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Linea 1201, l’arte di Angelo Bellobono per far vivere l’Appennino

La prima settimana è stata una bella avventura in montagna. A fine giugno, il pittore romano Angelo Bellobono ha vissuto per sette giorni tra i boschi del Monte Marrone, in Molise, in una capanna a 1800 metri di quota. Un rudimentale ricovero, appoggiato a un macigno e costruito con assi e pietre a secco, che era stato utilizzato per decenni, all’inizio del Novecento, dal pittore francese Charles Moulin, amico di maestri come Matisse e Rouault.

La zona, spettacolare e rocciosa, segna il confine meridionale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ed è stata teatro, all’inizio del 1944, del primo impiego in combattimento degli Alpini dell’Italia Libera, impegnati contro la Wehrmacht tedesca e a fianco degli Alleati anglo-americani. Sulla strada che sale da Castelnuovo, e sulla vetta del Monte Marrone che si raggiunge con due ore di salita a piedi, dei memoriali ricordano quei difficili giorni.

Tra solitudine e arte nella Capanna di Moulin

Domenica 28 giugno, dopo una settimana di solitudine e arte, Angelo Bellobono è stato raggiunto da oltre 150 escursionisti partiti a piedi da Castelnuovo a Volturno, che hanno visitato la capanna di Moulin (a turno, rispettando le regole imposte dal Covid-19), e osservato e discusso le opere dell’artista romano.

Dopo il ritorno a valle, i camminatori hanno potuto visitare il piccolo museo che è stato dedicato all’artista in paese. Hanno contribuito all’evento il Comune di Rocchetta a Volturno (di cui Castelnuovo è una frazione), accompagnatori di media montagna e guide ambientali dell’Abruzzo e del Molise, e varie sezioni CAI della zona, da Cassino fino a Castel di Sangro e a Isernia.

“Quando sono solo in natura amo sperimentare i miei limiti” ha spiegato dopo il ritorno a valle Angelo Bellobono, che è anche un maestro di sci e un appassionato escursionista. “Nel fare pittura, invece, per me la solitudine è una costante necessaria. La condivisione dei risultati e il confronto sono un percorso successivo”.

Laboratori di pittura outdoor a Latronico

E’ stata nettamente meno solitaria la seconda parte del progetto, che ha avuto come campo-base la cittadina di Latronico in Basilicata, ai piedi del Monte Alpi, incluso nel Parco Nazionale del Pollino. Qui, dal 27 luglio al 2 agosto, Angelo Bellobono ha partecipato al laboratorio di pittura A Cielo Aperto, curato dagli artisti Giovanna Bianco e Pino Valente (che si firmano Bianco-Valente) con Pasquale Campanella.

Ha completato l’esperienza una faticosa escursione fino ai 1900 metri del Monte Alpi di Latronico, una elegante vetta rocciosa dove crescono i pini loricati. Durante la camminata, Bellobono ha illustrato ai partecipanti le caratteristiche di un territorio di confine, che si affaccia su Basilicata, Campania e Calabria.

Il progetto Linea 1201

Il progetto di Angelo Bellobono, coadiuvato dalla NOS Visual Arts Production di Elisa Del Prete e Silvia Litardi, s’intitola Linea 1201. Un numero che indica la lunghezza in chilometri dell’Appennino, dallo Stretto di Messina alla Liguria. La catena che attraversa la Penisola, oltre che un grande serbatoio di natura, è una successione di importanti spunti per l’arte.

Due anni fa, nell’estate 2018, un altro viaggio ha portato Angelo Bellobono sulle vette più importanti della catena appenninica. Su ognuna delle cime è stata raccolta della terra, poi utilizzata per dipingere dei quadri. Le opere realizzate durante e dopo quel viaggio sono stati esposti a Roma, all’inizio del 2019, nella mostra Monte Appennino.

Dopo le Mainarde molisane e Latronico, la terza tappa del progetto si svolgerà in Valsamoggia, in provincia di Bologna. Dal 7 al 13 settembre, in collaborazione con la Fondazione Rocca dei Bentivoglio, Angelo Bellobono si immergerà nel territorio di Bazzano, caratterizzato da agricoltura e allevamento intensivi e da vaste e solitarie estensioni di calanchi. In questi veri e propri palcoscenici di terra, saranno organizzate altre iniziative aperte al pubblico.

La tappa conclusiva di Linea 1201, sarà infine Amatrice, nel versante laziale del Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La città-simbolo del terremoto del 2016, dove l’artista e sciatore romano ha già realizzato dei progetti sportivi, è un luogo prezioso per immaginare un futuro sostenibile. Qui dal 21 al 27 settembre, nella Casa della Montagna del CAI, insieme a Bellobono, lavoreranno altri tre artisti, Davide D’Elia, Beatrice Meoni e Chris Roccheggiani. Anche in questo caso, ai momenti dedicati alla pittura, si affiancheranno camminate, incontri e laboratori aperti al pubblico.

Accanto a NOS Visual Arts Production, collaborano alla realizzazione di Linea 1201 l’associazione Atla(s)Now e la Fondazione Cultura e Arte. “Dipingo per tornare a casa. La pittura è la mia mappa fatta di sudore, vento, freddo, sole, salite e discese, è la costruzione del sentiero” spiega Angelo Bellobono.

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