Neanche la neve ferma il Soccorso Alpino: esercitazione speleologica a 2100 metri nel Cuneese
Alla Voragine della Ciuaiera, sopra Ormea, simulato il recupero di uno speleologo ferito a -100 metri. Dodici chilometri nella neve e dieci ore di operazioni per testare tecniche e logistica in ambiente estremo.
Non solo valanghe e interventi in superficie: anche sotto terra, e in pieno inverno, il Soccorso Alpino non si ferma. Sabato 11 e domenica 12 aprile la Prima Delegazione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) ha organizzato un’esercitazione complessa alla Voragine della Ciuaiera, nel comune di Ormea, a quota 2099 metri.
Un contesto tutt’altro che semplice. L’ingresso della cavità, per buona parte dell’anno, è coperto da grandi accumuli di neve, e proprio queste condizioni hanno reso l’esercitazione particolarmente realistica. Lo scenario simulato prevedeva infatti un intervento senza supporto di elicottero, con un lungo avvicinamento su terreno innevato e carichi pesanti da trasportare.
La situazione
L’allarme immaginato era quello di uno speleologo precipitato a circa 100 metri di profondità, con una sospetta frattura agli arti inferiori. A intervenire, una squadra di 15 tecnici del CNSAS, equipaggiati con dotazioni complete per l’ambiente invernale: sci, ciaspole, pala, ARTVA e sonda.
La prima vera sfida è stata l’avvicinamento: circa 12 chilometri su neve, con un dislivello positivo di 800 metri e accumuli superiori ai due metri. Tutto il materiale tecnico necessario alle operazioni in grotta è stato trasportato a spalla, imponendo una gestione attenta delle risorse e delle energie.
Raggiunto l’ingresso della voragine, le squadre hanno iniziato la discesa, affrontando una progressione complessa tra pozzi e strettoie. Il recupero del ferito si è svolto a partire dalla quota di -100 metri, superando ostacoli naturali significativi: un pozzo da 20 metri, uno da 40 e diversi tratti meandriformi che hanno rallentato le manovre.
Le operazioni di risalita della barella si sono sviluppate in modo continuativo, senza interruzioni, e si sono concluse in circa dieci ore. Un tempo significativo, che riflette la complessità di interventi in ambiente ipogeo, soprattutto quando si aggiungono le difficoltà dell’inverno e dell’isolamento.
Formazione continua
L’esercitazione ha rappresentato un banco di prova importante per testare procedure e capacità operative in uno scenario severo, dove accesso e movimentazione diventano spesso le criticità principali. Proprio per questo, la pianificazione logistica e l’ottimizzazione dei materiali, ridotti al minimo indispensabile, si sono rivelate elementi chiave.
Attività come questa rientrano nel programma di addestramento continuo del CNSAS, fondamentale per garantire interventi efficaci e sicuri anche nei contesti più complessi.


