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La mia scelta, l’umile storia di Krzysztof Wielicki

Krzysztof al campo base dopo aver raggiunto la vetta del K2 in inverno. Foto K. WielickiKrzysztof al campo base dopo aver raggiunto la vetta dell’Everest in inverno. Foto archivio K. Wielicki

Umile come pochi altri alpinisti, non poteva essere altrimenti. Krzysztof Wielicki è così, non si è mai raccontato con superbia o con egocentrismo. Preferisce parlare di altro tralasciando la sua storia, i momenti di grande alpinismo vissuti. Guai a dirgli “sei una leggenda vivente”, anche se è la verità. Nella sua carriera ha collezionato i quattordici Ottomila, tre raggiunti in prima invernale e, tra questi, uno, il Lhotse, in solitaria. La sua storia è strepitosa, è quasi il racconto di un sopravvissuto a un alpinismo che non ha nulla a che vedere con quello di oggi.

La copertina del libro

Lo racconta bene Krzysztof ne “La mia scelta” (HOEPLI, 2019), il libro che ripercorre la sua vita, dall’infanzia alla maturità, dalle innocenti scalate in falesia alla prima invernale dell’Everest nel 1980. Cercavano un modo per lasciare il loro nome nella storia dell’alpinismo i polacchi e ci sono riusciti scegliendo di sfidare i colossi del Pianeta nel corso della stagione più fredda. Durante quella che Marco Albino Ferrari chiama, nella prefazione del libro, “la brutta stagione”. Wielicki è stato testimone di tutto questo, l’ha vissuto da protagonista anche se non credeva che avrebbe avuto un ruolo così importante fin dall’inizio: sull’Everest era il più giovane.

La sua vita è stata “fortunata”, si potrebbe dire leggendo le prime pagine del libro. Mentre i suoi compagni erano impegnati nei lavori della campagna un giovane Krzysztof, figlio del preside della scuola, viveva una vita agiata, per quanto questa definizione si possa applicare alla vita di là della cortina di ferro.

“Noi alpinisti ci siamo divertiti, lavoravamo quattro mesi e gli altri li passavamo in montagna” racconta lo scalatore. Lo spiega tra le pagine del testo cosa significava per gli alpinisti polacchi organizzare una spedizione himalayana. Quello che però colpisce maggiormente, soprattutto i giovani d’oggi abituati a poter viaggiare nel mondo senza troppe complicazioni burocratiche, è l’incredibile senso di libertà che Krzysztof ha potuto provare grazie all’alpinismo. Non è solo la montagna e la possibilità di vivere questo ambiente eccezionale, ma la libertà di andare, di uscire dai confini, di conoscere il mondo. Un’opportunità che nella Polonia degli anni Ottanta era oro colato: solo pochi potevano avere il passaporto e gli alpinisti più bravi erano tra questi.

Un libro da leggere per conoscere la storia di un uomo straordinario, ma umile. Da rileggere per comprendere la vita di un popolo che ha saputo farsi grande con le proprie forze.

 

Titolo: La mia scelta

Autore: Krzysztof Wielicki

Traduzione e adattamento: Luca Calvi

Editore: HOEPLI

Prezzo: 24,9 €  

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