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Il viaggio “Into the Wild” di Eliott Schonfeld in Alaska

Un 24enne parigino ha ripercorso l’avventura di Christopher McCandless così come Sean Penn l’aveva raccontata nel celebre film “Into the Wild”; con l’unica differenza che questa volta la storia ha un lieto fine.

Mosso dallo stesso stimolo del giovane ragazzo americano di fuggire dalla società moderna e immergersi nel selvaggio, nella natura, Eliott Schonfeld, che aveva già viaggiato parecchio in solitaria, ha intrapreso un viaggio di tre mesi lungo la strada che porta all’Artico. Di quell’avventura, durata dall’estate 2016 fino a ridosso al 2017, ha realizzato un video, da poco pubblicato, che racconta dei 900 chilometri percorsi a piedi e i 1800 in canoa, e anche dell’incontro ravvicinato con un grizzly. In quei 90 giorni Eliott ha vissuto di sola natura e su come ci sia riuscito lo ha pubblicato sui suoi canali social, insieme ai racconti sui lupi del Nord, sulle montagne Brooks e sul fiume Yukon. Lontano dalla modernità e dalle comodità di casa ha mangiato frutta, ha pescato ed è resistito al freddo, superando quotidianamente le sfide della natura. É sopravissuto solo con ciò che aveva nel suo zaino e cioè: tenda, sacco a pelo, vestiti caldi, una bussola e le mappe, il telefono satellitare, il coltello, qualche stoviglia, libri, taccuino, matita e la macchina fotografica

Nel suo racconto si legge “ho trascorso settimane e settimane senza vedere alcun segno di umanità. Mi sembrava di scoprire l’origine del mondo, della vita. Poi la fame, il dolore e la fatica mi hanno fatto capire di essere libero. Non ho mai avuto la sensazione di sopravvivere, ma di vivere pienamente”.  Ha incontrato solo uno spagnolo, lungo il fiume Yukon, che lo ha aiutato a ricaricare le batteria grazie a dei pannelli solari e da li in poi ancora solo “tra paradisi di muschi e licheni dell’Alaska” senza una meta precisa se non quella figurata della piena autonomia. Una volta raggiunta è stato pronto a tornare. Eliott ricorda poi l’episodio in cui ha incontrato un orso grizzly: “è venuto verso di me, fermandosi a poca distanza, il mio cuore batteva forte e il tempo si è fermato ed è uno degli animali più pericolosi e più belli che io abbia mai incontrato”.

Per chi pensa che la sua sete di avventura sia saziata, Elliott fa sapere che ripartirà presto per un viaggio di 4 mesi in Himalaya, attraverso Pakistan e Butan, in cui intende percorrere 4000 chilometri per continuare ad esplorare la natura e se stesso, ma precisa anche“Mi piace stare con la gente, si può trovare la felicità in entrambi i mondi”.

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