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La Valle d’Aosta apre allo sci di fondo, possibili spostamenti fuori comune per raggiungere le piste

La Valle d’Aosta, che da giorni è in contrasto con il governo centrale sulle restrizioni anti-Covid, da domenica 6 è diventata da rossa ad arancione.

Con il cambio di colore è arrivata anche un’ordinanza regionale firmata dal presidente Erik Lavevaz che, “ferme restando le misure previste dal Dpcm 3 dicembre 2020“, riapre lo sci di fondo. È consentita, secondo quanto si legge,”l’attività sportiva all’aperto presso impianti, centri e circoli sportivi, comprese le piste di sci nordico” con il distanziamento di due metri e senza usare gli spogliatoi. Per lo svolgimento è permesso ai residenti in Valle d’Aosta di uscire dal proprio comune in deroga a quanto stabilito per le regioni arancioni. Libertà di movimento anche per le guide alpine iscritte al relativo Albo professionale e munite del tesserino di riconoscimento e per gli operatori del Soccorso alpino valdostano che devono svolgere allenamenti e attività di addestramento.

Si inizia il 12 dicembre

All’atto pratico le piste di fondo attualmente in condizioni di innevamento sufficienti sono solo tre: Gressoney-Saint-Jean (3 km che diventeranno dal 12 8 km), Torgnon (3 km)e Cogne (2,5 km). I tre anelli però non saranno aperti al pubblico fino al 12 dicembre, a chiarirlo Fabrizio Lombard, presiedente dell’Associazione Valdostana Enti Gestori Piste Sci di fondo-Avef.

Fino al 11 dicembre sarà consentito sciare solo agli atleti degli sci club affiliati all’Asiva che devono svolgere allenamenti. Dal 12 invece le tre località saranno accessibili anche agli amatori, previo contatto con il gestore che comunicherà eventuali restrizioni. Una decisione per permettere all’Avef di redigere le linee guida e i protocolli per la riapertura in sicurezza. Le questioni aperte da affrontare sono quelle relative ai noleggi e alle lezioni con i maestri di sci.

Questa decisione nasce dalla volontà di ripartire in modo graduale, senza creare subito assembramenti, quasi inevitabili perché al momento i chilometri di piste a disposizione sono ancora pochi – spiega Lombard -. Non possiamo permetterci di avere centinaia di fondisti su due chilometri tracciati. Noi continuiamo a lavorare sulle linee guida e ci prepariamo a gestire un maggior afflusso di persone non appena l’innevamento ci consentirà di aprire ulteriori piste e località“.

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3 Commenti

  1. Non solo in val d’Aosta….. altre zone sedi di centri fondo hanno capito che non c’e’ ammassamento assembramento.. non servono cabine stipate di sardine alitanti e tossicchianti , SPOGLIATOI E BAGNI CHIUSI.
    Per il momento vengono battute le piste sopra i 1300-1500..dove le tempreaature non sono salite .CHI emana decreti dovrebbe almeno praticare 10 sport..o farsi consigliare
    ( Ministeri difesa, Interni, Finanze hanno corpi sportivi sci.. Fiamme gialle gdf, Carabinieri, Esercito, con reparti specialisti montagna sci discesa, sci alpinismo, sci fondo..e poi alpinismo e soccorso )
    PER IL MOMENTO IL VERO PROBLEMA E ‘RAGGIUNGERE LE PISTE , ANCHE DA PARTE DEI VALLIGIANI RESIDENTI NEI COMUNI PISTATI.. CAUSA PERICOLO GRADO 5-4, DI CADUTA VALANGHE CHE INCOMBONO ANCHE SU PISTE PLACIDE…E PARECCHIE FRANE CHE FANNO SPARIRE STRADE E PONTI. MEGLIO ATTENDERE L’ASSESTAMENTO

  2. E in effetti il DPCM parla di impianti chiusi, non di piste…e il fondo è uno sport che naturalmente distanzia…anche perchè ognuno ha il suo ritmo e non si scia certo vicini…..

  3. Ricordate Rigopiano.?.chi ci e’ arrivato? Pattuglie GDF con sci da skialp..e pelli! Ovvero arte sciatoria di derivazione fondistica usata a scopi utili.
    IL VERO PROBLEMA E’ CHE GRAN PARTE DEI PICCOLI COMUNI MONTANI O DI PIANURA NON SI SCIOLGONO PER AGGREGARSI IN ALTRI PIU’ POTENTI IN NUMERO DI ABITANTI..FA COMODO CHE SI TIRINO IN BALLO QUESTIONI VARIE .(SPESSO CAMPANILISTICHE O DETTATE DA INTERESSI DI GESTIONE DEL TERRITORIO O DEL CONSENSO).Adesso pero’ci si accorge di confini assurdi che dividono un strada a meta’ per il lungo.. ( con vigili in agguato(?)) mai fidarsi del buonsenso dei cittadini e certi fanno a gara ad alimentare la diffidenza delle autorita’.

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