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SAT e ambientalisti in difesa delle Dolomiti. “La politica antepone il marketing all’ambiente”

Lo scorso 20 dicembre la Giunta Provinciale di Trento ha approvato le nuove Linee Guida in tema di promozione di eventi in montagna, elaborata all’interno della Cabina di Regia, coordinata dal Servizio Aree Protette e dei ghiacciai della Provincia.

La critica delle associazioni ambientaliste

“Ci sentiamo presi in giro: in pratica i territori e l’ambiente vengono resi marginali, soggiogati a funzioni di marketing”, hanno dichiarato Luigi Casanova e Luciano Rizzi del coordinamento delle associazioni ambientaliste del Trentino. Nel documento, secondo i due portavoce, mancherebbero delle linee guida con riferimenti oggettivi per la valutazione degli eventi in quota, così come i parametri sui comportamenti da adottare in montagna e le norme di adeguamento ai criteri dell’Unione europea in tema di difesa dell’ambiente e aree protette.

Un testo dunque parziale, in cui mancano riferimenti ai territori delle Dolomiti Unesco e regole precise per l’utilizzo della bicicletta in quota o dei droni, nonché il divieto di grandi raduni motociclistici e spettacoli.

La SAT contro i raduni automobilistici in Dolomiti

In merito a quest’ultimo punto la SAT ha di nuovo ribadito la propria contrarietà alle manifestazioni motoristiche nelle località di montagna. A breve il Trentino ospiterà infatti due tappe del Suzuki 4×4 Hybrid Vertical Winter Tour 2020. Una prima nella Ski Area Tognola a San Martino di Castrozza in programma l’1 e il 2 febbraio. La seconda il 29 febbraio e 1 marzo, nella Ski Area Belvedere a Canazei in Val di Fassa. Il tour, iniziato lo scorso dicembre, toccherà con la sua carovana di automezzi molteplici località dell’arco alpino.

Come ricordato dalla Presidente SAT Anna Facchini, già nel 2017 era stato sottoscritto un documento insieme ai Gruppi CAI del Veneto, del Friuli Venezia Giulia, dell’Alto Adige e dell’Alpenverein Suedtirol, che definiva i raduni motoristici una “aggressione alla montagna”. Un’opinione che resta immutata e di fronte alla quale, secondo l’associazione alpinisti tridentini, appaiono evidenti le mancanze delle nuove Linee Guida.

La posizione della SAT

Il documento, che approfondisce in particolare il tema degli eventi musicali, culturali e sportivi principalmente sotto il profilo dell’impatto ambientale, a detta della SAT riconosce “la necessità economica e sociale e anche l’opportunità culturale della fruizione turistico-ricreativa e sportiva in ambiente naturale”, evidenziando al contempo “come sia necessario tener presente un aspetto generale secondo il quale questa necessità debba orientarsi verso modelli centrati sulla cultura del rispetto e del silenzio, della lentezza e dell’auto limitazione“.

Quanto enunciato, come precisa la presidente Facchini, dovrebbe convertirsi in concrete e coerenti azioni amministrative, volte a raggiungere un equilibrio tra le esigenze dei portatori di interesse e la promozione della cultura dolomitica. In tal senso promuovere le case automobilistiche sul territorio non deve essere considerato un tabù, ma risulta essenziale assicurare che tali eventi siano orientati a un criterio di sostenibilità a vantaggio della collettività. “Perché dunque non pensare, visto che ci si trincera dietro la promozione dei modelli ibridi o elettrici, ad una sperimentazione da parte dei grandi marchi auto, con pulmini, o mezzi di trasporto pubblici ibridi, o elettrici per la mobilità alternativa e collettiva nelle località di montagna, invece che promuovere sempre l’utilizzo del mezzo privato? Una iniziativa di questo genere avrebbe sicuramente una grandissima eco mediatica”, propone la SAT.

“L’auspicio dunque è che si guardi oltre al ritorno economico immediato dei giorni del raduno, ma si ragioni in prospettiva, avviando una pianificazione intelligente e alternativa a modelli di promozione e sviluppo non consoni all’ambiente alpino e ormai superati”. 

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3 Commenti

  1. Dopo le kermesse con i 4×4 esibiti in location Dolomitica…quanti di questi mezzi veramente vengono impiegati su strade estreme?In pratica i mezzi ,tormentati ,si ammaccano, arrugginiscono ed usurano molto prima…e con quelche costano meglio stare lontani da buche, sassi , poi con la fanghiglia si sporcano.Le esibizioni servono piu’che altro ad evidenziare un “si puo’ fare, sappiatelo e percio’pagate!”
    Vale anche per le super cars che costano milioni e arrivano ai 350 km/h..e poi restano in garage coperte dalla polvere..ogni tanto un giretto in citta’ ai 50 o in autostrada max 130.Si paga il lusso, l’informazione “tu potresti, se non lo fai non e’colpa del mezzo ma della societa’ con le sue regole limitanti la libera iniziativa”
    Unica scappatoia peri mezzi fuoristrada per un impiego hard una tantum e’ che i proprietari si mettano a disposizione della Protezione civile…per vere missioni .Tipo raggiungimento case isolate con strade franate o innevate, trasporto taglialegna se sono ingombre di tronchi, spostamento terra ..dotate di lame per spostare neve…contanto di4 x4 x catene

  2. La Fondazione Dolomiti UNESCO è stata creata apposta per gestire i siti “Patrimonio dell’umanità”, a tale proposito cosa dice e soprattutto…cosa fa? Il problema è che comunque sono poi gli amministratori dei singoli Comuni che decidono come utilizzare il loro territorio, spesso anche in barba ai vincoli ambientali/paesaggistici previsti dai vari Enti sovracomunali (Province, Regioni, Parchi Nazionali ecc.).

  3. abito in trentino da un po di tempo…moto trial per boschi..ne ho visti area valle laghi..m bike in parco nazionale stelvio su sentieri pedonabili a gruppi ne ho visti…controlli pochi..sentieri alpestri oramai percorsi da biker…le forestali per fortuna vengono chiuse..il problema è che vi sono pochi controlli e poco senso del utile comune.un esempio sono le mega manifestazioni in quota..dove il problema sporcizia e inquinamento non sono il vero problema così come i fuoristrada che si radunano..il problema è cosa ne facciamo degli spazi utili a tutti e che sono un emblema alpestre..sino a che resteranno tali..diversamente anche un supermercato è pulito,relativamente silenzioso e utile e frequentato..vogliamo pensare che anche che anche il resto delle alpi possono essere considerate tali…come le spiagge..e via dicendo..basterebbe pensare a impatti minori ad un uso più congruo del territorio..ed a una migliore coscienza collettiva

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