• Il primo sito italiano sul mondo della montagna e dell'alpinismo
News

900 cartoline contro i cambiamenti climatici inviate dai giovani ai leader mondiali dall’ufficio postale più alto d’Europa

ghiacciaio Aletsch, Jungfraujoch , svizzera, climate change, cambiamento climatico, giovani, protesta, postcardI giovani Sarangan Sivarajalingam e Selma Schellenberg mostrano una copia gigante delle cartoline inviate ai leader mondiali – Foto FB @Daniel Maselli

Lo scorso novembre una gigantesca cartolina di 2.500 metri quadri, realizzata a partire da 125.000 messaggi di bambini e giovani provenienti da 35 Paesi era apparsa sul ghiacciaio dell’Aletsch in Svizzera, a oltre 3400 metri di quota.

Una iniziativa coordinata dalla Direzione per lo sviluppo e la cooperazione svizzera (SDC) e dalla Fondazione WAVE (World Advanced Vehicle Expedition) per far sentire la voce di protesta dei più giovani contro i cambiamenti climatici che, senza freni, non garantiranno alle generazioni future di godere dei meravigliosi ecosistemi che caratterizzano il nostro Pianeta.

Il 20 marzo i giovani si sono nuovamente mobilitati alle alte quote svizzere, questa volta inviando circa 900 cartoline a capi di governo, leader aziendali e presidenti di organizzazioni internazionali in 11 paesi, al fine di sollecitare politiche immediate e azioni contro il cambiamento climatico.

Tra i destinatari più importanti il segretario generale delle Nazioni Unite, il cancelliere tedesco e il primo ministro britannico.

L’invio è stato effettuato da un ufficio postale speciale, il più alto d’Europa, sito sul passo dello Jungfraujoch (3.454 m), fra le montagne Mönch e Jungfrau nelle Alpi bernesi.

Grandi copie di alcune cartoline sono inoltre state portate nuovamente sul ghiacciaio dell’Aletsch, che ricordiamo essere uno dei più grandi ghiacciai delle Alpi, in evidente stato di sofferenza, con un arretramento annuo di 12 metri. I glaciologi dell’Università di Zurigo hanno dichiarato che i 23 chilometri di questa distesa di ghiaccio hanno subito una recessione di 3 chilometri dal 1870 e secondo le previsioni, considerando gli attuali tassi di scioglimento, potrebbe scomparire totalmente entro la fine del secolo.

 

Articolo precedenteArticolo successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.