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Giovane alpinista precipita in un canale a Cortina e travolge il compagno

Nella giornata di sabato 21 novembre un giovane alpinista di Cortina è precipitato in un canale durante la scalata di Cima Ra Zesta, tra i Tondi di Faloria e Forcella Marcuoira. Le sue condizioni risulterebbero essere estremamente gravi.

Gregor Gombac, 24 anni, stava salendo da primo di cordata, con ramponi e piccozza, assieme un amico lungo la parete del versante nord. Dopo aver affrontato una prima parte di salta di roccia e poi una zona innevata, è improvvisamente precipitato, da una trentina di metri più in alto rispetto al compagno. La sua caduta ha strappato tutte le protezioni, compresa la sosta dove si trovava l’amico. Entrambi sono caduti per diverse decine di metri.

L’intervento di soccorso

L’amico, che fortunatamente non aveva riportato grosse conseguenze, è riuscito a dare l’allarme al 118 passate le 9. Si è così provveduto a far decollare immediatamente l’elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Individuato il luogo dell’incidente, con un verricello sono stati calati tecnico di elisoccorso e personale sanitario, che hanno subito prestato le prime cure urgenti al giovane, privo di coscienza. Le sue condizioni sono da subito apparse gravi. Nel mentre l’elicottero andava a imbarcare un soccorritore di Cortina in supporto alle operazioni.

In contemporanea una squadra del Soccorso alpino e del Sagf di Cortina si è portata al Passo Tre Croci per eventuali altre necessità. L’infortunato, con sospetto politrauma, è stato imbarellato e recuperato per essere trasportato prima al Passo, dove il medico ha potuto ulteriormente intervenire, e da lì all’ospedale di Treviso. Il compagno è stato portato in ambulanza al Codivilla per le opportune verifiche.

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7 Commenti

  1. Questi alpinisti irresponsabili che in questo periodo di emergenza sanitaria si fanno male e vanno a intasare i pronto soccorso. Speriamo abbiano almeno indossato la mascherona!

  2. Per fortuna almeno tu rimani a casa,una possibilità in meno di allertare il pronto soccorso,a meno che non scivoli sul pavimento bagnato di casa!
    Se sei un appassionato di montagna dovresti vergognarti anche solo a pensare certe cose,se non lo sei,ti compatisco.

  3. UN DUBBIO DI CARATTERE TECNICO: LO STRATO DI NEVE PRESENTE IN ZONA IN UN CANALONE..SAREBBE ABBASTANZA CONSOLIDATO DA TENERE LE PROTEZIONI, UN PESO, SIA PURE CON RAMPONI E PICOZZA??? PARE CHE LE TEMPERATURE NON SIANO POI COSI’ BASSE DA CONSOLIDARE MANTI NEVOSI RECENTI…
    IERI NOTO METEREOLOGO (in Geo Rai 3) HA DETTO CHE IN PIANA CANSIGLIO PREALPI TREVIGIANE QUOTA 1000 METRI CI SONO 10 GRADI SOTTOZERO,.. IN ALTO AI 2000 E PASSA , TEMPERATURE SULLO ZERO O ANCHE UNO DUE SOPRA..OVVERO INVERSIONE TERMICA,.
    SI PUO’ ESSERE TECNICAMENTE ABILIISSIMI, MA SE LOSTRATO NON TIENE…E’ UN POCO COME ARRAMPICARE SULLE UOVA.
    COMUNQUE ..CONFIDIAMO NEI MEDICI DEL CA’ FONCELLO DI TREVISO CHE OPERANO IN SILENZIO..E AUGURI..

  4. Penso che oggidì i giovani pratichino l’alpinismo principalmente come fosse uno sport, una prestazione fisica e siano alla ricerca della difficoltà.
    Si parla dappertutto così e si sottolinea la necessità di seguire le “regole” di sicurezza dette e scritte da molti tecnici che magari in montagna vanno poco.
    I giovani continuano a dire che bisogna proteggersi e non capisco da cosa.
    Forse da se stessi ?
    Secondo me questo “incidente” è uno dei tanti esempi di inesperienza alpinistica, magari bastava leggere qualche libro dei grandi alpinisti del passata e odierni per imparare che il “terreno di gioco” deve essere la principale preoccupazione e nessuno e nessuna cosa può dire all’alpinista come sia il terreno dove lui sta scalando: è lui che valuta tutto ciò che lo circonda in rapporto alle sua capacità.

    Ma il consumismo, la vanità, la fretta, .. , stanno avvincendo le menti.

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