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Guide, Sicurezza in montagna

Un decalogo per praticare con prudenza l’alpinismo estivo

Chi pratica alpinismo nella stagione estiva non deve abbassare la guardia rispetto ai mesi invernali. Questo il monito delle Guide alpine della Regione Lombardia che, di fronte ai numerosi incidenti delle ultime settimane sulle vette alpine, hanno deciso di stilare un decalogo dell’alpinista estivo. Nei mesi più caldi dell’anno le alte quote non sono infatti esenti da rischi. Pertanto chi voglia cimentarsi in qualche salita deve essere ben cosciente delle proprie abilità.

I rischi dell’alpinismo

L’alpinismo è una disciplina sportiva che necessita di due elementi essenziali: una idonea preparazione fisica di base e la capacità di muoversi all’aria aperta. Questo secondo punto è spesso sottovalutato. Per chi pratica attività outdoor è infatti necessario imparare a rapportarsi con differenti tipi di terreni e ostacoli. Dagli itinerari più semplici a quelli più complessi per lunghezza e difficoltà, è essenziale saper interpretare correttamente l’ambiente. Accanto al buon senso e all’esperienza ciò che si rende necessario è l’insegnamento da parte di professionisti, quali le Guide Alpine. Per chi voglia avvicinarsi alle attività alpinistiche è bene mettere in conto corsi di avviamento e perfezionamento.

Il ruolo delle Guide alpine

Le Guide alpine sono gli unici professionisti dotati di competenze tali da poter accompagnare e insegnare ai clienti come svolgere correttamente l’attività alpinistica. Dopo aver seguito un primo corso di avviamento, l’esperienza diventa la maestra più importante. L’alpinismo è da considerarsi, come ogni altro sport, una disciplina da perfezionare nel corso del tempo mediante l’esercizio della medesima.

I 10 consigli delle Guide Alpine della Lombardia

Il decalogo che segue comprende consigli destinati a chi sia già avviato all’alpinismo. Piccoli accorgimenti da tenere a mente prima di partire alla volta della prossima montagna da scalare, per praticare l’alpinismo in modo prudente e responsabile:

  1. Decidete i vostri obiettivi dopo un’attenta valutazione delle vostre condizioni psico-fisiche, delle vostre capacità ed esperienza e di quelle dei componenti del gruppo con cui si organizza l’escursione.
  2. Preparate in maniera accurata la vostra escursione valutando, le previsioni meteo, la topografia del luogo, i punti di appoggio (rifugi e bivacchi), la lunghezza, il dislivello, la difficoltà tecnica, i tempi di percorrenza.
  3. Prendete informazioni, dai numerosi siti che descrivono gli itinerari, dai bollettini nivo-meteorologici, dagli uffici delle guide Alpine locali, dagli Uffici turistici, dai gestori dei rifugi e consultate le carte topografiche del luogo.
  4. Valutate attentamente le condizioni dei terreni che avete in programma di percorrere, tenendo presente le condizioni del clima e gli effetti che questo produce soprattutto sui ghiacciai e sulla solidità e stabilità delle pareti rocciose, di misto e di ghiaccio.
  5. Siate a conoscenza e padroni delle tecniche di utilizzo dell’attrezzatura che usate come corda piccozza e ramponi e delle manovre più frequenti come, approntare le soste, le procedure di assicurazione, le calate, la progressione a corda corta e le manovre di autosoccorso base.
  6. Dotatevi dell’abbigliamento e delle calzature appropriate al tipo di gita che volete affrontare tenendo in seria considerazione che le condizioni della montagna possono variare drasticamente in maniera repentina.
  7. Utilizzate l’attrezzatura tecnica necessaria allo svolgimento della gita senza dimenticare un kit di emergenza (telo termico, pronto soccorso).
  8. Ricordatevi di alimentarvi con cibi leggeri ed energetici e idratatevi con bevande arricchite di sali minerali.
  9. Prenotate con buon anticipo i rifugi e mantenete un comportamento appropriato e rispettoso durante la vostra permanenza. Informatevi sulle condizioni dei bivacchi di alta quota. Portate a casa i vostri rifiuti.
  10. Siate informati sulla copertura telefonica dei luoghi che si frequentano, potreste avere la necessità urgente di allertare il soccorso organizzato (112).

 

 

 

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3 Comments

  1. Avete dimenticato gli istruttori CAI, che come volontari operano , attraverso i corsi, in montagna a 360 gradi

  2. No, Paolo. “Le guide alpine sono gli unici professionisti ecc. ecc.”
    Tutti gli altri fanno le stesse cose gratis, idealisti che rovinano il mercato…

    1. L’importante però è che le Guide non facciano in modo di rendere obbligatorio la loro presenza ogni qual volta vuoi fare qualcosa in ambiente… vedi l’obbligatorietà di avere la presenza di una guida per una passeggiata sullo stromboli…..
      Sarebbe la fine della libertà e della montagna.

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