ripetuti appelli da parte del Parco e dell’ AFNI – Associazione Fotografi Naturalisti Italiani, in molti hanno iniziato a fare un passo indietro e a “lasciare spazio a mamma orsa”.

La scelta etica del PNALM

“In questi sei lunghi mesi, come Parco, abbiamo fatto una scelta – prosegue l’Ente – , quella di rinunciare all’utilizzo di foto e video di orsi (tanto meno di Amarena e dei suoi cuccioli) sui social e sulle nostre pagine istituzionali, fatta eccezione per alcuni casi in cui è stato strettamente necessario. È stata una scelta di natura etica, sulla quale abbiamo ragionato a lungo, consapevoli del forte valore comunicativo e divulgativo delle immagini e proprio in seno a questa consapevolezza abbiamo ritenuto che fosse nostra responsabilità dare un segnale forte, andando in direzione ostinata e contraria. Ostinata nel credere, soprattutto nel 2020, che il vero valore di una fotografia debba essere del tutto determinato dall’etica, dalla modalità e dal contesto in cui essa viene scattata ed utilizzata. Contraria, sempre e comunque, nel cedere il passo alla vuota spettacolarizzazione della Natura e della sua fruizione, sacrificando scienza, equilibrio e sostenibilità in cambio di visibilità e, perché no, ritorno economico”.

Le conseguenze della esposizione mediatica

“Amarena, con l’avanzare dell’autunno, ha frequentato sempre meno i paesi del Parco. Ogni giorno, grazie al lavoro del personale del Servizio di Sorveglianza di quello Scientifico e dei Carabinieri Forestali, abbiamo potuto monitorare a debita distanza i suoi spostamenti e la condizione dei suoi cuccioli. Una condizione che sembra essere buona, a giudicare dalle belle foto scattate qualche tempo fa dai Guardiaparco Ezechia Trella e Luciano Vitale, mentre erano in servizio. Potremmo dire che è andato tutto bene, anche se in realtà così non è – spiega il PNALM – . Le centinaia di giornate che Amarena ha passato a poca distanza da migliaia di persone quali effetti avranno sui suoi cuccioli? Quanta abituazione avranno sviluppato questi ultimi nei confronti dell’uomo? Quanto tutto ciò si ripercuoterà sulle loro vite future? Non abbiamo le risposte a questi interrogativi, ma per il futuro di questi cuccioli, e dell’orso bruno marsicano in generale, ci auguriamo che il 2021 sia un anno di maggior responsabilità e consapevolezza da parte di tutti”.

“Ci auspichiamo – conclude – di intravedere nelle persone, in chi lavora nel campo della comunicazione e negli “appassionati”, un cambiamento nelle modalità in cui ci si approccia alla fauna, anteponendo più spesso il principio di precauzione a false certezze basate su presupposti inesistenti e troppo spesso derivanti da un antropocentrismo sfrenato.

Tags

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close