Arrampicata

Nello zaino di Adam Ondra. L’attrezzatura per arrampicare outdoor

Al termine di una carrellata di puntate che hanno condotto gli appassionati su roccia e pareti d’arrampicata, Adam Ondra annuncia un episodio soft. “Stavolta sarà più educativo, meno d’azione. Parleremo dell’attrezzatura che porto sempre in falesia. Abbastanza ovvio che non possano mancare corde e rinvii. Altri elementi potrebbero risultare più sorprendenti, ma al contempo parimenti importanti”. Andiamo dunque a scoprire, grazie all’episodio numero 72, l’attrezzatura che un campione d’arrampicata non può fare a meno di portare con sé.

Prepararsi all’estate

“Ciao ragazzi, mentre l’estate si avvicina mi auguro che stiate pianificando degli entusiasmanti viaggi outdoor – esordisce Adam – . Ed è per questo che ci tengo a mostrarvi i kit di base che porto sempre con me quando vado su roccia”.

Come un mago intento a tirare fuori sorprese dal suo cilindro magico, Ondra inizia la descrizione degli elementi da non dimenticare mai a casa partendo dalla chalk bag, la sacca porta magnesite. Materiale essenziale ben prima di arrampicare. Nella fase di visualizzazione, quando si studia da vicino la via, e si tocca con mano la roccia per comprenderne struttura e grado di umidità, è opportuno avere le dita asciutte. Secondo consiglio è portare sempre della magnesite di emergenza, casomai il quantitativo nella sacca finisse prima del previsto.

Quale magnesite scegliere? Argomento già affrontato nell’episodio numero 28, in cui Adam consigliava di evitare del materiale troppo morbido, simile a polvere. Optare piuttosto per una ben secca per assicurare attrito. “Non uso mai quella liquida ma c’è gente cui piace”.

Altro elemento da portare con sé è un trave portatile, così da poter fare del riscaldamento.

Abbigliamento. “Solitamente mi avvicino alla falesia con i pantaloni lunghi ma per arrampicare ho sempre con me un paio di pantaloncini, perché arrampicare con i pantaloni lunghi è davvero scomodo”. Inoltre, è opportuno avere con sè una giacca a vento, per restare caldi nelle fasi di fermo alla base della falesia.

Passiamo dunque all’imbracatura. “Io preferisco quelle leggere”, sottolinea Adam, aggiungendo di aver utilizzato imbraghi più pesanti soltanto su El Capitan, di fronte dunque a una salita estremamente lunga.

“Nell’arrampicata su roccia è importante avere i propri rinvii“, prosegue. Come scegliere il rinvio perfetto? “Non è tanto il peso che conta, quanto la velocità di aggancio”.

Per quanto concerne le corde, “mi piace che la mia corda sia sottile e leggera”. Il diametro perfetto per affrontare vie impegnative di arrampicata sportiva è 8,9 mm.

Scarpette. Un argomento affrontato nel dettaglio nell’episodio numero 17. Prima di tutto, bisogna aver coscienza che utilizzare per la prima volta un paio nuovo sia per certo doloroso. Un problema che Adam risolve portando con sé da due a cinque paia diverse di scarpette, tra morbide e rigide, così da testare le migliori sul campo. Torniamo un istante al problema di un paio nuovo, mai indossato prima. Il consiglio è di avvolgere il piede con un foglio plastificato, che faciliterà lo scivolamento del piede nella scarpa, limitando il dolore.

A questo punto si dovrebbe essere pronti per arrampicare. Ultimo consiglio, nel caso di dita troppo umide, è di utilizzare un ventilatore portatile per asciugarle. Bastano venti secondi per tornare ad una condizione ottimale dei polpastrelli per poi sporcarsi di magnesite e partire all’attacco della parete.

Elementi addizionali

Accanto all’attrezzatura essenziale per arrampicare outdoor, Ondra segnala anche qualche elemento aggiuntivo sempre presente nel suo zaino. Un assicuratore, importante se si ha un partner d’arrampicata. Della carta vetrata per i polpastrelli. E ancora uno spazzolino da utilizzare sulla roccia, e una paletta, utile “quando natura chiama”.

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