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Arrampicata

Via “TEN”. Un 9a/9a+ in Appennino a firma di Elias Iagnemma

ten, 9a, elias iagnemmaElias Iagnemma su “TEN” – Foto FB @Elias Iagnemma

Quando si parla di nuove vie di alto grado di difficoltà, la mente corre subito alle pareti alpine. Ma anche l’Appennino nasconde tesori per i climber.

È il caso della via “TEN” (9a/9a+), recentemente liberata in versione integrale da Elias Iagnemma a Vado di Sole (AQ), in Abruzzo. Trattasi dell’area di arrampicata più giovane del Gran Sasso, al limite orientale della piana di Campo Imperatore. Una zona di casa per Elias, che è originario di Barisciano (AQ).

La Via “TEN” ha rappresentato per il giovane abruzzese, vincitore della Coppa Italia Boulder 2018, un progetto di lungo respiro, iniziato due anni e mezzo fa.

“Ho aspettato questa mattina per capire se fosse un sogno o era tutto vero, è realtà”, si legge nel post pubblicato il 1 ottobre 2019 sulla sua pagina Facebook per annunciare il suo successo. Una via, come ha di recente raccontato al quotidiano abruzzese “Virtù Quotidiane”, che gli ha dato del filo da torcere. “Non è stato facile trovare le condizioni giuste. Si può dire che io e la via siamo cresciuti insieme. È stata dura: più io andavo avanti, più lei mi spingeva indietro, fin quando non ci siamo finalmente incontrati”.

Nell’estate del 2018, l’anno della vittoria della Coppa Italia Boulder, Elias era riuscito a salire la via in quella che potremmo definire una sua forma ridotta, 9 metri fino alla catena di gaia, valutando il tiro un 8c+. Era poi andato vicino al concatenamento del primo tiro con il secondo, tentativo abbandonato causa maltempo. La via era dunque rimasta inviolata. Fino a poche settimane fa.

Quest’anno è riuscito nell’intento di raggiungere la seconda catena, liberando così un tiro che a suo avviso può essere considerato sia 9A che 9A+.

Elias, tra palestre e roccia fin da bambino

Un atleta giovane Iagnemma, classe 1995, che ha iniziato ad appassionarsi all’arrampicata a soli 12 anni, grazie allo zio che per primo lo ha avvicinato al mondo delle palestre aquilane. Da quel momento, fatta eccezione per la pausa forzata indotta dal terremoto del 2009, non si è più fermato.

La passione per l’arrampicata sportiva si è affiancata negli anni a quella per la roccia. Sia nel campo boulder che lead. Per citare alcune delle sue imprese, nell’estate successiva alla vittoria della Coppa Italia Boulder 2018 si è cimentato, oltre che nella salita di “TEN”, in quella della celebre via “Amandla”Rocklands, il suo primo 8B+. Nel novembre dello stesso anno ha salito “Kriptos”, il suo primo 8C. Una via a Balshtal, in Svizzera, ripetuta sempre nel 2018 da Kaddi Lehmann che è così diventata la seconda donna a chiudere un 8C boulder.

Due passioni che cerca di coltivare, concentrandosi prima di tutto sulle gare, rimandando la roccia alle ore di libertà dagli allenamenti.

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