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Cronaca

Ultime dell’orso M49, tra danni al bestiame e silenzi

L’odissea di M49 continua. L’orso considerato pericoloso dalla Provincia di Trento è ricomparso il 15 agosto al confine tra l’Alto Adige e il Trentino. Poi è stato segnalato più volte, da videotrappole piazzate nei boschi e da un escursionista che se lo è trovato davanti. 

Studiando i suoi spostamenti su una mappa, l’impressione è che l’animale stia cercando di tornare a “casa”, in Val Rendena, ai piedi delle Dolomiti di Brenta, dov’è nato e dove ha vissuto fino a luglio. Ma il suo non sarà un viaggio facile. Tra M49 e la Val Rendena c’è la valle dell’Adige, dove il fiume, la ferrovia, l’autostrada e i paesi creano una barriera difficile da superare. 

L’orso che conosciamo con la sigla M49, uno dei 60 plantigradi che vivono sui monti del Trentino, si è segnalato nel 2017 per la sua capacità di fare danni ad allevamenti, caseifici e alveari. Quest’anno Maurizio Fugatti, presidente da qualche mese della Provincia di Trento ed esponente della Lega, ha emesso un’ordinanza di cattura che è stata contestata dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. 

Nella notte tra il 13 e il 14 luglio l’orso è stato catturato con una trappola in Val Rendena. Trasferito nei recinti del Castellèr, a qualche chilometro da Trento, è evaso nella notte successiva sfondando una prima recinzione e superando con un balzo una barriera elettrificata alta più di due metri. Da allora, per tre settimane, M49 ha vissuto senza causare problemi nei boschi della Marzola, alle porte del capoluogo. I forestali del Trentino lo hanno tenuto d’occhio a distanza, ma non hanno tentato di catturarlo. Poi l’orso si è rimesso in moto. 

Dopo essere stato segnalato presso Giovo, a nord di Trento, ha traversato più volte il confine tra le due Province autonome tra la Val di Fiemme e il Passo di Lavazè. E’ stato avvistato nel canyon del Bletterbach, in Alto Adige, poi ha abbattuto un vitello nei pressi di Malga Ora. Nella notte tra il 18 e il 19 agosto, i forestali del Trentino lo hanno allontanato da un allevamento sparando dei protettili di gomma. Il 22 l’orso si è rifatto vivo, saccheggiando un alveare in territorio di Varena, in Val di Fiemme. Il 25 ha ucciso un puledro presso il Passo Oclini, in territorio altoatesino. 

Il 20, dopo che l’animale era stato segnalato per la prima volta in Alto Adige, anche la Provincia di Bolzano ha emesso un’ordinanza che prevede la cattura di M49. Arnold Schuler, assessore provinciale all’Agricoltura e Foreste, ha spiegato che “l’ordinanza si basa sul PACOBACE, il protocollo per la gestione dell’orso sulle Alpi. Se l’orso diventerà pericoloso per l’uomo, è previsto il suo abbattimento”. 

Nei giorni seguenti, come aveva già fatto con il Trentino e con Maurizio Fugatti, il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha invitato la Provincia di Bolzano, e il suo presidente Arno Kompatscher a non uccidere M49. L’Ente Nazionale Protezione Animali ha minacciato denunce in caso di “catture pretestuose o di uso dei fucili. “Sta solo vivendo la sua vita, lasciamolo libero” ha aggiunto Isabella Pratesi del WWF.

Nei giorni scorsi, le Province di Trento e Bolzano hanno avviato una collaborazione, e si sono impegnate a “comunicare in tempo reale le informazioni sull’orso alle amministrazioni comunali e alla stampa”. Finora, però, le uniche notizie arrivano da Paolo Scarian e Cristina Canal, due appassionati di Panchià in Val di Fiemme che seguono da anni il ritorno dei grandi carnivori sulle Dolomiti. Il gruppo Facebook “Fiemme e Fassa: il ritorno del lupo”, da loro coordinato, è la fonte migliore per trovare notizie e immagini.  Nei giorni scorsi, più volte, abbiamo visitato per primi i luoghi dov’era stato segnalato l’orso, e indicato ai forestali i suoi escrementi e le sue impronte” spiega Paolo Scarian. “Non sono nemmeno sicuro che si tratti di M49, nella zona in passato era stata segnalata un’orsa. Aspettiamo l’analisi del DNA da parte della Forestale provinciale”. 

L’orso, intanto, sembra essersi stabilizzato tra il Passo di Lavazè, il Passo degli Oclini e il Bletterbach. La zona è vasta, le possibili fonti di cibo sono molte, i forestali delle due Province autonome sembrano in attesa. Ma di cosa? 

Finora, a quel che ci risulta, i recinti trentini del Castellèr non sono stati potenziati per impedire una nuova fuga di M49. Se non si pensa di catturarlo di nuovo, però, l’unica ipotesi resta l’abbattimento. Forse (ma saremmo felici di sbagliarci) si attende la fine della stagione turistica estiva, e quindi del rischio di un boicottaggio del turismo in Trentino. Oppure, a Trento e a Bolzano, si attende la fine della crisi di governo. Con un Ministro per l’Ambiente diverso da Sergio Costa, togliere di mezzo l’orso in fuga sarebbe un po’ più semplice.     

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8 Comments

  1. Ma le considerazioni nell’articol: “saremmo felici di sbagliarci” non sono di un unico giornalista e il riferimento al Ministro è politica?
    Sarebbe buona cosa che una rivista di montagna rimanga in temi montani, apolitici.
    Se ho male interpretato il contenuto dell’articolo o qualche passaggio, mi scuso in anticipo.

    1. Scuse accettate, almeno da me. In ogni caso, a mio parere, le questioni che attengono alla convivenza tra Uomo e Natura, e quindi anche la vicenda di M49 (al quale auguro lunga vita) sono altamente politiche. Sarebbe opportuno (o meglio urgente) che diventassero centrali nel discorso politico nazionale e internazionale.

  2. Sono d’accordo Bruno. Il problema è che la lobby della caccia e dei “fucili facili” è troppo potente in Italia. E storicamente va molto d’accordo con la Lega. Per fortuna, forse, per un po’ la Lega non dovrebbe più fare danni.

      1. Fare peggio della Lega penso che sia dura. Sia in ambito di tutela dell’ambiente e della flora e fauna, sia nel resto.

  3. Torno da un viaggio in agosto in Estonia, dove ho avuto la fortuna di partecipare all’osservazione (da un capanno) di un orso in natura.
    Ho pagato (e non poco), cosa che dimostra che un certo tipo di turismo esiste ed è redditizio.
    E anche non Estonia … basta chiedere al Parco Naz. d’Abruzzo.

    Comunque per quello che mi riguarda, ho scelto in maniera consapevole di non fare turismo nei territori dell’alto adige o trentino.

  4. La zona nella quale circola adesso l’orso non è tra le migliori per una tranquilla convivenza, perché non lo “catturano” e non lo portano in una zona dove possa starsene felice e tranquillo senza rappresentare un pericolo o comunque un problema per allevatori o turisti? Una zona un po’ meno antropizzata, tipo il Lagorai…..non so, è una mia idea per risolvere la questione orso….

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