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Elias Iagnemma, il video di Exodia: così è nato il primo boulder 9A+ della storia

Pubblicato il documentario che racconta i quattro anni e mezzo di lavoro dietro Exodia, il blocco in Val Pellice che potrebbe segnare un nuovo limite del boulder mondiale.

A oltre sei mesi dalla salita che ha fatto discutere l’intera comunità internazionale del boulder, è stato pubblicato il video integrale di Exodia, il blocco liberato da Elias Iagnemma in Valle Pellice e proposto con il grado di 9A+ (V18). Se la valutazione dovesse essere confermata dalle future ripetizioni, si tratterebbe del primo boulder della storia a raggiungere questo livello di difficoltà.

Il filmato non mostra soltanto il giorno del successo, ma racconta un progetto durato oltre quattro anni, fatto di tentativi, sconfitte e continui ritorni sotto lo stesso masso. Un percorso che restituisce la misura di quanto, ai massimi livelli del boulder, il risultato sia spesso soltanto la parte finale di una storia molto più lunga.

Quattro anni e oltre duecento sessioni sullo stesso progetto

Exodia si trova nei pressi del Rifugio Barbara, in Valle Pellice, sulle montagne piemontesi. Il progetto era stato individuato anni prima da Christian Core, uno dei grandi protagonisti del boulder mondiale, ma era rimasto irrisolto. Iagnemma iniziò a lavorarci nell’estate del 2021, tornando stagione dopo stagione fino alla riuscita del novembre 2025. Nel complesso ha dedicato 211 sessioni distribuite nell’arco di quattro anni e mezzo, impiegandone circa 160 soltanto per riuscire a concatenare tutti i movimenti.

Nel documentario il climber abruzzese descrive Exodia come la sfida più difficile della sua carriera. Una linea che richiede non solo forza estrema, ma anche una precisione assoluta nell’esecuzione di ogni singolo movimento.

Perché Exodia potrebbe riscrivere la storia del boulder

La proposta del grado 9A+ non nasce soltanto dall’intensità dei singoli passaggi, ma dalla loro combinazione. Il problema è composto da una prima sezione valutata intorno all’8B+, seguita da un brevissimo riposo in incastro di ginocchio, prima dell’attacco alla seconda parte, stimata sull’8C+, dove esplosività, tensione corporea e precisione devono rimanere al massimo livello.

Nel boulder il grado massimo universalmente accettato resta oggi il 9A, inaugurato nel 2016 con Burden of Dreams del finlandese Nalle Hukkataival e successivamente confermato da diverse ripetizioni. Exodia rappresenta quindi un possibile nuovo salto evolutivo della disciplina, ma serviranno altri climber disposti a confrontarsi con la linea prima che il grado possa essere considerato consolidato.

Il percorso di Iagnemma verso il vertice mondiale

Negli ultimi anni Elias Iagnemma si è affermato come uno dei boulderisti più forti della scena internazionale. Nel marzo 2024 è diventato il quarto atleta a ripetere Burden of Dreams in Finlandia, mentre nel gennaio 2025 aveva già firmato la prima salita di The Big Slamm, il primo 9A italiano. Exodia rappresenta quindi la naturale prosecuzione di un percorso di crescita costruito su alcune delle linee più difficili del pianeta.

Un documentario che racconta anche i fallimenti

Il video pubblicato alterna immagini delle sessioni di lavoro, cadute, momenti di frustrazione e riflessioni personali fino al concatenamento finale. Più che celebrare un record, il documentario mette al centro il processo: la capacità di tornare sullo stesso progetto per anni, modificando dettagli tecnici, preparazione fisica e approccio mentale.

Per questo il valore del filmato va oltre la cronaca della salita. È il racconto di uno dei progetti più ambiziosi mai affrontati nel boulder contemporaneo e offre uno sguardo raro su ciò che significa spingere i limiti della disciplina quando il confine tra il possibile e l’impossibile è ancora tutto da definire.

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