Tempo di fioriture: 5 itinerari tra colori ed emozioni
Cinque escursioni tra i prati in fiore di Alpi e Appennini. Un viaggio a passo leggero nel momento più artistico dell'anno, tra meraviglie botaniche e panorami da ammirare e rispettare.
L’anticipo d’estate che da alcuni giorni sta portando la colonnina di mercurio a salire vertiginosamente anche alle quote più elevate, ci terrà compagnia anche nel weekend di congedo dal mese di maggio per mettere piede in quello che, meteorologicamente parlando, è ufficialmente il primo mese estivo. Occasione perfetta per sfruttare il fine settimana – o per chi avrà la fortuna di concederselo, il ponte del 2 giugno – per preparare scarponi e zaino – senza dimenticare i due alleati del momento: crema solare e spray antiparassitario contro le zecche – per andare alla ricerca di colori ed emozioni.
L’Italia si presenta infatti in questo periodo dell’anno come una tavolozza botanica. Da Nord a Sud, le montagne stanno vivendo il loro momento più artistico dell’anno: è il momento in cui i prati e le radure boschive esplodono in un caleidoscopio di colori, una transizione magica in cui la neve lascia definitivamente il posto a tappeti floreali di straordinaria bellezza. Angoli di paradiso da vivere con grande responsabilità. La regola aurea di ogni vero escursionista deve risuonare forte e chiara nella mente: guardare e non toccare.
Spesso si cede alla tentazione di cogliere un fiore per portarne a casa il profumo o il ricordo, pensando che un singolo gesto non possa fare la differenza. Ma anche una singola, semplice margherita strappata a testa, se moltiplicata per la moltitudine di fruitori in circolazione sui sentieri, diventa causa di devastazione e impoverimento di un ecosistema. Tra le innumerevoli specie che si possono incontrare lungo i percorsi che stiamo per scoprire, molte sono inoltre protette da leggi regionali e nazionali.
Nelle aree protette vigono regolamenti rigidi posti a tutela di questo equilibrio: raccogliere anche solo un piccolo e apparentemente innocuo mazzolino di fiori può trasformarsi in una sanzione amministrativa. Non ne vale la pena. Rispettiamo dunque la natura in ogni sua forma, ringraziandola a passo leggero dello spettacolo gratuito che dona ogni primavera. Ripassata la regola fondamentale per affrontare con coscienza il periodo delle fioriture, andiamo a scoprire cinque itinerari escursionistici dove la primavera dà il meglio di sé in questi giorni.
Monti Sibillini: il Bivacco Zilioli e i contrasti di Castelluccio
Quando si parla di fioriture, il pensiero comune corre alla Piana di Castelluccio di Norcia (PG). In questo periodo dell’anno, i prati alla base del Monte Vettore ancora non appaiono intensamente variopinti – manca ancora qualche settimana allo spettacolo della fioritura “della lenticchia” che annualmente richiama turisti da tutta Italia e non solo – ma intanto hanno iniziato a sbocciare i narcisi selvatici, un elegante preludio al mosaico cromatico estivo. Per ammirare le prime sfumature della Piana dall’alto, vi suggeriamo l’ascesa al Bivacco Zilioli (2.250 m) partendo dal valico di Forca di Presta. Una volta arrivati alla sella, si può decidere se godere del meraviglioso panorama o tornare indietro, e fare eventualmente una tappa al rifugio Belvedere di Forca di Presta prima del rientro a casa.
Valle di Ledro: i prati di Dromaè e il trionfo dei narcisi
Nel Nord-Est d’Italia vi è un itinerario che sembra uscito dal dipinto di un impressionista. Nella Valle di Ledro, l’area che sovrasta l’abitato di Mezzolago (TN) custodisce un autentico tesoro: i pascoli e i Fienili di Dromaè. A fine maggio, le verdi distese dei prati si tingono di un bianco abbagliante grazie alla fioritura del narciso selvatico. Risalendo il versante, ci si trova a passeggiare tra sfumature uniche: i grandi boccioli rosa e porpora delle peonie selvatiche si alternano a orchidee spontanee, gigli, genziane e ranuncoli. Questa straordinaria ricchezza si deve alla vicinanza mitigatrice dei laghi di Garda e di Ledro, capaci di creare un microclima in grado di fondere la flora alpina con influenze mediterranee, merito che ha permesso alla valle di entrare nella Riserva della Biosfera UNESCO “Alpi Ledrensi e Judicaria”.
Maiella: Palena, il paese delle orchidee
Nell’Appennino Centrale vi è un massiccio montuoso che si distingue per la peculiare ricchezza in orchidee selvatiche: la Maiella, custode di oltre 80 tra specie e sottospecie. In questo scrigno di biodiversità vi è un borgo da primato che è Palena (CH), ribattezzata “Paese delle orchidee” in virtù delle circa 60 specie ospitate nel territorio, molte delle quali in fiore in queste settimane. Per ammirarle vi suggeriamo la camminata ai piedi dell’imponente Monte Porrara lungo il sentiero I1. Il tracciato parte poco sopra l’abitato di Palena e attraversa radure prative dove, aguzzando la vista, si incontrano le forme straordinarie e i colori delle orchidee selvatiche. Il percorso prosegue all’interno di un’elegante faggeta fino a raggiungere l’Eremo della Madonna dell’Altare. Questo storico complesso, fondato sullo sperone di roccia dove un tempo sostò in ascesi Pietro da Morrone (il futuro Papa Celestino V), è un luogo di straordinaria pace spirituale, perfetto per una sosta rigenerante.
Appennino Ligure: il tempo dei narcisi al Pian della Cavalla
In Liguria, la meta imperdibile di fine maggio sono i prati di Pian della Cavalla, un ampio altopiano erboso nel cuore del Parco Naturale Regionale dell’Antola. Raggiungibile con un itinerario ad anello che parte dal caratteristico paese di Fontanarossa (frazione di Gorreto – GE), in questo periodo la prateria si accende di un bianco abbagliante grazie al narciso poetico, fiore simbolo del Parco. Camminare tra questi crinali, da cui lo sguardo spazia fino al blu del Mar Ligure, significa attraversare un paesaggio che racconta il legame profondo tra la natura e la cura del territorio: la presenza di questi fiori è infatti storicamente favorita dallo sfalcio annuale dei prati, in un perfetto equilibrio tra uomo e biodiversità.
Pollino: la fioritura della Banxhurne sul Monte Carnara
Chiudiamo il viaggio nel Parco Nazionale del Pollino sul Monte Carnara (1.262 m), vetta che sovrasta il borgo lucano di San Paolo Albanese (PZ). Risalendo le pendici della montagna lungo il tracciato storico dell’antica Via dei Briganti, ci si immerge in un ecosistema primordiale dove esplode la fioritura della peonia selvatica meridionale (Paeonia peregrina), chiamata localmente banxhurne. Questo splendido fiore rosso purpureo è associato dalla tradizione a una donna bellissima ma sgarbata: il suo profumo è forte e acre e appassisce all’istante se colto, onorando il detto popolare “permalosa come una peonia”. Dalla cima il panorama spazia fino al Mar Ionio, e il consiglio è di concludere l’esperienza visitando il borgo di San Paolo Albanese, un gioiello cinquecentesco che conserva intatti la lingua, i costumi e il rito religioso greco-bizantino della comunità Arbëreshë.










