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Truffe sui salvataggi aerei in Nepal. Un nuovo ultimatum da parte delle compagnie assicurative internazionali

truffe, salvataggi, Nepal, Maurizio Folini, Traveller Assist, assicurazioni, frodeUn elicottero nei pressi del campo base dell’Everest – Foto FB @Kim Bannister

Alpinisti, trekkers e turisti che visiteranno il Nepal a partire dal prossimo mese potrebbero non ricevere più copertura assicurativa. È quanto si evince dall’ultimatum lanciato al governo di Kathmandu da parte della compagnia irlandese Traveller Assist, che rappresenta diverse compagnie assicurative di viaggio internazionali.

Una lettera aperta in cui viene chiaramente dichiarata l’intenzione di sospendere l’erogazione di coperture assicurative a partire dal 15 febbraio qualora il governo non si impegni con un’azione legale immediata contro le compagnie di trekking e gli ospedali coinvolti nello scandalo delle frodi sui voli di salvataggio.

Alle accuse mosse dalla Traveller Assist il governo ha risposto dichiarandosi attivamente impegnato nel reprimere le frodi assicurative, avendo già disposto lo scorso settembre nuove regole e creato anche una commissione per porre fine agli atti illegali.

A seguito di tali disposizioni, il numero dei salvataggi con elicottero, in particolare quelli non necessari, ha iniziato già a calare” – ha dichiarato il ministro del turismo Rabindra Adhikari – “Ecco perché siamo preoccupati per le continue fughe di notizie sulla stampa internazionale e per il tono minaccioso di questa lettera”.

Il governo ha annunciato inoltre di non voler scendere a compromessi con i truffatori e allo stesso tempo di voler aprire una indagine contro Traveller Assist per l’ultimatum diffamatorio. Il ministro Adhikari ha poi presentato a supporto delle sue dichiarazioni delle statistiche che dimostrano che il numero dei voli di salvataggio è passato dai 1.532 della primavera 2018 a 186 dell’autunno. Cifre che l’agenzia irlandese non ha esitato a confutare via twitter, affermando che siano stati oltre 1600 i voli registrati nella stagione autunnale, di cui 94 coordinati dalla stessa Traveller Assist, che denuncia anche la presenza di numerosi ministri che pare si siano accusati a vicenda di esser scesi a patti con i truffatori.

Di certo una situazione delicata. Accuse che per il governo arrivano in un momento inopportuno, visto il recente lancio della vasta campagna pubblicitaria per viaggi di vacanza in Nepal “Visit Nepal 2020”.

La compagnia assicurativa irlandese ha dichiarato che il 35% dei voli di salvataggio tra gennaio e agosto 2018 siano risultati fraudolenti e abbiano comportato una perdita per le agenzie assicurative pari a circa quattro milioni di dollari. La percentuale “di inganno” è sicuramente scesa in autunno, attestandosi su un 15% ma non bisogna assolutamente andarne fieri. Questa l’opinione del managing director Jonathan Bancroft, autore della lettera aperta inviata al governo.

L’inchiesta lanciata dal governo lo scorso giugno, dopo aver notato un fatturato decisamente anomalo da parte degli assicuratori pari a più di 6,5 milioni di dollari, legato a 1.300 soccorsi in elicottero effettuato nei primi cinque mesi del 2018, aveva portato alla identificazione di 15 aziende – tra cui società di elicotteri, agenzie di trekking e ospedali – legate al racket redditizio. Ma nessuna azione legale è stata intrapresa nei confronti dei presunti colpevoli.

Un meccanismo quello delle truffe sugli elisoccorsi che avevamo approfondito lo scorso agosto col supporto del pilota italiano in Nepal Maurizio Folini. Guide e portatori di agenzie disoneste, spesso abusive, convincono quanti più turisti possibile a farsi trasportare a valle in elicottero, in presenza di problemi di salute di fatto inesistenti o di scarsa preoccupazione, così da poter intascare in maniera illecita i rimborsi per le operazioni di salvataggio previsti dalla copertura assicurativa. La truffa dell’elicottero è diventata una tale fonte redditizia di denaro che alcuni tour operator hanno iniziato a offrire pacchetti viaggio economici, sapendo di poter poi guadagnare con l’evacuazione dei turisti.

Il primo ultimatum da parte di numerose compagnie internazionali, in particolare inglesi, australiane e neozelandesi, aveva previsto il 1 settembre 2018 come data per lo stop dell’erogazione delle coperture, con una richiesta anche in quel caso di intervento rapido del governo nell’istituire un sistema di controllo affidabile per stabilire la necessità o meno dei salvataggi, un organo apposito atto a valutare le singole situazioni di emergenza. Una soluzione, a detta di Folini, non praticabile a causa della grande diffusione di questa pratica illecita, portata avanti anche da agenzie abusive, dunque impossibile da controllare in maniera capillare.

Le compagnie assicurative rappresentate da Traveller Assistant hanno finora rilasciato circa 100.000 polizze di viaggio per il Nepal ogni anno. L’anno scorso hanno accompagnato nel paese asiatico più di un milione di turisti.

Il  loro ritiro massivo causerebbe seri problemi al settore turistico del Nepal, che rappresenta una delle maggiori fonti di sostentamento dell’economia della nazione.

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