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Arrampicata

Conosciamo Patxi Usobiaga, il coach di Adam Ondra – Adam Ondra Road To Tokyo

Nell’episodio numero 37 della serie “Adam Ondra – Road To Tokyo” andiamo alla scoperta di chi si nasconda dietro la preparazione agonistica di Adam. Parliamo di coach e coaching.

“Fino ai 20 anni non ho mai avuto un coach perché non mi è mai piaciuto molto sentirmi dire cosa fare”, racconta Adam. A partire dagli 8 anni ha iniziato ad allenarsi da solo. “Un susseguirsi di allenamenti e errori ma in qualche modo ha funzionato”.

Due cervelli insieme sono meglio che uno

Ma per le competizioni di alto livello serve un esperto. “E ho pensato che due cervelli insieme sono meglio che uno”.

Ed ecco che compare la figura di Patxi Usobiaga, già campione del mondo di arrampicata e ancora oggi climber eccezionale. È lui da 5 anni a questa parte il preparatore atletico del campione ceco. Suo il compito di accompagnare Adam alle qualifiche olimpiche di Tolosa, in programma per fine novembre. Una tappa in cui non ci si può permettere di fallire.

Patxi, lo si vede fin dalle prime scene in cui fornisce i suoi consigli ad Adam via skype dalla Spagna, è un coach speciale. Che punta a caricare emotivamente il suo atleta, oltre che prepararlo fisicamente. “Non è la vittoria in sé ad essere importante. Devi arrampicare come meglio riesci e sentirti bene. Devi provare a te stesso di essere capace di farcela”.

Da sfidanti a complici

Come si sono conosciuti Adam e il suo coach? “Alleno climber da 7 anni e nel 2013 Adam mi ha contattato dicendomi che veniva in Catalogna, chiedendomi se potessimo vederci a Margalef. Abbiamo trascorso lì qualche giorno e durante una cena mi ha detto che gli sarebbe piaciuto allenarsi con me”.

Inizia così un’avventura a due. “Definiamo gli obiettivi della stagione e poi il piano per raggiungerli”, spiega Usobiaga.

In realtà il primo incontro tra il climber ceco e il suo futuro preparatore atletico risale al 2009 in Cina, ai Campionati del Mondo a Xining. In quell’occasione si ritrovarono a gareggiare per il primo gradino del podio.

Adam aveva solo 16 anni. Un ragazzino che nelle qualifiche balza diretto alle finali, in prima posizione, senza alcuna pressione, e poi preso dall’ansia cade all’ultimo passaggio, lasciando campo libero a Patxi. Nella Coppa del Mondo del medesimo anno i due si alternano al primo posto.

Quest’anno Adam vola da solo in Cina, ma lo sguardo del suo coach fisso sullo schermo mentre scorrono le immagini delle finali di Xiamen, è in grado di superare ogni distanza. Patxi è lì con il suo giovane atleta ormai cresciuto, lo segue, lo carica con esclamazioni in inglese e spagnolo e si gode l’incredibile vittoria dal divano di casa.

Un carico di energia per affrontare Tolosa

Xiamen ha rappresentato la penultima tappa della Coppa del Mondo Lead, conclusasi in Giappone, a Inzai, il 27 ottobre scorso. Con la vittoria cinese Adam ha conquistato de facto la sfera di cristallo, tanto da rinunciare a volare in Giappone per gareggiare in una sfida già scritta e iniziare a prepararsi per Tolosa.

La vittoria in Cina ha rappresentato per lui la tappa più importante, non tanto per il trofeo, ma perché lo ha caricato delle giuste energie per convincersi di potercela fare, proprio come dice Patxi. Potercela fare a vincere il pass olimpico per Tokyo 2020 a Tolosa.

“Adam conosce bene i suoi limiti, si potrebbe dire che sia uno stratega”, conferma il suo coach. “Da ragazzino progrediva per stimoli, non sapeva bene neanche come facesse a raggiungere i suoi obiettivi. Non sapeva come controllare il suoi progressi. Io l’ho aiutato in questo. Ora è forte e concentrato”.

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