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Sarà la fanfara dei bersaglieri a dare il via al Trofeo Mezzalama

di Denis Falconieri

BREUIL-CERVINIA, Aosta — L’atmosfera emozionante della partenza del Trofeo Mezzalama, quest’anno sarà resa ancora più intensa dagli squilli di tromba della fanfara dei bersaglieri Valdossola. Sabato 22 aprile, per ridestare l’epopea storica della maratona dei ghiacciai nel centenario della Grande Guerra, la musica degli ottoni risuonerà nella via centrale di Breuil-Cervinia: i bersaglieri percorreranno di corsa via Jean Antoine Carrel precedendo gli atleti in gara.

“Invece di far partire gli atleti come al solito con gli sci ai piedi dalle piste innevate – spiega il direttore del Trofeo Mezzalama Adriano Favre – li schiereremo lungo via Guido Rey, il rettilineo di accesso a Breuil-Cervinia. Sarà una folla di 300 squadre, per un totale di 900 atleti da 25 nazioni, selezionati sulla base del curriculum perchè per correre il Mezzalama bisogna essere forti sciatori, ma anche alpinisti esperti d’alta montagna e di ghiacciai. In testa sarà posta la fanfara dei bersaglieri Valdossola, al comando del maestro Guido Tomà. Saranno le trombe e gli ottoni dei bersaglieri, percorrendo di corsa via Jean Antoine Carrel che attraversa il centro di Breuil-Cervinia, a precedere il fiume di atleti dando il via alla gara”.

“Passato il torrente dietro l’abitato – prosegue Favre – i concorrenti calzeranno gli sci e si lanceranno verso l’alto in direzione del colle del Teodulo (3300 m). È la prima volta per il Mezzalama moderno. Dalla rinascita del 1997, avendo portato la partenza giù a Cervinia (2020 m), siamo sempre passati da Plateau Rosa dove arriva la funivia, aggirando così il Teodulo, storica partenza nelle prime dieci edizioni anni 30 e anni 70. Questa volta, nel centenario della Grande Guerra, vogliamo rimettere in evidenza le radici storiche della gara creata nel 1933 per rendere omaggio a Ottorino Mezzalama, pioniere dello scialpinismo messosi in luce come istruttore degli alpini sciatori, un secolo fa durante la prima guerra mondiale”.

“Non dimentichiamo che in origine – aggiunge Favre – le gare di scialpinismo erano praticate soprattutto da pattuglie militare, come quella famosa dei nostri alpini che strappò la medaglia d’oro a Garmisch nel 1936, alle olimpiadi di Hitler. E tuttora la classica scialpinistica da Zermatt a Verbier, organizzata dall’esercito svizzero a imitazione del Mezzalama, si chiama Patrouille des Glaciers, pattuglia dei ghiacciai”. Alle origini militari del Mezzalama fanno ancora oggi onore forti cordate di alpini, come gli attuali campioni in carica e i favoriti da battere. Allora perché la fanfara dei bersaglieri?

“Sempre per rendere omaggio alla storia patria – risponde Massimo Chatrian, assessore alla cultura, turismo e sport di Cervinia-Valtournenche – la nostra storia. L’epopea del Breuil cominciò un secolo e mezzo fa con la conquista del Cervino da parte della cordata condotta da Jean Antoine Carrel, che tutti chiamavano il Bersagliere. Con quell’uniforme e il cappello piumato il valdostano Carrel aveva partecipato alle battaglie risorgimentali. Diciamo che i bersaglieri passano il testimone, il compito di correre il Mezzalama, agli alpini e agli altri concorrenti da tutta Europa. Dopo la partenza la fanfara di trasferisce all’arrivo di Gressoney-la-Trinité per festeggiare i vincitori e suonare alla premiazione. Perciò ci auguriamo che la popolazione e i villeggianti accorrano con entusiasmo ad applaudire il più grande evento sportivo della Valle d’Aosta, da considerare un’eccellenza del made in Italy”.

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