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Interventi in Val Venosta, le valanghe di gennaio hanno lasciato segni evidenti

Le numerose valanghe di inizio anno in Alto Adige hanno causato danni rilevanti al territorio, rendendo necessari diversi interventi in vista dell’apertura della stagione turistica primaverile.

Gennaio è stato un mese molto impegnativo per l’alta Val Venosta. L’elevato rischio valanghe, rimasto al livello massimo per un prolungato periodo di tempo, ha visto delinearsi alcuni preoccupanti scenari.

Tra le diverse slavine che hanno colpito in quel periodo la zona, una località che ha accusato particolarmente il colpo è stata Vallelunga. A subire danni sono stati diversi edifici, tra cui anche una struttura scolastica e un albergo, situazione che ha reso necessaria l’evacuazione di una parte della popolazione.

Nelle ultime settimane, il clima più mite ha cominciato ad attirare i primi turisti della stagione. La situazione rischio valanghe rimane comunque delicata: gli indicatori lasciano intendere che la fase critica potrebbe non essere ancora superata.

Questo periodo di pericolo protrattosi per diversi mesi, non ha tuttavia solamente arrecato danni alle strutture e portato disagio agli abitanti del luogo, l’ambiente è stato probabilmente la vittima più colpita dalle valanghe. Il presidente della Giunta Provinciale Arno Kompatscher ha fatto il punto della situazione durante la conferenza stampa di martedì: una panoramica completa dei danni e dei lavori necessari è già in corso e gli interventi cominceranno a breve.

Lavori in corso nelle zone boschive: le operazioni saranno lunghe e costose, © Alto Adige Innovazione

Kompatscher ha tenuto a sottolineare l’importanza della collaborazione fra le diverse strutture coinvolte per raggiungere la buona riuscita delle operazioni. È stato richiesto un coinvolgimento diretto dell’Agenzia per la protezione civile, della Ripartizione foreste, della Ripartizione agricoltura e dei singoli Comuni.

La prima avrà il compito di ripulire i letti dei corsi d’acqua e di migliorare o rinnovare le misure precauzionali, mentre alle ripartizioni è stato chiesto di occuparsi delle superfici private ad uso agricolo e delle foreste. Tutti i detriti portati a valle dalle slavine e dagli smottamenti, oltre ad aver causato ingenti danni al territorio, costituiscono tutt’ora un intralcio per la viabilità, nonché un pericolo per i turisti.

Per le operazioni, alla Protezione Civile è stato fatto uno stanziamento iniziale di oltre 800.000 euro, al fine di costruire una barriera per contenere il più possibile gli smottamenti, al quale seguiranno altri finanziamenti per ulteriori opere di sicurezza. 

Ai comuni è stato infine imposto di occuparsi delle misure di protezione civile per la garanzia della sicurezza pubblica.

Gli interventi già in corso tra le zone di Vallelunga, Resia e Klopair, hanno già comportato una spesa per oltre 100.000 euro destinata allo sgombero di materiali, alla pulizia e al ripristino di oltre 2.500 metri di barriere e staccionate di legno. Per incentivare la partecipazione alle operazioni, ai privati è stata concessa anche la possibilità di accedere a contributi sino al 70% dei costi sostenuti per i lavori ancora da realizzare.

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