Film

Ultimi 7 giorni in compagnia della rassegna CAI “La montagna a casa”

Da mercoledì 24 a martedì 30 giugno 2020, la rassegna cinematografica “La montagna a casa”, promossa dal Club alpino italiano in collaborazione con Sondrio Festival, Museo Nazionale della Montagna e Parco Nazionale dello Stelvio, terrà compagnia agli appassionati di cinema e montagna senza pause. Una intera settimana di proiezioni a segnare il gran finale di una iniziativa che, nata in tempi di pandemia, ha mostrato di essere particolarmente apprezzata dal pubblico. Di seguito il programma degli ultimi appuntamenti da non perdere.

Programmazione 24 – 30 giugno 2020

  • “Il primo amore non si scorda mai” (Italia, 2019, 15′). Unica proiezione mercoledì 24 giugno ore 21. Regia: Chiara Brambilla. Il primo amore non si scorda mai, documentario cortometraggio diretto e montato da Chiara Brambilla, realizzato per In Grigna Festival 2019, è quindi un omaggio a Riccardo Cassin e alla sua amata Grignetta, raccontata attraverso gli splendidi archivi della Cineteca del CAI che ritraggono un giovanissimo Cassin e la Grignetta ancora inesplorata degli anni Venti fino al primo dopoguerra. Passo dopo passo l’aria diventa sempre più sottile in quello sconfinato spazio bianco, lo sforzo è sovrumano. Come astronauti alla conquista della luna, Cassin e i suoi compagni di cordata si avventurano in terre impervie e solitarie, puntando dritto al cielo, dalla cima più alta dell’America alle vette del Karakorum, grandi spedizioni che raccontano pagine fondamentali dell’alpinismo mondiale. Sotto, a valle, ci sono le persone amate, Lecco e la Grigna che è un richiamo antico a cui Riccardo fa sempre ritorno. Il suo è stato un amore a prima vista, fin da quando, ancora ragazzo, giunge a Lecco, e volge lo sguardo a quelle montagne, rimanendone incantato. Attraverso gli splendidi archivi della Cineteca girati da Riccardo Cassin, Carlo Mauri e Fosco Maraini, il film traccia le memorie di Riccardo Cassin, in forma di appunti di vita, che come schizzi su tela, compongono il ritratto di un uomo e delle sue montagne, in cui a parlare sono i suoni dei corpi sulla roccia, delle corde nel vento. Il primo amore non si scorda mai racconta la magia di un tempo in cui l’esplorazione era ancora possibile, e scalare le montagne era poesia.
  • “In Val Cedèc sulle tracce della storia” (Italia, 2018, 23′). Prima visione giovedì 25 giugno ore 21, replica venerdì 26 giugno ore 17.30. Regia: Alessandro Rigamonti e Donato Moretti. Un itinerario in Val Cedéc, tra la Valle dei Forni e la Val Zebrù, in Valfurva, in Alta Valtellina. Il giro parte dal Rifugio Forni, passa al Rifugio Pizzini, per poi salire ai Passi di Zebrù e ridiscendere ancora fino al Rifugio Forni. L’itinerario unisce la spettacolarità dei panorami all’interesse delle ricche testimonianze della Guerra Bianca. Si tratta di uno dei sei percorsi multimediali promossi dal Parco Nazionale dello Stelvio fruibili con un’apposita app scaricata sullo smartphone che illustra il percorso.
  • “L’anello del Monte Scale” (Italia, 2019, 26′). Prima visione giovedì 25 giugno ore 21.30, replica venerdì 26 giugno ore 18.00. Regia: Alessandro Rigamonti e Donato Moretti. Il giro ad anello del Monte delle Scale parte in prossimità delle Torri di Fraele, antiche strutture di segnalazione e difesa facenti parte di complesso più ampio, finalizzato alla protezione dell’accesso all’omonima valle. Una bella strada militare conduce dapprima al Forte della Prima Guerra Mondiale del Monte delle Scale e poi alla vetta, a oltre 2000 metri di quota, da dove si gode di uno dei più spettacolari panorami del Parco. Si ritorna dal versante nord, con ampia vista sulle dighe dei laghi di Cancano e di San Giacomo, fino ad arrivare al lago naturale delle Scale e al punto di partenza.
  • “Val di Saent” (Italia, 2017, 4′). Prima visione giovedì 25 giugno ore 22.00, replica venerdì 26 giugno ore 18.30. Regia: Simone Dall’Asta. Escursione di due giorni da Malga Stablasolo a Rifugio Dorigoni seguendo il sentiero 106 dell’alta Val di Rabbi. Riprese effettuate con drone.
  • “Finis Terrae. La libertà di esplorare” (Italia, 1999, 56′). Unica proiezione venerdì 26  giugno ore 21. Regia: Fulvio Mariani. La Patagonia e la Terra del Fuoco sulle orme del suo più grande esploratore, Alberto Maria De Agostini, con la partecipazione di Walter Bonatti, alpinista, esploratore e fotografo di fama internazionale. Due grandi nomi dell’avventura, figli di generazioni diverse, che hanno dedicato parte della loro vita alle regioni australi dell’America Latina. Il film ripercorre, in compagnia di Bonatti, la straordinaria vicenda del padre salesiano, cucendo le immagini storiche, conservate negli archivi del Museo della Montagna, con le riprese attuali.
