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In Maiella la prima palestra speleologica omologata d’Italia

Un traguardo firmato dallo Speleo Club Chieti “Alessio Carulli”, che presso la Grotta Scura di Bolognano ha riqualificato e messo in sicurezza un sito storico per la formazione delle nuove generazioni di esploratori del vuoto.

Sabato 11 luglio 2026, presso il geosito di Grotta Scura a Bolognano (PE), è stata inaugurata la prima palestra speleologica omologata d’Italia. Questo traguardo dota il Paese del primo spazio ipogeo certificato per la didattica in campo speleologico, garantito da rigorosi standard di sicurezza e capace di unire sport e tutela ambientale.

L’infrastruttura, nata su iniziativa dello Speleo Club Chieti “Alessio Carulli” APS-ETS, è stata intitolata a Enzo Bevilacqua, socio fondatore scomparso nel 2022, ricordato dall’associazione come una figura centrale e insostituibile, che ha offerto ai soci carisma e supporto (oltre alla sua celebre Centerba) anche in età avanzata.

Una palestra speleologica in Maiella

Il progetto nasce dalla sinergia tra lo Speleo Club Chieti, il Comune di Bolognano, l’Ente Parco Nazionale della Maiella e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Chieti e Pescara. . Grotta Scura ospita da oltre cinquant’anni la formazione degli speleologi e le esercitazioni di numerose realtà tecniche e di soccorso come il Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), ma l’omologazione ha richiesto una profonda bonifica.

Come riportato nel comunicato ufficiale a firma del Presidente dello Speleo Club Fabrizio Di Primio, l’intervento ha previsto la rimozione di circa 350 vecchi ancoraggi e spit posizionati nel tempo in modo caotico. I fori nella roccia sono stati sigillati con materiale lapideo locale e polvere di calcare naturale, installando poi solo i nuovi ancoraggi necessari alle vie di esercitazione, certificati da severe prove di carico e affiancati da una nuova segnaletica informativa che riporta il regolamento da seguire per l’utilizzo della grotta, in primis la necessità di autorizzazione, previa richiesta al Parco, alla Soprintendenza e al Comune di Bolognano. Quest’ultimo, grazie ai fondi dell’area protetta, sta risanando integralmente il percorso di avvicinamento alla grotta.

La tutela resta prioritaria: la cavità è un Geosito del Parco (“Il complesso di grotte sospese di Grotta Scura – Grotta del Mortaio, BOL001”) nonché un sito archeologico contenente testimonianze di attività umana risalenti al Neolitico. Il nuovo regolamento prevede pertanto che l’accesso alla palestra per i corsi di speleologia riconosciuti da Società Speleologica Italiana (SSI), Club Alpino Italiano (CAI) e CNSAS.

Il coronamento di 60 anni di impegno

La palestra fungerà da sito didattico, ideale per lo svolgimento dei corsi speleologici di primo livello, offrendo lo spazio perfetto sia per interiorizzare la cultura del rispetto dell’ecosistema sotterraneo, sia per padroneggiare le manovre necessarie a muoversi in totale sicurezza.

“La corda per lo speleologo è il ‘binario lungo il quale avviene la progressione’viene infatti rimarcato nel testo a firma del Presidente Di Primio – a differenza di quanto avviene nell’alpinismo dove, invece, essa rappresenta per lo più un dispositivo di sicurezza.”

Gli standard d’eccellenza del sito sono emersi già durante il 38° Corso dello Speleo Club Chieti, che ha preparato 7 nuovi corsisti. Questa attenzione alla crescita si riflette anche sul piano sociale: ne è un esempio l’evento “Diversamente Speleo” del settembre 2025, che ha trasformato la grotta in un laboratorio di inclusione aperto a tutti.

Il riconoscimento dell’anfratto come prima palestra speleologica omologata d’Italia corona oltre sessant’anni di intensa attività dello Speleo Club Chieti, da sempre impegnato non solo nelle esplorazioni, ma anche nella divulgazione scientifica, nell’allestimento di mostre tematiche e nella rigorosa documentazione geografica e fotografica del patrimonio carsico.

La caratura tecnica del sodalizio è testimoniata da storiche imprese sul territorio della Maiella, come le ricerche condotte nella Grotta della Lupa a Roccamorice — che con i suoi 2 km di sviluppo detiene il primato di cavità più lunga del massiccio — e la complessa campagna esplorativa dell’Abisso Pietrolungo (noto anche come Grotta dei Tre Portoni o Pozzo De Gasperi). Quest’ultima, condotta da oltre un quarto di secolo in stretta sinergia con il Gruppo Speleologico Marchigiano e il Gruppo Speleologico Genga – San Vittore, si sviluppa da un geosito situato a 2.640 metri di quota e ha permesso di superare i 400 metri di profondità, offrendo dati preziosi per la ricerca scientifica.

A questo solido bagaglio sul campo si affianca una capacità organizzativa di rilievo internazionale, dimostrata con il coordinamento di raduni internazionali di speleologia in Abruzzo, svoltisi a Lettomanoppello nel 2016 e nel 2019.

“C’è ancora molto da scoprire sui massicci carsici della nostra regione – il commento e augurio del Presidente Di Primio -, per questo motivo è fondamentale formare le nuove generazioni di esploratori del vuoto, che domani porteranno la loro luce degli angoli più nascosti d’Abruzzo ed oltre”.

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