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Dopo 30 anni il Pumori restituisce i corpi di due alpinisti

Pumori, Himalaya, ritrovamento, Islanda, spedizioneKristinn Runarsson e Thorsteinn Gudjonsson in Nepal

Dopo 30 anni i corpi di due alpinisti islandesi, Kristinn Runarsson e Thorsteinn Gudjonsson, sono stati ritrovati da un alpinista americano alla base di un ghiacciaio lungo le pendici della vetta himalayana del Pumori (7161 m), al confine tra Nepale e Tibet. La notizia è stata divulgata dal terzo componente della spedizione sul Pumori dell’ottobre 1988, l’ufficiale della  Chiesa scozzese Steve Aisthorpe

Il ritrovamento dei resti di Thorsteinn and Kristinn dopo così tanti anni ha inevitabilmente portato a galla tante emozioni in tutti coloro che hanno conosciuto e amato questi fantastici ragazzi” – ha dichiarato Aisthorpe, spiegando poi nel dettaglio come i corpi dei due alpinisti siano stati portati verso valle dal movimento del ghiacciaio in fase di arretramento. I resti sono stati cremati a Kathmandu e poi riportati in Islanda.

Aisthorpe, che all’epoca era un missionario, era stato costretto ad abbandonare il suo tentativo di vetta a causa di una caduta ma aveva incoraggiato i due amici a proseguire senza di lui. Nel corso della discesa era stato assalito da uno strano presentimento, decidendo così di tornare verso di loro. “Ho sperato con tutto me stesso che Kristinn and Thorsteinn fossero scesi sani e salvi da lassù e che stessero dormendo nei loro sacchi a pelo nella minuscola tenda da campo rossa” – racconta – “Una volta giunto in un punto da cui mi fosse possibile vedere il loro campo ho iniziato a urlare al massimo della mia voce. Le mie chiamate risuonavano con un forte eco tra le rocce e il ghiaccio per poi sparire. Ma il silenzio era palpabile”.

La posizione delle corde doppie suggerivano che i due avessero raggiunto la vetta o che comunque fossero giunti nelle vicinanze. La macchina fotografica ritrovata nella tasca di uno dei due dispersi è stata ora inviata ad esperti perché possano analizzare il contenuto ed eventualmente fornire informazioni sulla loro morte.

All’epoca della scomparsa la fidanzata di Runarsson era incinta. “Cinque mesi dopo che fu dichiarato il suo decesso, Kristinn è praticamente tornado tra noi. Suo figlio è la sua copia.” – ricorda emozionato suo padre, aggiungendo un particolare sulla vicenda – “Kristinn e Thornsteinn avevano detto agli amici che se fosse successo qualcosa, la montagna li avrebbe dovuti tenere con sé. Non volevano mettere a rischio altre persone per salvarli”.

 

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1 Comment

  1. Non mi sembra che sia stata rispettata l’ultima aspettativa, ma una volta rinvenuti i poveri resti le leggi o le richiste dei parenti seguono il loro corso.

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