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Ambiente

Ghiacciaio Planpincieux. Una porzione del blocco frontale accelera a 60 cm al giorno

Nonostante le rassicurazioni degli scorsi giorni del Sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, il ghiacciaio Planpincieux continua a incutere timore.

L’installazione di un radar per il monitoraggio h24 dello spostamento della massa a rischio collasso, avevo confermato nei primi giorni di analisi una velocità media di slittamento di circa 40 cm al giorno.

Ma accanto al blocco principale, nelle ultime 24 ore è stato notato un piccolo blocco frontale che si muove a 60 cm al giorno. Una massa pari a 27 mila metri cubi, ovvero oltre il 10% del totale, che potrebbe facilmente andare incontro a un distacco nei prossimi giorni.

Di fronte alla situazione delicata anche il premier Giuseppe Conte ha annunciato un sopralluogo per verificare di persona le condizioni del ghiacciaio.

Il blocco può cadere ma è tutto sotto controllo

Come spiegato al Fatto Quotidiano da Fabrizio Troilo, glaciologo della Fondazione Montagna sicura, ente che collabora con la Regione Valle d’Aosta nel monitoraggio dei ghiacciai sul versante italiano, la parte frontale sta accelerando il suo movimento ma ciò “non cambia lo scenario dell’allerta riguardante il blocco di ghiaccio più consistente che continua a muoversi a velocità costante”.

La situazione resta dunque sotto controllo.

“Dall’esperienza di monitoraggio – ha aggiunto Troilo – un settore con quella velocità e con quei volumi probabilmente cadrà nei prossimi giorni o settimane, ma sarà un evento limitato, che si arresta nel conoide immediatamente sotto il ghiacciaio e non avrà influenza sulle strade sottostanti”.

Peraltro l’eventuale caduta di questo piccolo blocco non andrebbe a incidere se non marginalmente sul problema più ampio del “carico dei 250mila metri cubi che continuano a scendere a velocità costante”.

Nessun allarme per Courmayeur

Lo scenario peggiore di crollo del ghiacciaio Planpincieux, ipotizzato dai tecnici della Fondazione Montagna sicura, è quello di un interessamento al massimo di una porzione di strada comunale, nella Val Ferret. Esattamente i 700 metri attualmente chiusi mediante ordinanza comunale. Tale precisazione è stata divulgata alla cittadinanza tramite una nota del Comune di Courmayeur negli scorsi giorni, in cui si denunciano le “allarmanti notizie, molte false, che stanno circolando”. “La restante parte del territorio della Val Ferret – ha aggiunto l’amministrazione – non è coinvolta e anche nella vallata le attività ricettive sono aperte”. 

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