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Inverni miti, gli ibis eremita svernano sempre più a Nord

"Agada" potrebbe restare in Valsugana

La comparsa dell’ibis eremita “Agada” tra le nevi della Valsugana, così lontano da quello che dovrebbe essere il suo sito di svernamento di Orbetello, ci ha piacevolmente sorpresi ma anche lasciati con una serie di dubbi. Agada riuscirà a ritrovare la strada per Orbetello? E domanda ancor più delicata: cosa rischia nel permanere in Trentino?

Abbiamo deciso di contattare un esperto in materia, Dino Pianezzola di “Bentornato Ibis”, organizzazione di tutela ambientale legata al progetto Reason for hope, che mira alla reintroduzione europea della specie. Gli ibis eremita sono infatti scomparsi dal continente europeo, per mano umana, circa 400 anni fa. Il progetto, coordinato dalla organizzazione Waldrapp, avvia annualmente dal 2014 una migrazione guidata dall’uomo degli esemplari, ad oggi circa un centinaio, per aiutare gli ibis a imparare nuovamente la rotta migratoria da seguire per raggiungere il sito di svernamento di Orbetello partendo dal lago di Costanza, in Germania. Agada è uno degli esemplari costantemente monitorati tramite localizzatore GPS nell’ambito del progetto, dunque è ben chiara la dinamica dei suoi spostamenti.

 

La prima domanda da porle è la seguente: Agada è in pericolo?

“Non è in pericolo. Agada sta frequentando una zona di città. Il pericolo maggiore per la sua specie è rappresentato dal bracconaggio. Inoltre la teniamo monitorata costantemente h24. Il suo trasmettitore è in grado di fornirci la posizione in tempo quasi reale”. 

Anche se non è in pericolo, la sua posizione attuale non rientra nella norma.

“No, si tratta di una posizione anomala per gli ibis eremita, ma legata a una spiegazione semplice: i cambiamenti climatici. Orbetello rappresentava la zona mite dove orientarsi nei mesi più rigidi. Ma l’innalzamento termico, con conseguenti inverni meno rigidi, sta influendo sulle rotte migratorie non solo degli ibis ma anche di altre specie”. 

Nel report della Waldrapp relativo all’ultima migrazione autunnale si dice che, al 16 dicembre 2020, circa 120 uccelli fossero già a Orbetello. 40 sparsi tra la Toscana e il margine meridionale delle Alpi. L’organizzazione conclude con “Ci aspettiamo che altri ibis raggiungano il comune sito di svernamento, anche se un numero sempre crescente di individui sverna più a nord”. Ciò significa che Agada potrebbe anche decidere di restare lì tutto l’inverno?

“Potrebbe accadere. Gli ibis eremita sono animali molto intelligenti. Cosa fanno, scelgono un posto termicamente confortevole, e magari anche ricco di fattorie. Il terreno non ghiaccia e loro, che sono ghiotti di lombrichi e invertebrati, trovano da mangiare con estrema facilità anche nei mesi un tempo più duri dell’anno”.

Nel suo commento sotto il post della Rete di Riserve Fiume Brenta si legge “Cercate di avvicinarvi il meno possibile, speriamo che gli ibis presenti in aeroporto a Bolzano lo intercettino e lo portino in Toscana”. Ci spiega la faccenda degli ibis in aeroporto?

“A inizio dicembre, c’era ancora un gruppo di ibis che non decideva di abbandonare la Baviera. Come si legge nel report della Waldrapp, una situazione analoga si è verificata nel 2014 e sono stati persi molti esemplari. Si è deciso, alle porte della prima vera ondata di freddo invernale, di andarli letteralmente a prendere nella valle dell’Inn e a sud della città di Salisburgo. I giovani inesperti sono stati trasferiti a Orbetello. Gli adulti sono stati invece rilasciati a Bolzano, presso l’aeroporto. Qui infatti l’erba è bassa come piace a loro, non trattata con prodotti chimici quindi possono trovare da mangiare gli amati lombrichi e invertebrati. E poi è un posto che conoscono a memoria perché è sulla rotta migratoria verso Sud. Quando decideranno di partire, sapranno che strada seguire”.

Come potrebbero aiutare Agada?

“Per aiutare Agada a rientrare nel gruppo, dovrebbero decidersi a partire. La Valsugana è infatti lungo la rotta migratoria verso Sud. Il problema è che si stanno attardando e sembrano non aver alcuna intenzione di svernare a Orbetello. Tocca sperare che la ondata di freddo degli ultimi giorni li convinca che sia tempo di muoversi”. 

Come possiamo invece noi umani aiutare Agada?

“Lasciando l’esemplare tranquillo. Seguiamolo al massimo, sfruttando il suo localizzatore GPS, tramite l’App ‘Animal Tracker’.” 

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