Lombardia, poca neve e invasi ai minimi: “Mancano oltre 800 milioni di metri cubi d’acqua”
I dati di ARPA Lombardia rielaborati da Legambiente Lombardia indicano un deficit del 25% delle risorse idriche. Non è ancora emergenza, ma tra neve dimezzata e caldo precoce il rischio siccità cresce.
Le riserve idriche in Lombardia si presentano sotto la media all’inizio della primavera. Secondo gli ultimi dati di ARPA Lombardia, al 28 marzo la disponibilità complessiva – tra grandi laghi, neve e invasi idroelettrici – è pari a 2455 milioni di metri cubi. Il confronto con la media degli ultimi vent’anni evidenzia un deficit di oltre 800 milioni di metri cubi, circa il 25% in meno rispetto ai valori di riferimento.
Il dato più significativo riguarda le riserve nivali. Sui rilievi delle Orobie e della Valcamonica la quantità di neve è inferiore di circa la metà rispetto alla media del periodo. A incidere sono anche le temperature elevate registrate negli ultimi giorni, con lo zero termico attorno ai 3400 metri, che favoriscono un disgelo anticipato e riducono l’accumulo disponibile per i mesi successivi.
Invasi sotto la media, situazione diversa per i grandi laghi
La situazione varia a seconda dei bacini. I grandi laghi, in particolare Maggiore e Garda, mantengono livelli di riempimento ancora buoni grazie alla regolazione degli sbarramenti.
Diverso il quadro per i bacini più legati alle riserve di alta quota. Gli invasi idroelettrici risultano al di sotto della media stagionale. Nel caso del lago d’Iseo, il volume regolabile è pari a circa il 25% del totale. Il lago di Como presenta valori vicini alla media, ma anche in questo caso le aree montane del bacino mostrano una riduzione delle riserve.
Aree più in difficoltà
Le criticità maggiori si registrano nella Lombardia centrale, in particolare nei sistemi idrici legati ai fiumi Brembo, Serio e Oglio e nei bacini delle valli orobiche. Condizioni leggermente migliori si osservano invece nei bacini alimentati da apporti piemontesi e svizzeri, come quello del lago Maggiore.
Secondo le valutazioni riportate anche da Legambiente Lombardia, è ancora presto per parlare di emergenza, ma il rischio di una riduzione anticipata delle scorte idriche nei mesi estivi è presente. “I dati di disponibilità delle scorte idriche […] dovrebbero imporre un ripensamento degli ordinamenti produttivi dell’agricoltura padana“, ha dichiarato il vicepresidente Lorenzo Baio. La situazione resta quindi legata all’andamento della primavera.