  • “Patabang, una storia degli anni ’70” (Italia, 2013, 42′). Unica proiezione sabato 27 giugno ore 21. Regia: Andrea Frigerio. Patabang racconta la storia di un gruppo di giovani che alla fine degli anni ’70 ha cambiato le regole del gioco, dando inizio a un nuovo modo di fare alpinismo. Si avvia così la storia dell’arrampicata moderna anche in Italia, sulla scia delle imprese americane in Yosemite Park (California, USA). Dalla voce di Jacopo Merizzi e Paolo Masa, Patabang racconta l’avventurosa scoperta della mitica Val di Mello.
  • “Prima il dovere” (Italia, 2016, 50′). Unica proiezione domenica 28 giugno ore 21. Regia: Nicoletta Favaron. Lecco, luglio 1961. L’alpinismo e la montagna occupano le pagine principali dei quotidiani, con quello che è stato definito il “soccorso” più drammatico delle Alpi: sette scalatori, due cordate guidate da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud, sono travolte da una bufera sul Pilone centrale del Freney, nel massiccio del Monte Bianco. Per una settimana le squadre di soccorso tentano di raggiungerli, ma sopravvivono solo in tre: Bonatti, Mazeaud e Roberto Gallieni. Pochi sanno che a Lecco, un uomo conosceva la via di fuga che avevano pianificato Bonatti e compagni. Avvertito dal padre di Gallieni, partì con una squadra di Lecco verso Courmayeur, per raggiungerli, dare una mano ai soccorsi, ma non fu ascoltato. Arrivò al bivacco Gamba che Bonatti e Gallieni raggiunsero sfiniti nel cuore della notte, prima che ripartisse la squadra di soccorso locale. E fu lui a recuperare, purtroppo ormai privo di vita, il corpo di Andrea Oggioni. Dino Piazza: alpinista, Ragno della Grignetta, precursore del soccorso alpino e imprenditore. Classe 1932, grande energia e spirito innovatore, come alpinista fu autore di vie nuove (come la Direttissima alla Torre Cecilia del 1959 aperta con Tizzoni e Colombo) e salite celebri come la nord-ovest del Civetta lungo la famosa via Solleder e la ripetizione della via Bonatti al Petit Dru sul massiccio del Monte Bianco. Storie di esperienze e di legami, come quelli con Lorenzo Mazzoleni e Marco Anghileri, due giovani alpinisti lecchesi che hanno lasciato un’impronta indelebile non solo nell’alpinismo ma nel cuore di Lecco e dello stesso Dino. Attraverso incontri con personaggi come Luigino Airoldi, Dario Spreafico, Bruno Lombardini, Mario Conti, Emilio “Lupetto” Valsecchi, Mario “Il Pescatore”, Dino Piazza racconta, con un filo di costruttiva provocazione, la sua visione sul contrastato mondo dell’alpinismo lecchese, sempre preso fra polemiche e battibecchi, e riflette sulla direzione che sta prendendo l’alpinismo moderno.
  • “Cosa c’è sotto le nuvole” (Italia, 2004, 16′). Unica proiezione lunedì 29 giugno ore 21. Regia: Alberto Grossi. Le Alpi Apuane, note in tutto il mondo per i marmi che da esse vengono estratti, sono violentate quotidianamente in un modo che non ha precedenti. Per fronteggiare la forte concorrenza dei Paesi in via di sviluppo si fa ricorso, in maniera indiscriminata, a tecnologie e metodi di lavorazione aggressivi e sfrenati; se a questo si aggiunge che il business del momento è rappresentato dalla produzione di carbonato di calcio, il quadro distruttivo assume dimensioni catastrofiche. In Cosa c’è sotto le nuvole, il racconto a una fantomatico professore fa emergere il cambiamento in atto nelle cave apuane dove spariscono le montagne, spariscono i mestieri, spariscono storie e tradizioni locali, spariscono quei sentieri sui quali si è sviluppata la storia di questi luoghi, anche quella più recente del periodo della Liberazione. Le domande sono inquietanti: è civiltà ridurre i monti in farina, è progresso? Spariscono prima i luoghi dei ricordi: è il nuovo diritto dell’uomo tecnologico?
  • “Chogori. La grande montagna” (Italia, 2004, 52′). Unica proiezione martedì 30 giugno ore 21. Regia: Roberto Condotta. Prodotto in occasione del 50esimo anniversario della storica ascensione al K2 organizzata dal Club Alpino Italiano, il film ripercorre con grande ricchezza di particolari e inediti le varie fasi della spedizione. Significative le interviste agli alpinisti superstiti (Achille Compagnoni, Lino Lacedelli, Erich Abram, Pino Gallotti, Ugo Angelino), con il commento dello storico Roberto Mantovani. Reinhold Messner, intervistato da Rai Alto-Adige, lo ha giudicato il miglior documentario sull’evento.
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