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Aguja de l’S, Patagonia. Alex Honnold senza corda su “Thaw’s not Houlding Wright”

Dopo il tentativo fallito per un soffio di portare a termine la Care Bear Traverse insieme a Colin Haley, Alex Honnold ha abbandonato temporaneamente il compagno di avventure estive patagoniche per realizzare una impresa in solitaria. La ripetizione della via “Thaw’s not Houlding Wright” sulla Aguja de l’S, vetta di circa 2.300 metri nel massiccio del Fitz Roy.

Via aperta nel 2004 dal trio composto da Cedar Wright, Leo Houlding e Kevin Thaw. 900 metri di percorso per una difficoltà pari a 5.10d (6b), a detta di Alex. 5.10a (5c) secondo Cedar Wright, come si può leggere in uno scambio di commenti tra i due in calce al post Instagram con cui Honnold ha annunciato il suo nuovo successo. Ad incrementare la complessità della salita va aggiunto che Alex abbia realizzato la ripetizione senza corda, su verglass.

Il racconto di Alex Honnold

“Il meteo era un po’ al limite – racconta Honnold – c’era una discreta probabilità di precipitazioni per tutto il giorno, venti moderati, temperature basse. Ma sembrava abbastanza ottimale come situazione per poter almeno fare un giro in montagna e vedere come sarebbero andate le cose”.

Fino ai 2.000 metri di quota, arrampicando lungo uno sperone roccioso, ha trovato fortunatamente tempo buono, “prevalentemente soleggiato (con pioggia)”. Ma subito dopo ha iniziato a nevicare e il vento a rinforzarsi. “Mi è parso più facile completare la dura salita e la discesa lungo la parete Est dell’Aguja de l’S piuttosto che tornare indietro lungo lo sperone e attraversare la Torre Valley (che è sempre un avvicinamento laborioso)”.

Così Alex decide di proseguire, affrontando delle fessure ghiacciate, nel bel mezzo di una tormenta di vento e neve. “E sono arrivato in cima”.

“Fortunatamente la discesa è risultata molto più schermata e così sono sceso lungo la storica parete Est fino al ghiacciaio per poi tornare indietro lungo i tracciati classici”.

Tra andata e ritorno Honnold ha impiegato poco meno di 12 ore. “Qualcosa come 2.150 metri in verticale e 38 km di hiking/jogging tra andata e ritorno. Che grande giornata!”

Tra le motivazioni sottese alla scelta di cimentarsi nella salita di “Thaw’s not Houlding Wright”, Alex ha tenuto a sottolineare che ci sia il nome stesso della via. “Uno dei miei preferiti in Patagonia, scelto dai miei amici Kevin Thaw, Leo Houlding e Cedar Wright. Grande via, quando non è coperta di ghiaccio”.

Il ricordo di Cedar Wright

Per Wright, vedere l’amico all’opera su una delle vie che ricorda con maggiore affetto, è stata una soddisfazione altrettanto grande. E ha colto l’occasione per tornare indietro con la mente all’estate patagonica del 2004.

“Questa via è diventata un classico, ripetuta di frequente in quanto arrampicabile anche in condizioni lievemente inclementi del meteo, a confronto con altre vette circostanti – ha raccontato sui social – . E se il meteo in Patagonia si può definire con qualche aggettivo, questo è per certo ‘inclemente’. Dal momento che siamo estremamente intelligenti, l’abbiamo chiamata ‘The Thaw’s not Houlding Wright’”.

Per Wright avere accanto due leggende dello sport come Leo e Kevin fu già di per sé una esperienza straordinaria. In realtà i tre erano  partiti con tutt’altro intento. “Il nostro piano era di realizzare la prima vera ascesa della via Maestri, ma le condizioni non erano idonee. La via sull’Aguja de l’S era stata notata da Kevin in un viaggio precedente, e poteva essere un buon premio di consolazione”.

Tra i ricordi indelebili di quei giorni trascorsi in Patagonia a consolarsi sull’Aguja de l’S per non aver potuto mettere piede sul Cerro Torre, compaiono anche alcuni aneddoti del ritorno a casa.

“Tornando a casa facemmo scalo a Buenos Aires. Arrivammo in hotel molto tardi quella notte e Leo abbandonò le scarpe fuori dalla porta della sua camera. Al mattino le scarpe erano sparite e così le uniche calzature che potesse indossare durante le nostre bravate notturne risultarono essere i suoi scarponi. Mentre ci dirigevamo in un pub per una birra, tocca dire che sembrasse decisamente simpatico e anche stranamente modaiolo. Il destino ha voluto che Kevin iniziasse a chiacchierare con una ragazza argentina molto carina. Che ora è sua moglie e la madre dei suoi bambini. La vita  è assurda a volte! Non sai mai quando può prendere una piega inattesa”.

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3 Commenti

  1. La Vera ascesa della Via Maestri? se la chiama
    cosi’ vuol dire che contemporaneamente nega e riconosce…
    Fortuna che l’erosione piano piano fara’sparire tutte le vie …ma ancora continueranno la polemichetta.
    Se girano foto e filmati…postati sui social..allora sono gli alpinisti ad essere esibizionisti.Se mancano foto allora l’impresa non e’certificata.Mettetivi d’accordo sul concetto di verita’, su cui dibattono ancora filosofi ed epistemologi e logici.Poi arriva un performer non precipitato per fortuna sua e pontifica.
    Per intanto Cesare Maestri, acciaccato, e’arrivato a 91 anni, per il bilancio dei ” senza corda” ..vedremo !.

  2. Complimenti per l’impresa !
    Però che pelo cavolo…. soprattutto per il meteo e le condizioni della roccia…
    basta davvero poco per lasciarci le penne….

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