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Accessi limitati sul Monte Bianco, l’annuncio del Presidente Macron

Il presidente francese Emmanuel Macron ha indossato gli scarponi da montagna per affacciarsi su una balconata speciale. Quella che sovrasta la Mer de Glace, a quota 1.900 metri nel massiccio del Monte Bianco. Il più grande ghiacciaio di Francia, secondo per dimensioni a livello alpino soltanto a quello dell‘Aletsch.

È voluto salire in quota il Presidente per vedere con i propri occhi lo stato di salute di quei ghiacci un tempo definiti perenni. Una visita che può essere anche interpretata come risposta alla lettera inviata lo scorso settembre a Macron dal sindaco di Saint-Gervais-Les-Bains, a seguito della vicenda del vogatore abbandonato da un ex Marine a 4.300 metri sul Bianco. “Va bene occuparsi dell’Amazzonia – aveva scritto Jean-Marc Peillex -, ma non è più tollerabile la mancanza di rispetto di alcuni turisti sul Monte Bianco”.

Lo scenario cui si è trovato di fronte ha incrementato la consapevolezza di dover agire rapidamente “per conciliare ambiente, crescita e sviluppo economico”. Anche se, come ha tenuto a sottolineare, “l’ambientalismo talvolta si trasforma in impazienza e collera, servono invece azioni concrete ogni giorno”. Tra le soluzioni proposte per la salvaguardia del sito anche la limitazione degli accessi alla montagna.

Misure concrete per tutelare il Monte Bianco

“Non immaginavo uno scioglimento così rapido. Quello che stiamo osservando è una prova inconfutabile del riscaldamento globale”. Queste le parole di Macron alla vista della superficie del ghiacciaio che quest’anno, così spoglia di neve, sembra un fiume di roccia grigia ricoperto di ghiaccio. Soffre la Mer de Glace, come ogni altro ghiacciaio delle Alpi e del mondo. In un secolo e mezzo ha subito un arretramento di due chilometri. 800 metri solo negli ultimi 30 anni.

Accanto al problema del riscaldamento globale, un secondo fattore che ne lede la salute è legato al turismo in quota. La sempre maggiore accessibilità e popolarità del Monte Bianco richiama annualmente sempre più appassionati, che spesso lasciano dietro di sé rifiuti o, per inesperienza, si espongono a rischi.

“Credo molto in questa battaglia, sarà lunga ma darà risultati concreti”, ha aggiunto Macron con ottimismo. Una lotta per la salvaguardia dell’ambiente, per vincere la quale ha annunciato una serie di misure concrete. L’istituzione di venti nuove riserve naturali nazionali (tra cui il Monte Bianco), quattro parchi regionali, due parchi nazionali (di cui uno in Guyana). L’impianto di 250 mila ettari di boschi nei prossimi due anni, la creazione dell’Ufficio francese per la biodiversità e la regolamentazione degli accessi al Bianco.

Limitare gli accessi sul Monte Bianco

Un problema quest’ultimo, oggetto di discussione da oltre 2 anni. Da quando, nel 2018, fu per la prima volta sollevata la questione dell’affollamento dei rifugi sul Bianco, evidenziando la necessità di introdurre una regolamentazione per la salita dalla via normale francese. A pagare le spese del turismo in alta quota era stato soprattutto il rifugio Goûter, alle prese con un sistematico superamento del numero massimo di ospiti fissato a scopi di sicurezza, a causa dell’arrivo imprevisto di alpinisti senza prenotazione. Una situazione divenuta ingestibile, con reazioni verbali se non fisiche, da parte degli ospiti inattesi nei confronti del gestore del rifugio e di alcune guide alpine.

La Prefettura dell’Alta Savoia era intervenuta introducendo dal luglio 2018 il divieto di accesso alla via normale a tutti coloro che non avessero prenotato un posto letto in uno dei rifugi della “Voie Royale”, ovvero il Nid d’Aigle, il Tête Rousse e il Goûter. Nel mentre il sindaco di Saint Gervais aveva addirittura annunciato, per la stagione 2019/2020, l’introduzione di un vero e proprio permesso di scalata, in stile himalayano. La Prefettura ha preferito mantenersi su toni più concilianti anche per la stagione in corso, mantenendo l’obbligo di prenotazione in rifugio, da effettuarsi online sul sito del rifugio della Fédération française des clubs alpins et de montagne (FFCAM) prima dell’apertura della stagione delle ascensioni.

