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Alpi Marittime devastate dal maltempo. Molti i sentieri non percorribili

Sul versante francese scatta il divieto di accesso alla montagna

Il maltempo che ha flagellato tra il 2 e il 3 ottobre scorsi le regioni di Nord Ovest, ha lasciato dietro di sé profondi segni di devastazione sulle Alpi Marittime. Frane, smottamenti, ponti divelti, viabilità interrotta in più punti e sentieri inaccessibili. La lista dei danni è davvero ingente.

La situazione nel Parco Naturale delle Alpi Marittime

Nel Parco Naturale delle Alpi Marittime la situazione risulta grave in particolare nelle alte valli Gesso e Tanaro. Si temono profonde ripercussioni sulle attività economiche locali che vivono di turismo.

“L’eccezionale evento meteorologico verificatosi sulle Alpi Marittime tra venerdì 2 e sabato 3 ottobre ha duramente colpito anche il nostro territorio protetto – scrive l’Ente in un post diffuso su Facebook – . Gravi danni si riscontrano a Terme di Valdieri e San Giacomo di Entracque, in valle Gesso, e nell’alta Valle Tanaro. Fortunatamente indenne è stata la Val Grande di Palanfrè, in Valle Vermenagna, dove l’ondata di piena del fiume ha coinvolto pesantemente Limone con le sue frazioni e in misura minore l’abitato di Vernante nei pressi dell’asta fluviale principale. Dissesti e frane anche in Valle Pesio, ma di minor portata rispetto i territori vicini. La situazione per il territorio protetto è preoccupante. I danni sono ingenti soprattutto nelle località principali e più importanti del Parco delle Alpi Marittime raggiunte ogni anno da oltre 300 mila visitatori. Un flusso di turisti su cui si basa gran parte dell’economia locale. Analogo problema si riscontra per il settore dell’alta Val Tanaro del Parco del Marguareis“.

“Segnaliamo che molti itinerari escursionistici non sono percorribili e sono pericolosi – aggiunge il Parco – , in particolare quelli con partenza da San Giacomo di Entracque, Lago Rovina e Terme di Valdieri tra l’altro non raggiungibili in auto per la chiusura al transito delle strade: SP 239 tronco 1: Tetti Gaina – Terme di Valdieri e SP 301 tronco Entracque – San Giacomo (dalla diga della Piastra). Interrotta anche la viabilità sulla SP 154 tronco Ponte di Nava – Viozene dal km 1+600″.

In Francia scatta il divieto di accesso alla montagna

Situazione speculare sul versante francese, dove il prefetto delle Alpi Marittime Bernard Gonzalez, ha introdotto il divieto di accesso alle aree forestali di tutto il dipartimento. Il divieto è da considerarsi valido attualmente dal 5 ottobre all’11 ottobre a mezzanotte, ma con alta probabilità subirà una proroga a 15 giorni.

“Non voglio che ci siano turisti o appassionati di montagna che intraprendano durante il prossimo weekend escursioni o uscite alpinistiche in aree che potrebbero essere state indebolite dal passaggio dell’acqua”, dichiara il prefetto.

“I mezzi di soccorso non sono disponibili per il piacere della montagnaaggiunge in maniera chiara – . Gli interventi delle squadre del PGHM schierate lungo il corso del fiume Vesubia e quelle del CRS Alpes sulla Roya, sono riservati a chi soffre e si trova in difficoltà. Gli appassionati di montagna sono invitati a non cacciarsi nei guai. Non potremmo essere in grado di soccorrerli“.

Risultano nello specifico vietati, “l’accesso o il soggiorno di persone, la circolazione di biciclette, cavalli e altri mezzi, la circolazione e il parcheggio di veicoli in boschi, piantagioni, rimboschimenti, brughiere e maquis, nonché su sentieri, cammini e piste che attraversano le aree forestali”. 

Valle Roya, un’isola senza mare

Sempre sul versante francese, preoccupa la situazione in Valle Roya a seguito del crollo della strada che porta al Colle di Tenda, valico alpino che separa le Alpi Marittime dalle Alpi liguri. La frana causata dall’esondazione del Roya ha portato via i due ponti all’ingresso del lato francese del Tenda, mentre la strada che porta a Ventimiglia è crollata in moltissimi punti in tutta la valle. I danni risultano al momento non quantificabili. Per la ricostruzione della strada è probabile che serviranno anni.

I comuni di Tende e Saint-Dalmas appaiono come delle isole lontane dal mare, circondati da strapiombi e voragini. Mancano ancora acqua ed elettricità. Tra gli abitanti iniziano a montare rabbia e senso di abbandono da parte dello Stato francese. Unico collegamento potenziale per Tende resta la ferrovia Nizza-Breil. Si sta lavorando per consentire appunto ai treni di raggiungere il comune isolato.

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