AlpinismoAlta quota

Urubko: travolto da una valanga, rinuncia alla vetta. Ora al CB

È attualmente al campo base Denis Urubko, dopo aver rinunciato alla vetta del Broad Peak. 

La decisione è stata presa dall’alpinista, che stava procedendo in solitaria, dopo essere stato travolto da una valanga qualche centinaio di metri sopra campo 3 (7000m). Il distacco nevoso lo ha trascinato per 100 metri, poi la corda fissa si è rotta e Denis ha continuato la sua caduta per altri 50 metri prima di riuscire a fermarsi.

Sopravvissuto e fortunatamente illeso, Urubko è riuscito a scendere. Ora, come abbiamo detto, è in sicurezza al campo base. 

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26 Commenti

  1. L’importante è che sia sano e salvo.
    Anche uno glaciale come lui se la sarà fatta sotto a vedersi arrivare addosso una valanga
    Comunque grazie Denis per tutte le emozioni che ci hai regalato con questa avventura

  2. Quest’ anno sembra che vinca il generale inverno su tutta la linea. Sei sempre un grandissimo Urubko, la cosa che conta di più è poter ritornare a casa, ci saranno altri inverni ed altre cime per accompagnarti con il nostro entusiasmo.

    1. Incidenti mortali e basta non vedo alpinismo in questo moro la scampata bella urubko e vivo x miracolo e Nardi lo lasciamo al fresco complimenti a chi organizza il tutto

    1. E invece, a mio parere ti sbagli.
      É sintomo di serietà e coerenza dichiarare,prima che cominci l’impresa, qual’é il proprio obiettivo!

      Farlo dopo sarebbe veramente scorretto.

      Anche su questo si dimostra un HOMBRE VERTICAL! (In tutti i sensi…)

    1. Confrontiamo i resoconti dell’incidente di Moro/Lunger e quello di Urubko…nel primo caso un incidente sotto campo 1 con racconto controverso e seguente casino mediatico (post/interviste/a breve un libro…)…nel secondo 4 righe dopo una valanga a 7000m su un 8000 in solitaria.

      …Secondo te possono ancora scalare insieme?

      1. ottima osservazione…secondo mè meglio che Denis vada per la sua strada….sono rimasti pochi alpinisti Himalayani ad essere sinceri, e denis è uno dei pochi che vive le salite senza sbandierare in pompa magna tutto quello che succede, questo mondo non mi piace più…

      2. Secondo me Denis sarebbe perfetto per Moro…gli potrebbe attrezzare tutta la via…e poi dopo essere pagato far salire Moro con lui …

    2. Sì, così il nostro master winter salirà sulle corde fissate da Urubko sempre ammesso che glie le lasci ancora toccare…ma mi facci il piacere come diceva Totò…

  3. Io vorrei vederlo con Adam al K2 per l’ultimo sigillo.

    Per fortuna è andato tutto bene ed è tornato sano e salvo, purtroppo la finestra buona era quella in cui è stato male Don, stavolta sapeva che le condizioni non erano delle migliori. Sarà per la prossima

  4. A titolo personale mi piace seguire le scalate invernali con un resoconto quotidiano , con foto e descrizione della giornata . Commenti anche tecnici e spiegazioni da parte di chi sale. È un modo per conoscere certi luoghi e situazioni , quasi essere lì con loro, non potendo mai fare un impresa del genere ,ma amando la montagna mi fa piacere seguire le loro gesta. Poi se uno vuole scrivere un libro o fare un intervista nessuno è obbligato a comprarlo o ad ascoltarlo. Per seguire le gesta ed i racconti delle scalate invernali bisogna andare a conferenze dedicate, magari non tutti hanno il tempo di farlo o i soldi per acquistare libri. È come seguire una regata in solitaria, tipo quelle che fa Soldini, certi sport non si può seguirli come una partita di calcio, per questo i racconti quotidiani dei nostri valorosi sono importanti. Poi uno può essere più simpatico o piacere più di un altro, ma siamo persone libere di fare quello che vogliamo sempre nel rispetto delle persone. I veri problemi sono altri , non se uno fa un intervista o scrive un libro. Buona montagna a tutti , che sia una collina od un ottomila

    1. Sono pienamente d’accordo. Da giovane ho potuto ammirare Bonatti Buhl e Messner grazie ai loro libri non certo per averli visti all’opera o per sentito dire

  5. Comunque che tempra!!!!! Tanto tanto tanto rispetto.

    Certo,nulla a confronto di chi casca in un crepaccio,largo 50 cm e ne trae conferenze e pure un audio…. in questo caso siamo in odore di Piolet…

    S.M. tra gli alpinisti delle provincia d’origine é ormai riconosciuto come un cacciaballe…con un passato assolutamente notevole, ma con un futuro al limite del patetico…

    Polemiche a parte: DENIS SEI UN GRANDE!!!

  6. Io mi limito ad avanzare un ragionamento: ma di cosa avremmo discusso quest’inverno se non ci fosse stato Denis Urubko? Onestamente tutte le altre spedizioni himalayane, vuoi per un motivo, vuoi per un altro, sono state tutte ben lungi dall’andare seriamente anche solo vicino all’obiettivo dichiarato (vedremo quella di Alex Txikon all’Everest, su cui riponevo grandi aspettative, ma purtroppo continuano a perdere uomini e paiono sempre bloccati tra C2 e C3..), l’unico che ha sfiorato la vetta (e come giustamente ricordava chi mi ha preceduto, non ci fosse stato il problema di salute dell’americano, probabilmente la cima l’avrebbe conquistata già una settimana fa) è stato Urubko. Solo complimenti per Denis, solo complimenti.

    Un’altra cosa su cui dovremmo ragionare poi è se i cambiamenti climatici stiano rendendo più semplici o più dure le condizioni di scalata in inverno. Io non posso, ovviamente, parlare per presa diretta, ma considerando tutti quelli che sono i report mi sento di sbilanciarmi e dire che forse così tanto la vita non la semplifichino agli scalatori.. Difatti, a fronte di durata delle giornate chiaramente immutata, abbiamo si qualche grado in più di temperatura ma anche un rischio valanghe ancora più concreto, così come abbiamo un pericolo crepacci che rischia di essere sempre più marcato (possiamo ridere e scherzare quanto vogliamo su Moro, ma le immagini che ci ha regalato dal drone non sono opinabili, sono dati di fatto, senza dimenticare che anche Txikon ha sollevato la medesima questione nei primi giorni di operazioni all’Everest). Sicuramente è un mutamento non ancora così drastico, però secondo me sono primi segnali di cui bisogna tener conto, soprattutto per l’immediato futuro.

  7. Grande Denis!!
    Sarà per la prossima.
    L’importante è portare a casa la pellaccia.
    Ps: come diciamo dalle nostre / tue parti : Mola mia

  8. Complimenti x Simone e Tamara , Denis , e tt i ragazzi che questo inverno hanno tentato le massime cime , un pensiero va alla cordata di Daniele e a tutti coloro che sono rimasti lì dentro alla loro passione , x sempre nel loro sogno , a prescindere dal cambiamento climatico , e dal cambiamento morfologico ad esso attribuito , tutte le spedizioni di quest’anno erano composte da gente con le palle !
    Ma” la montagna a detto no !
    E in cima non ci arriva nessuno !
    La storia degli ottomila parla !
    complimenti a tutti ragazzi !!!!!!

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