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#IoRestoAcasa. Gli appassionati di montagna scelgono l’ironia

In queste settimane di quarantena i social si stanno rivelando un mezzo di supporto significativo per affrontare insieme, distanti ma uniti, la nostalgia della libertà. Che nel nostro caso è soprattutto nostalgia della montagna. Gli appassionati delle alte quote non hanno dubbi: per superare questo duro periodo in cui ci viene richiesto di fare a meno di alpinismo, sci, pareti ed escursioni, serve tanta ironia. Andiamo a vedere insieme come le varie categorie di “montanari” stiano affrontando la propria quarantena.

L’alpinista

L’alpinista medio in quarantena non ripone ramponi e piccozza in garage. Li tiene con sé in casa. E sale sulle vette più alte della fantasia, rendendosi anche utile con le faccende domestiche.

Lo scialpinista

Il tapis roulant è la sua fortuna. Basta spegnere il riscaldamento di casa per potersi vestire di tutto punto, ed eccolo pronto a calzare gli sci e impugnare le racchette.

Il climber

L’appassionato di arrampicata scopre per la prima volta quante pareti da esplorare ci siano in casa.

L’escursionista

Anche chi ama semplicemente fare del buon trekking sta patendo la domiciliazione. Ma anche in questo caso la fantasia non manca. Ed ecco che la casa si trasforma in una rete sentieristica.

Foto Luca Olla

Divertirsi con attenzione

Anche i campioni del mondo della montagna in questi giorni stanno invitando i followers a non fermarsi. Ad allenarsi, da soli o in compagnia virtuale, ma con attenzione. Non dimentichiamoci il motivo per cui siamo a casa. Non dimentichiamoci dell’emergenza ancora in corso e del grande lavoro che il personale medico sta svolgendo quotidianamente. Accanto al restare a casa, cerchiamo anche di non farci male.

 

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6 Commenti

  1. Non male un serio ripasso di manuali alpinismo completi tipo CAI, esercitazioni nodi, manovre di corda ..manutenzione attrezzi, scarponi e abbigliamento.Poi..chi abita piani alti di edifici..pensi a come attrezzare una corda doppia in caso di emergenza..tipo incendio e fuga da poggiolo.

  2. Sotto questo punto di vista la rete utilizzata così è bellissima. Volevo anche segnalare alla redazione, un bellissimo video presente su youtube, proprio a tema “alpinistico” legato a questo articolo, si tratta di fare 1000 metri di dislivello “in quarantena”: https://www.youtube.com/watch?v=K3Ii1_PXz-8
    Mi ha tenuto compagnia e mi ha fatto venire proprio voglia di ripetere questa sfida oltre che al messaggio che questo ragazzo vuole far passare. Vi consiglio un articolo a riguardo!
    #iorestoacasa

  3. Stiamo portando le salme fuori città perché il cimitero non riesce a effettuare le tumulazioni necessarie.
    Io trovo questi post, e mi riferisco agli originali, non alla cronaca su montagna.tv, fuori luogo. E se il primo era originale, ora sono noiosi oltre che un malriuscito tentativo di rimuovere la tragedia.

    1. Sono della tua stessa opinione.poi ripenso a questi post e dico:ma a cosa cavolo servono farli?!?! rimango allibito!

  4. C’è chi si è permesso di criticare Cala Cimenti, ammalato con un focolaio ad un polmone, di protagonismo e di essere un articolo fuori luogo per una pagina di Montagna. Sarò anche scarso di ironia ma personalmente ritengo questi simpaticoni dei cretinotti.,qui si ci vedo il mettersi in mostra.

  5. Alcuni entrano nel merito dell’articolo, altri invece criticano i commenti…poi altri criticano i commenti dei commenti..
    va comunque bene tenersi in esercizio secondo le proprie possibilita’ e creativita’, altrimenti poi passata la pandemia, saranno aumentati casi di obesita’, atrofie muscolari, ipertensione..
    Ottime le scale condominiali..prima a corpo libero e poi..con zaino…magari unendo dilettevole ed utile, per esempio sanificare i corrimano con carta ed alcol.. salendo.
    Certo che vivere in un parco privato con alberi adatti a tree climbing, o avere garage con parete attrezzata o scorrevole inclinabile del tipo tread mill, e’meglio.
    Vanno bene anche apprecchi detti torax trainer per scialpinisti in clausura.

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