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5 film dedicati al trail running

In questa fase 2 post lockdown la voglia di correre all’aria aperta e tornare ad affrontare dislivelli sempre maggiori, sfidando la propria resistenza, è un desiderio condiviso da molti. Bisogna ripartire per gradi, come se fossimo in procinto di prepararci ad una ultramaratona. I 5 film che vi consigliamo oggi raccontano 5 storie di appassionati di trail running impegnati, come tanti di noi in questi giorni, nel raggiungere il proprio obiettivo. 5 pellicole che, ancora una volta, ci porteranno a viaggiare lontano.

“A long day out”

Iniziamo con “A long day out”, video che vede come protagonista un Kilian Jornet che si fa portavoce di un messaggio di estrema attualità e importanza in questi giorni: “Non c’è bisogno di andare lontano da casa o spendere un sacco di soldi per godersi una grande esperienza“.

Un breve documentario che segue il runner catalano in una giornata di allenamento tra i fiordi norvegesi nel mese di giugno. 168 i chilometri percorsi in 56 ore totali, con un dislivello di 22.000 metri. Una bella corsetta per Kilian, che partendo da casa affronta un percorso in cresta che lo porterà di fiordo in fiordo, illuminato dal sole di mezzanotte. Accanto alle immagini mozzafiato e difficili da reggere per chi soffra di vertigini, la pellicola fornisce anche dei dettagli su equipaggiamento e costi di una simile piccola impresa. Nello zaino Jornet ha con sé lo stretto indispensabile: un’imbracatura, un moschettone autobloccante, bastoncini da sci, varie corde e una piccozza. A livello di budget afferma di aver speso in totale 72 euro tra acqua, cibo e barrette energetiche.

“We need lungs”

La seconda pellicola ci porta sui Pirenei con “We need lungs – I Pirenei di corsa”, disponibile on demand su Vimeo o su Prime Video. Il film racconta l’impresa realizzata nel 2018 da Sebastiano Arlotta Tarino, a sostegno della Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC). 900 km di corsa per circa 60.000 metri di dislivello positivo attraverso i Pirenei, dalla costa atlantica a quella mediterranea, seguendo principalmente il sentiero GR10, affrontati in 9 giorni. Una bella sfida cui Sebastiano punta in virtù del suo palmares, che vanta diversi Iron-Man e ultra-maratone nei deserti del Boji, Atacama e Sahara.

L’obiettivo è di farcela in 10 giorni”, dichiarava prima della partenza. “Ma il sogno è di portare consapevolezza verso una malattia seria: la fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa che con l’età può condurre al bisogno di un trapianto di polmone”.

La lunga corsa di Sebastiano ha infatti avuto la finalità di raccogliere fondi per l’acquisto di un sistema portatile di perfusione d’organo a temperatura fisiologica da donare alla LIFC. Un macchinario che, una volta prelevato l’organo dal donatore, consente di mantenerlo ad una temperatura idonea, quanto più vicina a quella fisiologica, durante il  viaggio verso il Centro in cui verrà impiantato.

“How to run 100 miles”

“How  to run 100 miles” è la storia di due amici che nel 2017 decidono di partecipare all’ultramaratona “Run Rabbit Run 100” a Steamboat Springs, Colorado. 102,9 miglia per 20.000 piedi di dislivello (circa 164 km per 6000 metri di dislivello). Particolare da non sottovalutare è che nessuno dei due sia un atleta. L’idea nasce da Jayson Sime, che nella coppia è un po’ l’amico filosofo che invita a credere nei propri sogni. Alle spalle ha una vita resa complessa dalla povertà della famiglia numerosa e dalla dislessia. Per prepararsi adeguatamente alla sfida affronteranno un allenamento duro, di sei mesi, in cui correranno tra le 50 e le 70 miglia settimanali in piena estate.

“Trials of Miles”

“Trials of Miles” ci porta invece sulle Alpi australiane. Protagonista è Beau Miles e il suo obiettivo è affrontare i 655 km dell’Australian Alpine Walking Track. Una corsa su lunga distanza che lo porterà a toccare alcune delle cime maggiori dell’Australia.

“Orobie d’un fiato”

Chiudiamo il cerchio tornando, al termine di questo viaggio virtuale, in Italia. Lo facciamo con “Orobie d’un fiato”. Il documentario reso disponibile online in tempi di quarantena dal trail runner Marco Zanchi, in cui racconta la sua impresa realizzata lo scorso anno lungo il Sentiero delle Orobie. Tracciato che collega i molteplici rifugi e i bivacchi delle Orobie bergamasche. Una bella avventura quella di Marco, che ha affrontato in 26 ore 138 km e 10.500 metri di dislivello positivo.

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