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Allerta valanghe sulle Alpi. Rischio forte sulla Valle d’Aosta

La rapida perturbazione atlantica che ha investito a inizio settimana le Alpi occidentali, spostandosi in forma indebolita verso Est, ha lasciato dietro di sé un aumento del rischio valanghe lungo l’arco alpino. Raggiungendo nella giornata di mercoledì un grado 4 (forte) su alcuni settori della Valle d’Aosta. Pericolo che si manterrà costante anche nella giornata odierna e, secondo la tendenza attuale, nella giornata di venerdì.

Rischio forte in Valle d’Aosta

Come evidenziato dai bollettini Aineva, il rischio valanghe in Valle d’Aosta è legato alla presenza di neve fresca ventata su strati sfavorevoli, che determina la formazione di accumuli fortemente instabili. Il pericolo maggiore di distacchi spontanei o provocati si concentra nei settori occidentali, diminuendo verso est dove i quantitativi di neve fresca risultano inferiori.

Grado 4 (forte) sulle zone della testata Saint-Barthelemy, Valtournenche, Val di Rhemes, Valsavarenche, bassa e media Valpelline, Cervinia e alta Valpelline, Gran San Bernardo Ollomont, La Salle Morgex, Val Ferret, Val Veny, Valgrisenche, Valle di La Thuile. In estensione nella giornata di venerdì a bassa Valtournenche Chatillon, Introd Arvier, Pollein Saint Marcel, Pontey, Quart Nus, Saint-Pierre Saint-Nicholas, testata Saint-Barthelemy, Valtournenche, alta valle di Gressoney, Champdepraz Monte Avic, media Val d’Ayas Brusson, media valle del Lys, testata Val d’Ayas Saint-Jacques, valle di Champorcher, Val di Cogne Aymavilles. Aree, queste ultime, soggette oggi ad un rischio di grado 3 (marcato). 

Si segnala inoltre che il Comune di Courmayeur ha istituito mediante ordinanza il divieto di transito, in entrata e uscita, sia pedonale che con sci, mezzi a motore e qualsiasi altro veicolo, nell’area Brenva, compresa dagli accessi alla Val Veny. In particolare da Piazzale Funivie Val Veny, ex Des Alpes e dalla pista a valle del Tunnel del Bianco, compreso il Plan Ponquet.

La situazione nelle altre regioni

Sulle restanti regioni dell’arco alpino il rischio sarà generalmente debole o moderato.

Marcato soltanto su alcuni settori di Piemonte e Alto Adige.

In Piemonte, a causa della deposizione di nuovi strati di neve fresca, asciutta e priva di coesione al di sopra dei 1300-1500 m, soprattutto sui settori più occidentali, esposti a venti di forte intensità, il rischio valanghe risulta marcato su Alpi Cozie nord di confine e sud di confine, Alpi Liguri, Alpi Marittime occidentali e orientali. Moderato su Alpi Cozie, Alpi Cozie sud, Alpi Graie, Alpi Lepontine sud, Alpi pennine.

In Alto Adige si segnala rischio marcato su Alpi della Val Muestair, Alpi della Zillertal meridionali e alti Tauri, Alpi dello Stubai meridionali, catena delle vedrette di Ries occidentali, cresta di Senales, gruppo della Cima Dura, gruppo Saldura-Mastaun, gruppo Tessa, monti di Fundres occidentali, monti di Fundres orientali, Vallelunga. Moderato su Alpi del Defreggen occidentali, Alpi della Val di Non orientali, Alpi Sarentine, Dolomiti di Braies, Dolomiti di Fiemme settentrionali, Dolomiti di Gardena, Dolomiti di Sesto, gruppo dell’Ortles, Val d’Ultimo.

Si segnala rischio moderato anche sul Canin, in Friuli-Venezia Giulia. Su Adamello, Orobie Centrali e Occidentali, Retiche Centrali, Occidentali e Orientali in Lombardia. Adamello – Presanella, Adamello Sud, Brenta Nord – Peller, Brenta Sud, Maddalene, Sole, Lagorai nord, Latemar, Primiero – Pale S. Martino, pejo, Rabbi, Valle di Fassa e Valle di Non in Trentino. Agordino, Zoldano, Ampezzo, Cadore, Ansiei, Comelico in Veneto.

Situazione migliore in Appennino, dove pericolo valanghe, di grado debole, si segnala soltanto sulle vette marchigiane, in particolare sui Sibillini, appennino fabrianese e pesarese.

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