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Mar Glaciale Artico. Il resoconto dei primi 15 giorni di traversata di Mike Horn

Mike Horn e Borge Ousland, impegnati in una traversata a piedi del Mar Glaciale Artico, hanno raggiunto, in meno di 15 giorni di cammino sui ghiacci, gli 86° di latitudine Nord.

25 settembre, si parte!

I due esploratori hanno abbandonato la Pangaea, la barca a vela rompighiaccio che li ha condotti fino agli 85° N – latitudine mai raggiunta prima da una nave – il 25 settembre.

Un “pronti al via” annunciato sui social con un messaggio di Horn pieno di aspettative ma anche un pizzico di malinconia, come è tipico di ogni partenza.

“È difficile per me nascondere l’eccitazione di questo giorno special! L’ho sognato per un bel po’. A essere precisi da quando ho terminato la mia traversata antartica attraverso il Polo Sud nel febbraio 2017. I prossimi 3 mesi saranno ricchi di sorprese ma io e Borge ci sentiamo alla grande e non vediamo l’ora di intraprendere questo viaggio […] quindi ciao a tutti e ci si vede dall’altra parte!”

Il riassunto dei primi 15 giorni di traversata

Mike Horn ha descritto le prime due settimane di traversata a piedi dell’Artico come una fase caratterizzata da condizioni non troppo favorevoli. Molto ghiaccio sottile, fratturato, ampie zone di mare aperto. Il tutto ha reso il loro avanzare più lento del previsto ma comunque costante, in direzione del Polo Nord. “Siamo contenti di aver raggiunto gli 86°N in quanto a breve ci troveremo su ghiaccio solido che ci condurrà al Polo. Stiamo mangiando bene, abbiamo la nostra routine e ci prepariamo psicologicamente ad affrontare numerose notti senza luce. Il sole è molto basso e molto presto saremo al buio”.

I due sono al momento a 355 km dal Polo Nord, meta che sperano di raggiungere in meno di 20 giorni. “Tutto dipende dal meteo, dal vento, dalla deriva dei ghiacci e ovviamente dalle condizioni del ghiaccio”.

Ghiaccio fragile e temperature troppo miti

A partire dal primo passo sul ghiaccio artico, Mike ha tenuto aggiornati i follower attraverso i suoi canali social. Per una volta tocca ringraziare la tecnologia che ci consente di viaggiare a simili latitudini.

Nel primo aggiornamento, a 48 ore dalla partenza via terra (27 settembre) è stata evidenziata quella che è risultata essere la più grande problematica del viaggio: le pesanti slitte (oltre 180 chilogrammi ognuna) da trascinare su ghiaccio fine, che non consente di procedere fiduciosi sugli sci.

“Condizioni che ci obbligano a rimanere molto attenti e prendere tempo per evitare di cadere accidentalmente nell’acqua ghiacciata. È già successo, per fortuna solo fino alle ginocchia”.

Temperature in diminuzione, c’è qualche speranza

Due giorni più tardi, il 29 settembre, la situazione non è apparsa migliore. La deriva dei ghiacci verso Sud ha reso complicato l’avanzamento verso il Polo ma, di contro, il progressivo abbassamento delle temperature con conseguente congelamento delle aree di mare aperto ha rappresentato per gli esploratori un buon segnale per i giorni a venire.

In 5 giorni, a causa proprio della deriva dei ghiacci, sono riusciti a percorrere solo 45 chilometri. “È come camminare su un tapis roulant!”, scriveva Horn il 3 ottobre.

6 ottobre, la giornata più bella

Il 6 ottobre finalmente un aggiornamento dai toni positivi. “Oggi è stata la più bella delle giornate finora vissute”, si legge nel post.

Andiamo ad analizzare insieme i motivi:

  • temperature miti – con conseguente condizione pessima dei ghiacci
  • nevicata in corso – con whiteout

Insomma, l’ironia non manca nel team e forse questo è l’elemento più importante per perseverare in una traversata ancora lunga e piena di insidie.

Sulle tracce degli orsi polari

Lunedì 7 ottobre finalmente Mike e Borge hanno intravisto i primi segni di “ghiaccio vecchio”, segnale che il Polo Nord si avvicina e le condizioni per avanzare con gli sci a breve miglioreranno. Ma, d’altro canto, la zona inizia ad apparire popolata di altri abitanti.

Lo denotano le enormi tracce di orso polare in cui si sono imbattuti. “Sono tra le tracce più grandi che io abbia mai visto…un vecchio maschio, che cammina a zig zag, suggerendo che stia cercando del cibo ma non ha trovato ancora nulla”. Tracce che Mike sa analizzare bene e che, come sottolinea “fanno pensare a un esemplare molto magro e potenzialmente denutrito“. Un problema non indifferente per i due, che dovranno dormire “con occhi e orecchie ben aperti”.

Nei prossimi giorni è previsto il raggiungimento degli 87° di latitudine Nord. Stay tuned!

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