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LOWA: da 95 anni la filosofia è la qualità

Gian Luca Farinazzo, product manager LOWA

Sono tante le aziende specializzate nel mondo outdoor che quest’anno festeggiano il loro anniversario. Tra di loro anche la tedesca LOWA che oggi festeggia 95 anni di scarpe resistenti, robuste e risuolabili, come quelle di un tempo, come quelle che produceva già nel 1923 ci racconta Gian Luca Farinazzo, product manager LOWA.

Siamo nati nel 1923. Era un’azienda che produceva per i lavoratori locali, per i contadini o i minatori. Gente che aveva bisogno di scarpe grosse e resistenti che poi venivano risuolate perché non c’era la disponibilità economica che c’è oggi. Verso gli anni ’30 l’azienda si è poi evoluta, iniziando a produrre scarponi da montagna e da sci. La vera svolta è però arrivata agli inizi degli anni ’90, in concomitanza con una grossa crisi che ha portato Tecnica Group a rilevare l’azienda. Tecnica aveva un notevole potere finanziario che ha permesso di accrescere la produzione dalle centomila paia di scarpa l’anno alle oltre due milioni di oggi. Dall’inizio degli anni ‘90 LOWA cambia completamente sia nel management che nella visione del marchio. Non cambia però la filosofia dell’azienda verso la qualità, verso la capacità di soddisfare un pubblico grazie alla sua calzata. Qualità, confort e soddisfazione del pubblico sono la base del nostro DNA.

Cos’è LOWA oggi?

Un’azienda che nell’ultimo anno ha avuto un aumento del fatturato del 14, 15 percento. Un’azienda che ha saputo lavorare bene. Un’impresa che ha tutta una serie di certificazioni che permettono di percepire i prodotti di qualità, come veramente di qualità.

Quali sono le caratteristiche vincenti della vostra azienda?

In primis la scelta di produrre al cento per cento in Europa. Una decisione dovuta principalmente al più semplice controllo qualità dei prodotti. È più facile essere in sintonia quando si parla la stessa lingua, quando si rispettano le stesse leggi sia per quanto riguarda i dipendenti che il consumatore finale. Produrre tutto qui consente un miglior controllo della filiera produttiva, ma non significa che negli altri Paesi non sappiano produrre anzi, molti ormai hanno delocalizzato in Asia. Molti prodotti sono stati sviluppati in Asia rendendo spesso complicata la produzione in Europa.

Ci parli delle vostre materie prime?

Sono materiali di ottima qualità. Per spiegare cosa vuol dire faccio sempre l’esempio del cuoco. Uno chef con materie prime scarse difficilmente farà un ottimo piatto mentre uno con ottime materie prime farà probabilmente un ottimo piatto. Le materie prime incidono quindi molto sulla qualità del prodotto finito. I pellami, le imbottiture, le fodere, i lacci, le suole son tutte prodotte in Europa da aziende che hanno un lungo rapporto di partnership con l’azienda. Sono realtà interessante a produrre con il massimo della qualità, una qualità è certificata.

Quanto lavoro c’è dietro ad un prodotto LOWA?

Tantissimo perché il prodotto parte sempre da delle idee. Si inizia con uno scambio di opinioni. Si cerca di mettere insieme quel che vuole il mercato con le esigenze tecniche e i pareri dei nostri ambassadors. Si raccolgono informazioni che poi vengono tradotte in idee di prodotto. Si inizia l’elaborazione di un design e poi, attraverso vari step intermedi si arriverà alla determinazione del prototipo finale che condurrà alla creazione del prodotto commerciabile.

I prodotti molto tecnici richiedono mediamente più di un anno, quasi due anni per arrivare alla definizione finale. Prodotti che invece hanno meno difficoltà tecniche, che presentano meno sfide, richiedono tempi più rapidi e si realizzano nel giro di un anno. La forza del marchio LOWA sta anche nel fatto che ha un procedimento di lavoro che trasmette molta fiducia. Noi non siamo quelli che cambiano collezione ogni anno, che buttano via i prodotti senza che questi siano arrivati al consumatore, senza che abbiano avuto l’opportunità di conoscere il prodotto. Noi abbiamo in collezione modelli che hanno anche più di vent’anni. Magari dopo 7 o 8 anni hanno bisogno di un restyling, ma il nucleo rimane sempre quello e siamo soddisfatti di portarli avanti così.

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