Ulteriori limitazioni sono state introdotte poi per il campeggio fuori dalla Tête Rousse, consentito a sole 40 tende preinstallate, disponibili su prenotazione. Tra le proposte della Prefettura anche la messa in sicurezza del couloir du Gouter e della salita all’Aiguille du Gouter, con installazione di segnali luminosi diversi per la salita e la discesa. Regole da seguire per non incorrere in sanzioni penali e amministrative decisamente pesanti. Fino a due anni di carcere e 300.000 euro di multa per reati ambientali o, nella migliore delle ipotesi, ammende fino a 15.000 euro. Provvedimenti, come sottolineato dalle autorità, resi necessari per la salvaguardia non solo dell’ambiente ma anche della incolumità delle persone.

Critiche a Macron

Il presidente francese è stato accolto a Chamonix da 250 manifestanti, che lo hanno accusato di aver pianificato una visita da commedia. Una occasione per comparire sulle copertine dei giornali internazionali e cercare l’approvazione del mondo ambientalista alla vigilia delle elezioni municipali di marzo. In realtà, sul fronte ambientalista, non hanno tardato a giungere critiche di fronte alle sue proposte. Tutelare l’ambiente d’alta quota con interventi sul posto non basta infatti a salvare i ghiacciai alpini. Per rallentarne lo scioglimento servono drastiche misure di riduzione delle emissioni, in Francia come nel resto del mondo. Clément Sénéchal, responsabile della campagna per il clima di Greenpeace France, ha commentato che “l’esemplarità di uno stato inizia rispettando l’Accordo di Parigi. Ma il governo si limita ad azioni insufficienti”.

Anche sul versante italiano non sono mancate le polemiche. Una delegazione del governo valdostano avrebbe infatti voluto incontrare il Presidente. Ma da Parigi è giunto l’annuncio che Macron avrebbe incontrato soltanto rappresentanti francesi.

È in ogni caso innegabile, come dichiarato da Stefano Ardito in una riflessione all’indomani della visita del Presidente sul Monte Bianco, “che l’attenzione del massimo rappresentante dello Stato francese per il ritiro dei ghiacciai delle Alpi e del resto del mondo, e quindi per i problemi del clima della Terra, sia un segnale potente. Il paragone con i politici e i governanti italiani, che siano nati in Valtellina o a Foggia, è impietoso. Per loro, se va bene, la montagna è una illustre sconosciuta. Quando invece riescono a localizzarla su una mappa, nel 99% dei casi, se ne occupano per promuovere impianti di risalita ad altissimo impatto ambientale, o per dichiarare guerre ridicole contro orsi e lupi. Forse, se a Palazzo Chigi o al Quirinale ci fosse la versione italiana (non una caricatura!) di Emmanuel Macron, anche Norcia, Amatrice e i centri vicini avrebbero iniziato a essere ricostruiti. Merci, monsieur le Président”.

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3 Commenti

  1. Ridicolo che prima si costruisca un hotel in metallo a 4000 metri e poi ci si lamenti che ci vada troppa gente…Ovvio che a Macron non frega niente sia del bianco che dei ghiacciai…Credo che i francesi abbiano perso la bussola da diversi anni…

  2. In pratica non potrò mai salire il Bianco.
    Già l’obbligo di prenotazione in rifugio comportava, di fatto, l’obbligo di assoldare una guida dato che loro, sistematicamente, prenotano tutti i posti disponibili per i loro gruppi.
    Adesso, con il numero chiuso, assisteremo ad un aumento dei prezzi inconciliabile con chi fa dell’alpinismo, dell’andare in montagna, uno stile di vita.
    Grazie Macron e grazie intrapendente sindaco.
    Benvenuto alpinismo commerciale anche nelle alpi.

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