AlpinismoAlta quota

Nirmal Purja: “Vi racconto come è nata l’idea del Project Possible”

A cinque mesi dalla conclusione del suo “Project Possible”, Nirmal Purja fa un passo indietro nel tempo, per spiegare da dove sia nata l’idea di salire le 14 vette più alte del Pianeta in 7 mesi. Un’impresa che, alla vigilia della sua partenza per il Nepal nell’aprile del 2019, era sembrata a molti irrealizzabile. Soprattutto perché di quel Nirmal Purja, l’ex Ghurka, non si era mai sentito parlare prima nel mondo alpinistico.

La risposta del dove sia saltata fuori quella folle idea, che oggi è un record decisamente difficile da ripetere, è racchiusa in un video datato 2017. “Vi prego di guardarlo fino alla fine”, l’invito di Nims.

Everest – Lhotse – Makalu in 5 giorni

Il video racconta in poco meno di 4 minuti l’esperienza vissuta da Purja nell’aprile del 2017, alla guida di una spedizione diretta all’Everest. È il 4 aprile quando il gruppo atterra a Lukla e intraprende il trek al campo base. Per consentire a tutti i membri di raggiungere un corretto livello di acclimatazione si procede lentamente. Nims è già stato in vetta all’Everest, nel 2016, dunque conosce bene le insidie della montagna. Arrivati al campo base si celebra la tradizionale Puja. Il 2017 è un anno particolare. Le condizioni meteo non hanno consentito al team responsabile dell’allestimento delle corde fisse di salire prima delle squadre di alpinisti. Le corde sono ancora da fissare. Nims decide che sarà lui stesso insieme agli Sherpa ad occuparsene, aprendo per primo la via verso la vetta. La prima squadra di alpinisti pronti a salire in vetta li segue a sole 12 ore di distanza. È una corsa contro il tempo quella che si è prefisso di portare a termine. Il 15 maggio Nims è in vetta, nei tempi prestabiliti. Gli alpinisti raggiungeranno la cima 12 ore più tardi e, soddisfatti del risultato, faranno ritorno a Kathmandu, lasciandolo solo di fronte a una nuova sfida: inseguire il record di velocità di concatenamento di Everest e Lhotse.

Il 27 maggio è per la seconda volta in vetta all’Everest e stavolta le condizioni di salita sono risultate molto meno agevoli della precedente. Dopo 2 ore di riposo sul Colle Sud, parte alla volta del Lhotse 10 ore e 15 minuti dopo aver toccato quota 8.848 metri sull’Everest, è in vetta al Lhotse. Non ancora contento delle imprese di primavera, torna al campo base, si riposa due giorni e poi punta al Makalu. Con questa terza vetta conquisterà il record mondiale di salita di 3 Ottomila in 5 giorni.

Qual è il significato di questo video racconto? È Nirmal stesso a spiegarlo in calce: “Ho sempre percepito di riuscire a dare il mio massimo sotto pressione. Forse è una seconda natura che ho sviluppato nel corso dei miei 10 anni di carriera come membro dello Special Boat Service, le forze speciali di Londra”.

Una risposta soddisfacente alla domanda iniziale? Non del tutto. “Come ho fatto ad acquisire fiducia nelle mie capacità? Lo scoprirete nel prossimo post. Stay tuned!”

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4 Commenti

  1. Questo è sicuramente un record difficile da ripetere, una prestazione sportiva eccezionale, ma è un “alpinismo” criticabile per molti aspetti, gli spostamenti con gli elicotteri, l’uso dell’ossigeno non denotano di certo un confronto possibile ed etico con la montagna. Questo tipo di record molto mediatici non portano nulla di buono per l’Alpinismo Imalayano, ci vedo troppo commercio, che non ha bisogno di essere propagandato più di quanto non sia già adesso. La tanto sbandierata spedizione Invernale di Njrmal si è conclusa con un “fa molto freddo in inverno” forse alla prossima invernale si farà fare le tende con il riscaldamento.

    1. Non condivido per niente il pensiero. Nirmal fin dall’inizio è stato chiaro:
      -COSA: 14 Ottomila in 7 mesi;
      -COME: Spostamento in elicottero da un campo base all’altro e, eventualmente, ossigeno supplementare sopra i 7500 m di quota;
      Può essere condivisibile la critica di un alpinismo “eticamente non corretto”, ma il Gurkha fin dall’inizio ha esposto chiaramente come sarebbe stato il suo progetto.
      Che poi, vedo tante critiche da divano come se scalare un Ottomila, anche ricorrendo all’ossigeno sopra una certa quota, fosse cosa da tutti. Ricordiamocelo bene: 3 OTTOMILA IN 3 GIORNI (Everest, Lhotse, Makalu), quindi un’impresa dallo sforzo titanico.
      Per me la sua impresa seppur, ripeto, con uno stile di salita non “puro” è semplicemente da applausi! Ricordiamoci che questo fino al 2014 non aveva mai scalato un Ottomila!
      VOLERE E’ POTERE, grande Nirmal!!

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