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La Svizzera sfrutterebbe “meglio” le Dolomiti?

Fonte:trentinocorrierealpi.gelocal.it

In occasione del suo ultimo convegno l’Unione per il Trentino ha invitato come esperto di internazionalizzazione il professor Pietro Beritelli, docente di management per il turismo all’Università San Gallo in Svizzera, che aveva sottolineato a Trento un paio di anni fa che “insistere troppo sulla neve e lo sci non fa bene al turismo montano estivo”. Fin qui nulla di strano.

Questa volta però l’esperto elvetico ha dichiarato: “Dolomiti, una bellezza unica al mondo, il vero punto di forza del vostro territorio: noi in Svizzera le avremmo sfruttate in modo molto più sfacciato, ad esempio con più mezzi per arrivare in vetta, funivie, ascensori, perché ai turisti internazionali piace così”. Il creatore del portale turistico “Heidiland” ha poi continuato spiegando che è necessario dare al turista quello che desidera.

Ad ascoltare queste parole anche Marcella Morandini, presidente della Fondazione Dolomiti Unesco, che aveva appena finito di spiegare i motivi di una gestione rispettosa dell’ambiente e delle Dolomiti. Tutto queste mentre in Val di Fassa si discute sull’eventuale costruzione di un impianto a fune sul versante trentino per raggiungere la vetta della Marmolada, fortemente voluto dal Comune di Canazei. Beritelli sostiene che per avere, per esempio, turisti indiani è necessario portarli in cima alla montagna comodamente e magari fargli trovare addirittura un paio di ristoranti che offrano cibi indiani. Quella che sembrerebbe una provocazione, non lo è poi tanto se pensiamo che il professore ha citato anche la funivia che da Engelberg sale fino ai 3.239 metri del Monte Titlis e che ruota su se stessa mentre si ascoltano jodel tedeschi; idea molto apprezzata da giapponesi e cinesi per esempio. E ha continuato: “A Zell am See (in Austria) sono arrivati gli arabi. Una minoranza appartenente al 2 per cento di questo popolo che si può permettere di viaggiare, ma che può spendere anche moltissimi soldi”, aggiungendo anche che “la comunità ha subito una trasformazione: in giro si vedono super car sportive e donne vestite con il burka. Non a tutti piace, come anche in altre località svizzere fanno discutere i cinesi che alloggiano negli hotel di livello medio basso e poi si precipitano in massa a fare shopping nelle gioiellerie”. 

Obiettivo del convegno dell’UPT era quello di internazionalizzare il turismo per superare la crisi e allungare le stagioni.

 

Fonte: Corriere delle Alpi – Trentino

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4 Comments

  1. Basta intendersi sul significato da dare all’avverbio “meglio”… personalmente, a leggere queste parole mi sono venuti i brividi. Sul fatto che sia “necessario dare al turista quello che desidera”, credo non ci sia bosogno di commento.

  2. Il bello è che questo professor Pietro Beritelli insegna pure all’Università San Gallo in Svizzera.
    Bene, molto bene.

  3. Ipotesi inquietanti quelle riportate nell’articolo… Le dolomiti hanno già tutto quel che serve ai turisti per divertirsi (impianti a funi, accessibilità passi, ristoranti e strutture turistiche, etc.)… andare oltre sarebbe una violenza

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