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Antartide Covid Free. La ricerca italiana riparte con estrema attenzione

L’Antartide rappresenta in questo funesto 2020 il solo continente ancora Covid Free. Una condizione inevitabilmente da salvaguardare. Lo sa bene l’equipaggio della 36esima Spedizione italiana in Antartide, al  via da pochi giorni. Spedizione finanziata dal Ministero dell’Università e Ricerca (MUR) nell’ambito del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA). Gestita dall’ENEA per la pianificazione e l’organizzazione logistica e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico. La ricerca nel continente antartico dunque riparte, cercando di svolgere le attività in massima sicurezza.

Riaperte le porte della base italiana Marco Zucchelli

Il primo gruppo del personale della campagna estiva è partito nei giorni scorsi da Christchurch (Nuova Zelanda), per andare a riaprire la base italiana Mario Zucchelli, nella Baia Terra Nova. Volo assicurato dal programma antartico americano (USAP). Come si legge nel comunicato ufficiale dell’ENEA, a questo seguiranno due voli passeggeri da Hobart (Australia) e un volo cargo da Christchurch.

Il gruppo di apertura provvederà a riattivare i servizi presso la stazione di ricerca, dopo la chiusura del marzo scorso, e a preparare la pista di 3 km sul pack marino, per consentire l’atterraggio dei vettori aerei intercontinentali.

Essenziale evitare l’export del Covid19

L’emergenza sanitaria, che in Italia come gran parte d’Europa si ritrova ad affrontare la seconda ondata di contagi, ha imposto alla spedizione italiana forti limitazioni. Sia in termini di attività scientifiche che di logistica. Quest’anno il personale sarà ridotto all’osso. Il numero di partecipanti è lo stretto indispensabile per assicurare l’apertura e la gestione delle stazioni in piena sicurezza e garantire la manutenzione della strumentazione scientifica.

Come informa l’ENEA, “al fine di mantenere l’Antartide unico continente COVID free, è stata stabilita una quarantena rigida di almeno 14 giorni per tutto il personale PNRA. Da effettuarsi prima di raggiungere le stazioni Mario Zucchelli e Concordia e la nave da ricerca Laura Bassi”.

Il Covid ha modificato anche l’annuale programmazione dei corsi preparatori per il personale neofita. Il personale di spedizione, ad eccezione di quello invernante, sarà pertanto costituito soltanto da veterani. I neofiti invernanti sono stati formati in Italia e nel corso della lunga quarantena svolta ad Hobart (Australia), mediante corsi a distanza a cura di ENEA e dell’Istituto polare francese IPEV.

Una campagna oceanografica “mordi e fuggi”

Per limitare quanto più gli spostamenti nella regione antartica, la nave da ricerca italiana “Laura Bassi” effettuerà una campagna oceanografica di durata limitata. Si prevede infatti una sola rotazione. Il 24 dicembre la nave salperà dal porto neozelandese di Lyttelton. Condurrà la campagna oceanografica volta alla conservazione e alla manutenzione della strumentazione dell’Osservatorio Marino, arrivando alla Baia Terra Nova. Da qui ripartirà il 24 gennaio, caricando a bordo tutto il personale ancora rimasto presso la Stazione Mario Zucchelli.

Il rientro del personale infatti, anticipato rispetto agli scorsi anni, avverrà esclusivamente con i mezzi navali del PNRA e dell’IPEV mediante le navi Laura Bassi e L’Astrolabe.

Ricerche a Concordia

La stazione di ricerca italo-francese Concordia, posizionata ad oltre 3000 metri di quota sul plateau antartico, vedrà arrivare il personale il prossimo 9 novembre. Anche qui saranno condotte le minime attività indispensabili a garantire il funzionamento in sicurezza della Stazione, la manutenzione della strumentazione scientifica presente e l’addestramento della nuova squadra di invernanti. La campagna estiva avrà durata di 3 mesi.

Un lungo inverno

Molto più prolungato rispetto agli anni passati sarà invece il periodo di sovrapposizione tra il personale invernante winter over entrante e uscente. Ciò a causa della riduzione del personale. Gli entranti saranno 12: 6 del PNRA, 5 dell’Istituto polare francese Paul Emile Victor (IPEV) e 1 medico dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

La campagna invernale inizierà a metà gennaio e terminerà a novembre 2021. Lunghi mesi in cui il personale resterà in completo isolamento nella stazione, mentre la temperatura esterna scenderà sul plateau a meno 80 gradi.

L’impegno delle Forze Armate

Nella 36esima spedizione saranno impegnati anche militari italiani afferenti alle tre Forze Armate, Esercito, Marina Militare e Aeronautica Militare.

“Le eccellenze militari provenienti dalle varie Forze Armate hanno altissima specializzazione – si legge nel comunicato del Ministero della Difesa – e sono state accuratamente selezionate per essere inserite negli ambiti più svariati della spedizione. Il personale militare collabora, infatti, in tutte le attività della spedizione. Dalla sala operativa al personale in supporto logistico e alle guide alpine dell’Esercito, che coordinano le attività esterne e contribuiscono al supporto specialistico durante le attività di ricerca”.

“Il supporto militare si estende anche alle operazioni marittime e subacquee – prosegue il comunicato – . I palombari del G.O.S. (Gruppo Operativo Subacquei) del Raggruppamento Subacquei ed Incursori Teseo Tesei della Marina Militare (COMSUBIN), coordinano le attività subacquee svolte dai ricercatori nell’ambito dei diversi progetti di ricerca. E forniscono supporto non solo nell’allestimento delle strutture sperimentali subacquee ma anche nella raccolta di campioni marittimi, per studi tesi all’analisi della biologia marina, del cambiamento climatico e di nuovi biopolimeri in grado di degradare inquinanti organici. Il personale dell’Aeronautica Militare cura le previsioni meteo, che giocano un ruolo determinante per l’efficace pianificazione delle molteplici attività che coinvolgono sia la base italiana Mario Zucchelli, sia quella italo-francese Concordia. Le previsioni meteorologiche garantiscono, infatti, lo svolgimento in sicurezza delle operazioni aeree dedicate al trasporto del personale scientifico nonché alle operazioni navali e alle traversate del plateau che consentono di rifornire la base Concordia.”

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